
E ogni otto marzo sono qui a dire le stesse cose.
Quando parlo di donne lo faccio fingendo di non vedere la realtà: è una donna la Carfagna, è una donna la Santanchè, è una donna la Gelmini, sono donne le veline, sono donne le quarantenni che ambiscono a sembrare sorelle delle loro figlie, è una donna la mamma che fa le punture di botulino alla figlia sedicenne, sono donne le attrci tirate fino a non assomigliare più a se stesse ma ad assomigliasi fra di loro, sono donne le escort che vengono usate come moneta per pagare i favori dei politici e ottengono in cambio dei favori, sono donne le prezzemoline che si fanno la settima di seno per arrivare al successo.
La donna a cui parlo e di cui parlo non esiste quasi più. E’ la donna che ha faticosamente lottato per divenire “soggetto” nella vita , nel lavoro , nella politica, nel sesso , ora - dopo vent’anni di berlusconismo - non esiste quasi più. Ora ci sono le donne “oggetto” fiere di esser tali , che si vendono e si fanno comprare . La donna a cui parlo è la donna che conosce e che rispetta se stessa. Che sa imporre il suo modo di pensare e di vedere il mondo. Che non scimmiotta i maschi e che collabora con loro sapendo differenziarsi. E’ la donna che non corrisponde al “modello” corrente.
Dalla “Giornata internazionale della donna ” siamo passati alla “festa della donna” : Siccome siamo brave ed assecondiamo i desideri del maschio ci hanno regalato una festa, come ai papà , alle mamme , ai nonni. E la “festa della donna” arriva giusto dopo la settimana del gatto perchè non è bene sovrapporre i poli di interesse…
Bisogna ritrovare l’orgoglio di essere donna. Ma a chi lo dico?
Alle donne che questa sera andranno a vedere inutili ragazzoni forniti di muscoli che si spoglieranno a pagamento e si divertiranno nel vedere un branco di rincoglionite eccitarsi imitando i più beceri comportamenti del maschio? Alle ragazzine delle medie che vendono foto sul cellulare in cambio di una ricarica telefonica ? Alla signorina che ha scritto un libro di buon successo che spiega come guadagnare facendo la ”ragazza” in cam ? Alla signora Santanchè che pensa che la politica si faccia “dandola” o non “dandola” a Berlusconi? Alle quarantenni che hanno scoperto il pc dei figli e lo usano solo per chattare con uomini bavosi giurando, immemori della seconda cadente, di avere una quinta che sfida ogni legge di gravità? O alle belle ragazze convinte che solo spogliandosi in tv sia possibile diventare una donna di successo? Lo dico all’igienista dentale di Berlusconi che grazie alle sue “competenze” fra poco gestirà i destini della mia regione?
Mi riderebbero in faccia . Ne sono certa.
Le poche donne che capirebbero sono quelle che la nostra società ritiene “patetiche” . Patetiche perchè ferme agli anni 70, alla convinzione che la donna abbia dei diritti che nulla hanno a che fare col volere dei maschi.
Principi semplici , ma perduti strada facendo. Molti passi indietro sono stati fatti rispetto agli anni 70.
Eppure sono certa che le “donne vere” esistano ancora ed è a loro che mi rivolgo.
Ho letto un articolo di Maria Laura Rodotà che propone oggi di ritrovare la rabbia , l’orgoglio ed i simboli di quegli anni , di riappropriarci della mimosa , di appuntarcela sui vestiti:
e a chi ci chiede «perché hai una mimosa puzzolente sulla giacca a vento?», si potrebbe rispondere: «Sono donna, sono arrabbiata, di questa Italia misogina non ne posso più».
Aderisco alla sua proposta . Ho una mimosa addosso.
Sono stanca di guardare impotente questo sfacelo. Voglio ritrovare “speranza” più che coraggio . Gettare il ciarpame cultural-televisivo che ci ha tarpato , negli ultimi venti anni , le ali. Anche quello che sentirete oggi in tv è ciarpame. Noi donne valiamo di più.
Sono certa che per le mie lettrici questa è “la giornata internazionale della donna” ed è a loro che rivolgo lo stesso invito dello scorso anno:
Basta “festa della donna”.
Ritroviamo la dignità di persone aventi diritti. Riprendiamoci gli spazi che abbiamo ceduto per amore di figli , mariti e di tutti gli uomini che ci circondano.
Inventiamo un modo nuovo di essere donne. Ricreiamo la solidarietà femminile . Troviamo nuove vie per collocarci in politica , lavoro , famiglia.
Il modello maschile è un modello prevaricatore che non tiene conto delle nostre peculiarità. Rifiutiamoci di imitarlo.
Ritroviamo la gioia di un 8 marzo fatto di solidarietà , consapevolezza , amicizia , al femminile. Perchè sia un giorno utile alle donne e non un giorno di festeggiamenti immotivati.
Buon otto marzo a tutte. Ricordate la minosa ed il vostro valore.
a bientot

vi regalo una splendida poesie di Gioconda Belli:
E Dio mi fece donna,
con capelli lunghi,
occhi,
naso e bocca di donna.
Con curve
e pieghe
e dolci avvallamenti
e mi ha scavato dentro,
mi ha reso fabbrica di esseri umani.
Ha intessuto delicatamente i miei nervi
e bilanciato con cura
il numero dei miei ormoni.
Ha composto il mio sangue
e lo ha iniettato in me
perché irrigasse tutto il mio corpo;
nacquero così le idee,
i sogni,
l’istinto
Tutto quel che ha creato soavemente
a colpi di mantice
e di trapano d’amore,
le mille e una cosa che mi fanno donna
ogni giorno
per cui mi alzo orgogliosa
tutte le mattine
e benedico il mio sesso.

Vi ripropongo il documentario “Il corpo delle donne” , riguardatelo
http://www.ilcorpodelledonne.net/?page_id=89