Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà fosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.
Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza di loro
sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
Sono una donna
Credono che la mia libertà sia loro proprietà
e io glielo lascio credere
e avvengo.
(Joumana Haddad)

Poesia
quando stavo con mia madre
mi sentivo sicura
lei mi proteggeva
dal dolore e dalla disperazione
e anche ora sarebbe disposta a tenersi tutto dentro
come sanno fare le donne
e non ne parlano mai
e ciascuna se lo porta
chiuso dentro di sé
come se lei fosse l’unica
a sapere
Angela Hambling

MOSTRO (1972) di Robin Morgan
Ascolta. Stanotte sto rallentando la morte
dentro di me.
Non voglio cominciare a elencare la lista
di stupri e bruciature e percosse e sorrisi
emalumori e rabbie e tutto il resto
che avete sbattuto sopra le donne in tutta la vostra storia
( a cui non abbiamo partecipato- anche se dio sa se ci abbiamo provato)
……………………..
stanotte no.
Sono stanca di registrare il vostro trionfo e la nostra oppressione.
……………………………..
Il bambino dorme nell’altra stanza. Bianco. Maschio. Americano.
Potenzialmente la più potente e3 mortale creatura
della specie.
I capelli,mio dio, si arricciolano in teneri virgulti umidi
per il sudore del suo sonno estivo. Non è ancora e mai lo sarà
se ci riesco, ” un vero uomo”.
……………………………………………
Voglio la rivoluzione delle donne come si vuole un amante:
la desidero; voglio così tanto questa libertà,
la fine della lotta della paura e delle bugie
che tutti respiriamo, che potrei morire
nell’appassionata pronuncia di quel desiderio.
Per una sola volta in questa mia sola vita vorrei danzare tutta sola e nuda
su un picco roccioso sotto i cipressi
senza paura di dove metto i piedi.
Intravedere che cosa avrei potuto essere,
e non diventerò mai, mai, se non avessi dovuto “sprecare la vita”
a lottare per ciò che la mancanza di libertà mi impedisce persino
di intravedere.
Mi capisci? Morire. Impazzire
Davvero senza metafore.
Delirare le reti sottili dell’arcobaleno
come ragnatele dappertutto sulla pelle
e sognare sempre più spesso quando riesco a dormire
di essere uccisa o di uccidere.
Dolce rivoluzione, come vorrei che queste lacrime di donna
che mi scendono giù per la faccia in silenzio ora fossero pallottole;
ogni parola che scrivo, ogni tasto della macchina da scrivere
una pallottola per uccidere quel qualcosa nell’uomo
che ha costruito questo impero, colonizzato il mio stesso corpo,
e poi chiamato MOSTRO la sua colonia.
Sono una “che odia gli uomini”, hanno detto.
Non ho il tempo e la pazienza per dire di nuovo perchè e come
non odio gli uomini ma ciò che gli uomini fanno di questa cultura,
o come il sessismo, il potere e la competizione
è il nemico- non le persone, ma il fatto che gli uomini hanno creato
questo sistema e lo conservano e ne traggono profitti concreti.
Parole e retorica che immediatamente
sgorgano dalle mie vene appena le sfiora
il filo del rasoio dell’amore umanitario. Basta.
E voi, uomini. Amanti, fratelli, padri, figli.
Vi ho amato e vi amo ancora, se non altro
perchè siete usciti gemendo dal MOSTRO
mentre il MOSTRO si curvava dal dolore per darvi il potere
di rompere il suo incantesimo.
Bene, finalmente, siamo noi a doverlo rompere.
Vi parlerò sempre meno
Con suoni sempre più inarticolati e confusi che non capirete:
formule di streghe, poesie, nenie di vecchie donne,
cifrario schizofrenico, accenti, litanie, bombe,
veleno, coltelli, pallottole, qualunque cosa
questa libertà possa inventare.
Impazziamo insieme sorelle.
Convinciamoci che niente ci fermerà.
Io che devo imparare a sopravvivere finchè la mia parte sarà finita.
Che devo prendere coscienza
che sono
un MOSTRO. Sono
un
MOSTRO.
IO SONO UN MOSTRO.

Che cosa rimarrà di noi
di GIOCONDA BELLI
Almeno fiori, almeno canti……
Di noi rimarrà
qualcosa di più che il gesto o la parola:
Questo desiderio incandescente di libertà,
questa intossicazione,
è contagiosa!

La casalinga
di ANNE SEXTON
Certe donne si sposano la casa
E’ come un’altra pelle; ha un cuore,
una bocca,un fegato e un intestino.
Le pareti sono ferme e color rosa.
Guaradala tutto il giorno in ginocchio,
con che puntiglio si lava.
Gli uomini entrano a forza, attratti come Giona
nella carne delle loro madri.
Una donna è madre di se stessa.
Questo è quello che conta.

SCRIVERE IL CURRICULUM (1967)
di Wislawa Szymborska
Cos’è necessario?
E’ necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si è vissuto
il curriculum dovrebbe essere breve.
E’ d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perchè.
Onorificienze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

Patrizia Cavalli
(da L’io singolare proprio mio, 1992)
Io per guarirmi dei miei noiosi amori
ascolto i noiosissimi racconti
di altri amori: Pur nella noia
il dolore è vero, ma per un pò lo vedo
in queste storie irreale
e mi sottraggo al mio perchè è uguale.
Pensando a questo mi pento e mi vergogno
di aver forzato con parole e pianti
i cuori calmi di chi mi stava intorno.
Ora capisco che è una presunzione
con abitanti di climi temperati
parlare di chiacciai e di amazzonie.
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Quasi sempre chi è contento è anche volgare;
c’è nella contentezza un pensiero
che ha fretta e non ha tempo per guardare
ma passa via compatto e maniacale
e reca oltraggio volgendosi a chi muore
- Avanti con la vita, su, coraggio !
Chi è fermo nel dolore non frequenti
gli allegri e disinvolti corridori
ma solo i passi lenti dei suoi uguali.
Se una ruota s’inceppa e l’altra gira
quella che gira non smette di girare
ma avanza quanto può e trascina l’altra
in una corsa povera e sghimbescia
finchè il carretto o si ferma o si rovescia.

a bientot
RESTIAMO UMANI
La Concordia naufragata metafora dell’Italia
a «Servizio Pubblico»… caspita, Santoro mi copia…ahahahah
Ricordando Fellini:
