Oggi vi regalo dei testi di canzone che se non sono poesie ci si avvicinano molto:
QUE RESTE-T-IL
Charles Trenet
Que reste-t-il de nos amours?
Que reste-t-il de ces beaux jours?
Une photo, vieille photo de ma jeunesse
Que reste-t-il des billets doux
Des mois d’avril, des rendez-vous?
Un souvenir qui me poursuit sans cesse
Bonheurs fanés, cheveux au vent
Baiser volés, rèves emouvants
Que reste-t-il de tout cela?
Dites-le moi
Un petit village un vieux clocher
Un paysage si bien caché
Et dans un nuage le cher visage
De mon passe
CHE COSA RESTA
Che cosa resta dei nostri amori?
che cosa resta di quei bei giorni?
una foto, una vecchia foto della mia giovinezza
che cosa resta dei dolci messaggi
dei mesi d’aprile, dei nostri incontri?
Un ricordo che mi perseguita senza sosta
fortune appassite, capelli al vento
baci rubati, sogni agitati
che cosa resta di tutto ciò?
ditemelo.
Un paesino, un vecchio campanile
un paesaggio ben nascosto
e nelle nubi l’amato volto
del mio passato

Sassi che il mare ha consumato
sono le mie parole d’amore per te
Io non t’ho saputo amare
non ti ho saputo dare quel che volevi da me
Ogni parola che ci diciamo è stata
detta mille volte
Ogni attimo che noi viviamo è stato
vissuto mille volte
Sassi che il mare ha consumato
sono le mie parole d’amore per te
Sassi che il mare ha consumato
sono le mie parole d’amore per te
Io non t’ho saputo amare
non ti ho saputo dare quel che volevi da me
Ogni parola che ci diciamo è stata
detta mille volte
Ogni attimo che noi viviamo è stato
vissuto mille volte
Sassi che il mare ha consumato
sono le mie parole d’amore per te
sono le mie parole d’amore per te
Gino Paoli

Le foglie morte
Oh, vorrei tanto che anche tu ricordassi
i giorni felici del nostro amore
Com’era più bella la vita
E com’era più bruciante il sole
Le foglie morte cadono a mucchi…
Vedi: non ho dimenticato
Le foglie morte cadono a mucchi
come i ricordi, e i rimpianti
e il vento del nord porta via tutto
nella più fredda notte che dimentica
Vedi: non ho dimenticato
la canzone che mi cantavi
È una canzone che ci somiglia
Tu che mi amavi
e io ti amavo
E vivevamo, noi due, insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi
Le foglie morte cadono a mucchi
e come loro i ricordi, i rimpianti
Ma il mio fedele e silenzioso amore
sorride ancora, dice grazie alla vita
Ti amavo tanto, eri così bella
Come potrei dimenticarti
Com’era più bella la vita
e com’era più bruciante il sole
Eri la mia più dolce amica…
Ma non ho ormai che rimpianti
E la canzone che tu cantavi
la sentirò per sempre
È una canzone che ci somiglia
Tu che mi amavi
e io ti amavo
E vivevamo, noi due, insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi
Jacques Prevert

Bene, se mi dici che ci trovi anche dei fiori in questa storia, sono tuoi
ma è inutile cercarmi sotto il tavolo,
ormai non ci sto più
ho preso qualche treno, qualche nave,
qualche sogno, qualche tempo fa
Ricordi che giocavo coi tuoi occhi nella stanza, e ti chiamavo mia,
e inoltre la coperta all’uncinetto, c’era il soffio della tua pazzia
e allora la tua faccia vietnamita ricordava tutto quel che ho.
E adesso puoi richiuderti nel bagno a commentare le mie poesie
però stai attenta a tendermi la mano,
perché il braccio non lo voglio più
mia madre è sempre lì che si nasconde dietro i muri
e non si trova mai
e i fiori nella vasca sono tutto quel che resta e quel che manca,
tutto quel che hai
e puoi chiamarmi ancora amore mio
E qualche volta aspettami sul ponte, i miei amici sono tutti là
con lunghe sciarpe nere ed occhi chiari, hanno scelto la semplicità
se Luigi si sporge verso l’acqua sono solo fatti suoi
E ancora mille volte, mille anni, ci scommetto, mi ringrazierai
per quel sorriso ladro e per i giochi, i mille giochi che sapevi già
e ancora mi dirai che non vuoi essere cambiata, che ti piaci come sei
Però non mi confondere con nienete e con nessuno, e vedrai…
niente e nessuno ti confonderà
soltanto l’innocenza nei miei occhi, c’è nè già meno di ieri, ma che male c’è
le navi di Pierino erano carta di giornale, eppure vedi, sono andate via
magari dove tu volevi andare ed io non ti ho portato mai
e puoi chiamarmi ancora amore mio
Francesco De Gregori

Non scalerò montagne per te
e non attraverserò deserti:
e ci sono anche poche possibilità
che varchi gli oceani a nuoto, solo per vederti…
non t’illuminerò una piazza,
non scriverò il tuo nome nel cielo,
non ti andrò a prendere nessuna stella…
non combatterò per te né draghi,
né mulini a vento, né demoni dell’inferno…
no, per te non farò niente di tutto questo…
Per te mi venderò,
per te farò il buffone,
mi darò sempre torto
anche quando avrò ragione,
appenderò il violino
a una stella che tu sai,
perché soltanto tu,
soltanto tu lo suonerai.
Sarò la tua signora
vestita in raso rosa,
antica come un quadro,
bella, altera, un po’ sdegnosa,
il passero che a sera
danza sui ginocchi tuoi,
sarò l’eroe dei sogni
che nessuno ha fatto mai.
Perché mi batterò per te
con un esercito di idraulici
condomini, dentisti, rompipalle, bottegai;
mi coprirò delle ferite della noia,
quelle che nessuno vede
e non sanguinano mai.
per te… per te… per te… per te…
per te… per te… per te… per te…
Per te io mentirò giurando su mia madre,
e laverò anche i vetri agli incroci delle strade;
mi toglierò le ali affittate a un baraccone,
perché volar da soli è solamente un’illusione.
Non mi confonderò mai più
con questa compagnia di geni
sempre soli, sempre con il “coso” in mano
a dirsi “quanto siamo bravi,
Dio, ma come siamo bravi!”
e che da piccoli era meglio
che giocassero al Meccano:
È più difficile spostare l’esistenza
un po’ più giù del cielo
e diventare un uomo, per te.
Roberto Vecchioni

La canzone dell’amore perduto
Fabrizio De André
Ricordi sbocciavano le viole
con le nostre parole:
“non ci lasceremo mai,
mai e poi mai”
Vorrei dirti, ora, le stesse cose
ma come fan presto, amore,
ad appassire le rose
così per noi.
L’amore che strappa i capelli
é perduto ormai.
Non resta che qualche svogliata carezza
e un po’ di tenerezza.
E quando ti troverai in mano
quei fiori appassiti
al sole di un aprile
ormai lontano li rimpiangerai.
Ma sarà la prima
che incontri per strada,
che tu coprirai d’oro
per un bacio mai dato,
per un amore nuovo
E sarà la prima che incontri per strada,
che tu coprirai d’oro
per un bacio mai dato,
per un amore nuovo.

Lontano lontano
Luigi Tenco
L. Tenco
(1966)
Lontano lontano nel tempo
qualche cosa
negli occhi di un altro
ti farà ripensare ai miei occhi
i miei occhi che t’amavano tanto
E lontano lontano nel mondo
in un sorriso
sulle labbra di un altro
troverai quella mia timidezza
per cui tu
mi prendevi un po’ in giro
E lontano lontano nel tempo
l’espressione
di un volto per caso
ti farà ricordare il mio volto
l’aria triste che tu amavi tanto
E lontano lontano nel mondo
una sera sarai con un altro
e ad un tratto
chissà come e perché
ti troverai a parlargli di me
di un amore ormai troppo lontano.

a bientot
PS: Per tutelare la lingua francese il governo di Parigi cerca la traduzione corretta dei termini più in voga nell’era 2.0. Mi pare una idea “bizzarra” anche se per noi italiani è una idea datata. Negli anni del fascismo anche Starace ebbe la stessa intuizione rispetto ai temini stranieri.
Infatti Starace ( mitico segretario del partito fascita nel 1931, definito dal duce stesso : “cretino obbediente” ) con l’avvallo del duce dichiarò guerra a tutto quanto vi fosse di straniero in Italia, trasformando così il “film” in “filmo”, l’ “ouverture” in “apertura” , il “cachemir” in “casimiro”… fino alla povera Wanda Osiris che vide la sua carta d’identità intestata a certa Vanda Osiride.
Il ridicolo non ha mai fatto paura ai fascisti. Staremo a vedere.
Vergogna:
Protagonisti del ‘Carnevale in love’, previsto per il prossimo 14 febbraio, giorno di San Valentino, Hitler ed Eva Braun, Benito Mussolini e Claretta Petacci. Volantini di invito sono stati distribuiti in tutte le scuole elementari e medie del IX Municipio, e la rivolta - a pochi giorni di distanza dalla giornata della Memoria - non si è fatta attendere: “Come è possibile sdoganare due dittatori agli occhi dei bambini?”.