Archivio di October 2006

oceano mare

Tuesday 31 October 2006

Non è semplice parlare di Baricco,  per lui sono state usate tutte le definizioni e tutti gli aggettivi. Osannato come nuovo genio o sminuito a ” Liala della sinistra”. Certamente uno degli scrittori più eclettici e popolari del momento.

Credo che ,senza paura di contestazioni ,si possano riconoscergli trovate linguistiche notevoli e una capacità di affabulazione inusuale.

Ho trovato casualmente ,copiato su una agenda, questo brano di oceano mare e voglio proporvelo per sviluppare , possibilmente, un dibattito e conoscere le vostre opinioni (oddio..mi sto allargando un po’, parlo come se mi rivolgessi alle folle e non a tre o quattro fra parenti ed amici…ma tant’è..).

Poi non e che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. Così…

Io non è che volevo essere felice, questo no.

Volevo…salvarmi, ecco…salvarmi.

Ma ho capito troppo tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri.

Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti.

No

Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera. Tu stai con loro e ti salverai.

Però troppo tardi l’ho capito.

Se le dai tempo ,alla vita, lei si rigira in modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi più desiderare qualcosa senza farti male.

E’ lì che salta tutto, non c’è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce.

Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare . Con tutta la forza che avevo.

Mi sono fatta tanto di quel male che tu non te lo puoi nemmeno immaginare.

Baricco

…ecco.

Davvero sono i desideri a salvare una vita? Davvero dobbiamo trovare il senso del nostro esistere nel pensare a noi stessi?

Io non ho una risposta… ci penso e mi faccio male.

E voi?

…dite la vostra che io ho detto la mia.

Ovviamente il libro di oggi è Oceano mare di Baricco , ma dubito che esista ancora qualcuno che non lo ha letto.

..a bientot

anche oggi sono morti due paestinesi

… ollè

Monday 30 October 2006

I nostri tempi…tempi ..ollè 

Berlusconi che , dopo aver ignorato scioperi da tre milioni , vuol far cadere il governo con una manifestazione di ottomila persone…ollè 

Putin che dice che l’Italia è mafiosa e la Spagna corrotta…ollè 

Il Papa che non si occupa di politica…ollè 

La Gardini che vieta il bagno a  Luxuria… ollè 

La Gregoraci che la dà per andare in tv , ed è in Tv… ollè 

I soldati dell’ONU che giocano a pallone con i teschi dei nemici…ollè 

 Lapo Elkan  risultato in un sondaggio  il modello più seguito dai nostri giovani manager …ollè 

I servizi segreti che spiano i conti di Moana… ollè 

Il Cavaliere che prima di lasciare palazzo Chigi si affida una scorta di 31 uomini…ollè 

La Santanchè  , così femminista da farsi chiamare col nome dell’ex marito,  che disquisisce sul velo delle mussulmane…ollè 

I leghisti , che secondo il direttore de La Padania, fischiano l’inno nazionale perché non è bello…ollè 

Moggi che fa la  il commentatore sportivo … Ollè 

…ho rubato i cestini perché avevo fame…ollè 

Kate Moss che dopo lo scandalo della droga  guadagna il triplo di prima…ollè 

Fazio denunciato perché la Litizzetto non ha rispetto per Sua Eminenza… ollè 

Brad Pitt che  (vivaddio!) paga per far sesso..ollè 

I molisani caduti in depressione al comizio di Berlusconi per le tasse oltre i 150.000€  …ollè 

Sgarbi e la Mussolini che vagano per trasmissioni televisive insultandosi…ollè 

Offerti due milioni ad Abu Omar per scagionare il  SISMI … ollè 

Droga ad Arezzo, basta festival rock… e il parlamento? … ollè 

Questi sono i nostri tempi, con che coraggio vi invito a leggere se solo cercare di interpretare gli eventi implica tanto spreco di energie?

Per oggi nessun libro… vacanza!

Meditiamo su quello che ci sta accadendo e se davvero dobbiamo assistere da spettatori inermi a tutto questo o se ,forse ,è tornato il tempo di mettersi in gioco  per cambiare le cose.

Meditate gente, meditate.

… a bientot 

PS: andate in http://libri.forpassion.net/  e leggete un bellissimo ed amarissimo racconto di Niffoi, è un consiglio d’amica.

esportare la democrazia

Friday 27 October 2006

Non parlerò delle virtù della democrazia (alle quali non credo), ma della nostra pretesa di esportarla.

Con questo pretesto siamo entrati in guerra.

Ricordo attricette americane che da Vespa, indignate , ci mostravano la triste condizione delle donne arabe costrette a vedere il mondo attraverso il burka.

Ora le donne irachene non solo portano il burka, ma non hanno più diritto neppure ad andare a scuola, sono vittime di violenze e hanno perso i pochi diritti che avevano. (Per documentarsi : Lotte di donne in Iraq)

E non solo per le donne è peggiorata la qualità della vita, sono esplose mille tensioni che sfociano in attentati e battaglie che causano  morte e miserie.

Insomma, non solo era meglio quando si stava peggio , come dice un famoso aforisma italiano , ma qui è il caso di dirlo : era meglio quando si stava vivi.

E a che prezzo tutto questo? Un prezzo altissimo di vittime fra i  civili e anche fra i militari (100 soldati americani morti solo in ottobre), orrori che non si ricordavano da decenni (sono ottimista, non ce li ricordavamo solo perchè non prestiamo attenzione alle guerre fra etnie africane), come le sevizie sui carcerati o le foto ,di ieri, di soldati tedeschi che giocano a pallone con un teschio.

Non esiste giustificazione morale per la guerra, questa è la realtà.

Il libro di oggi è : Niente e così sia di Oriana Fallaci.

Una grande scrittrice  della quale non condivido il percorso, ma che ha scritto un bellissimo libro contro la guerra , da lei vissuta in prima persona, negli anni sessanta, seguendo l’esercito americano in Vietnam per rispondere alla domanda di una bambina : ” Cos’è la vita?”

Non importa se nei suoi ultimi anni ha sviluppato un odio feroce nei confronti del mondo islamico, non importa se morendo ha lasciato testamenti spirituali di odio e la sua biblioteca al Vaticano,  che è come lasciare una eredità di spiccioli a Zio Paperone, Oriana Fallaci ha  descritto in Niente e così sia l’atrocità e l’inutilità della guerra .

 Padre nostro che sei nei cieli

dacci oggi il nostro massacro quotidiano

liberaci dalla pietà, dall’amore, dalla fiducia nell’uomo.

Dall’insegnamento che ci dette tuo figlio

Tanto non è servito a niente, non serve a niente.

A niente e così sia.

… a bientot

..e anche oggi sono morti tre palestinesi

con le peggiori intenzioni

Wednesday 25 October 2006

Se uno legge distrattamente il titolo può pensare che sia intenzionata a parlare dei nostri governanti o dell’opposizione, ma non è così.

Parlerò del mio libro preferito del momento, un libro tanto bello che lo regalo alle persone che amo perchè condividere i libri è un modo per essere vicini.

Con le peggiori intenzioni di Alessandro Piperno è il libro che ha fatto scoprire l’autore al grande pubblico e che gli ha regalato il titolo di novello Proust.

Il libro racconta l’irresistibile ascesa e l’inevitabile decadenza dei Sonnino, facoltosa famiglia di ebrei romani, e dei loro amici, sodali, fiancheggiatori e nemici. Dallo sregolato, epico nonno Bepy al disorientato, sgangherato e perplesso nipote Daniel passano le generazioni, le epoche, i pezzi di storia italiana, dagli anni del boom economico agli anni Ottanta.

Piperno ha il passo del narratore di razza e i suoi personaggi si stagliano nitidi dall’affresco, ognuno coi suoi tratti ben delineati, anche nell’aspetto fisico (l’apoteosi è la descrizione di Gaia, in cui si concede “il più inebriante e demodé tra i privilegi letterari: l’ecfrasi della donna amata”). Sa cogliere il “fluorescente splendore” della bellezza adolescenziale e il sapore di una bocca “impastata dei microrganismi dell’angoscia”. Sa rendere il senso di un personaggio minore con una similitudine indovinata (”il viso di Giorgio ricordava quei rumori di fondo del cui disturbo ti rendi conto allorché improvvisamente cessano di molestarti”). Scrivendo come un romanziere d’altri tempi, può anche permettersi di dire allorché, cessare e molestare: tocchi vintage che non stonano nell’architettura tradizionale dell’insieme. Perché Piperno prende molto sul serio la letteratura, si vede: ha in mente modelli alti e lavora su quelli.

Ma non può essere altro che il frutto di postmoderna ironia l’evidente – verrebbe da dire eroicomica – sproporzione tra quell’affollato presepe di parenti e amici e la ridicola tragedia personale che viene posta al centro del quadro.

Il romanzo è diventato un caso letterario nel giro di poche settimane: un libro ben fatto, che indulge a tratti al narcisismo, ma di grande impatto.

Leggetelo per favore…

..a bientot

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PS: un addio a due persone che tanto hanno dato alla musica leggera italiana: Andrea Parodi dei Tazenda e Bruno Lauzi

…ora dicono fosse un poeta

e che sapesse parlare d’amore

cosa importa se in fondo uno muore

e non può più parlare di te.

giovan(n)i speranze

Tuesday 24 October 2006

Perchè non è importante rispettare le persone.

…Grazie del regalo, Regard

i giorni dell’abbandono

Tuesday 24 October 2006

Oggi parlerò di un libro che è quasi un incubo: I giorni dell’abbandono di Elena Ferrante.

E’ un libro uscito un po’ di tempo fa, nel 2002, e dal quale hanno già tratto un film, credo, ma ” I libri più vecchi - sosteneva lo scrittore inglese Samuel Butler - per chi non li ha letti sono appena usciti”.

La trama è parecchio banale e molto sfruttata: una moglie tranquilla, sicura di sè e della sua condizione viene improvvisamente abbandonata dal marito e precipita in un gorgo scuro e antico. Rimasta con i due figli e il cane, profondamente segnata dal dolore e dall’umiliazione, Olga, dalla tranquilla Torino dove si è trasferita da qualche anno, è risucchiata tra i fantasmi della sua infanzia napoletana, che si impossessano del presente e la chiudono in una alienata e intermittente percezione di sé. Comincia così una caduta rovinosa. In questo abisso la Ferrante riesce a trascinare anche il lettore che prova un senso di malessere. Insomma, un libro che coinvolge. Si partecipa, si è infastiditi ..ci si ribella. Le storie d’abbandono sono quasi sempre simili, la partecipazione del lettore è la qualità di questo libro.

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a bientot.

e anche oggi piove…

Saturday 21 October 2006

Leggo il giornale:

Putin commentando le prodezze di Katsav dice: “Ha stuprato dieci donne, siamo tutti invidiosi”.

Berlusconi dice in piazza: “Mandiamo a casa Prodi” . Prodi che è a Bologna risponde “Sono già a casa”.

Ruini dice…

Il premier polacco si fa sostituire dal gemello ad una riunione ufficiale in Finlandia.

Il segretario alla difesa americano Rumsfeld si dice ispirato da Dio.

Il presidente della Sambeneddettese accusa un parente di Giannini di averlo malmenato perchè non paga lo stipendio al suo allenatore.

Ruini dice…

Scoperto il “mantello dell’invisibilità

Sgarbi e Toscani portano la trasgressione in mostra. Due esposizioni sulla “cacca”.

Lapide con foto al cimitero. Ma lei è ancora viva.

Ruini dice…

…e questi sono titoli veri del Corriere della Sera, occorre un commento?

Il libro di oggi è un libro esilarante, che vi raccomando di leggere ( veramente spero leggiate o abbiate letto anche gli altri!) :

Ogni cosa è illuminata di Jonathan Safran Foer Ed: Guanda

a bientot

anche oggi è morto un palestinese

un anniversario dimenticato…

Friday 20 October 2006

E’ una noiosissima giornata di pioggia, sono irrequieta, non riesco neppure a concentrarmi sul libro che sto leggendo, accendo la TV: su RAI 1 sono tutti in lacrime per una tragedia tipicamente Cucuziana, su RAI 2… reality!… proviamo con RAI 3(si sa mai): programma per bambini ma non bambini furbissimi , secondo me, beh , restano le tv private… Rete 4 : telenovelaaaaaaaa (non credevo ne trasmettessero ancora!), Canale 5 : televendita, mi lascio affascinare un po’ da un materasso ed i suoi coordinati ma alla settecentotrentaduesima volta che mi viene ricordato il prezzo sento una leggera nausea e mi assale il dubbio di essere stata ipnotizzata… Italia1 … oh sorpresa: c’è la pubblicità! Anche questa volta cado in trance e non riesco a girare, una signora , forse in preda ad un raptus , si sporca volontariamente per potersi immergere in una vasca di detersivo (o santo cielo!) , la Marcuzzi giura che con il bifidus vitalis (ma che accidenti è?) mi sentirò più in forma, un signore cerca disperatamente di prestare soldi…anche a chi ha avuto un “problemino” (ma che problemino? parliamo di un protesto o di una tentata rapina? )e per concludere mi gettano nello sconforto dicendo che il 40% delle donne ha perdite! O santo cielo…no , no, la tv non fa per me…allora eccomi qui a parlarvi di una cosa che reputo importante ( ma forse non sono davvero qualificata per dare questo giudizio , visto che sono l’unica a pensarla così) , un anniversario dimenticato.

” Scrivi ti prego. Due righe sole,almeno, anche se l’animo è sconvolto e i nervi non tengono più. Ma ogni giorno. A denti stretti, magari delle cretinate senza senso, ma scrivi. Crediamo di fare cosa importante tracciando delle contorte linee nere sopra la carta bianca. Comunque, questo è il tuo mestiere, che non ti sei scelto tu ma ti è venuto dalla sorte, solo questa è la porta da cui, se mai, potrai trovare scampo. Scrivi,scrivi. Alla fine, fra tonnellate di carta da buttare via , una riga si potrà salvare. Forse. ” Dino Buzzati

Dino Buzzati è nato il 16 ottobre 1906, pochi giorni fa è stato il centenario della sua nascita. Pochi lo hanno ricordato. Eppure Buzzati fu un grande giornalista, un grande scrittore ed un grande pittore.

A bientot

 

un bel libro

Wednesday 18 October 2006

 Il dolore perfetto di Ugo Riccarelli

Due storie di famiglie parallele, ma destinate a incontrarsi. Quella del Maestro, giovane anarchico che arriva da Sapri alla fine dell’Ottocento, per insegnare in un paesino della Toscana, dove si stabilirà avendo dalla vedova Bartoli numerosi figli dai nomi emblematici: Ideale, Libertà e Cafiero. E quella di Rosa e Ulisse Bertorelli, commerciante di maiali, da cui nasceranno Annina e Achille. L’amore tra Annina e Cafiero è solo un momento dell’intreccio di vicende pubbliche e private, realistiche e fantastiche, che l’autore costruisce in questo romanzo, epopea di drammi e di ideali, di personaggi all’altezza dei grandi sommovimenti della storia.

Parlare di questo libro è quasi un dovere, è uno di quei libri che ti avvincono, ti fanno vivere le passioni ed i sentimenti, ti costringono a giore e soffrire con i protagonisti. Ben scritto, tra indomiti e indimenticabili personaggi di una saga che attraversa l’intera storia d’Italia, “Il dolore perfetto” mostra attraverso la prospettiva illuminante un microcosmo poeticamente ricostruito in ogni particolare e splendidamente descritto.

Il dolore perfetto è un libro coinvolgente, ho ritrovato in questo libro i miei ideali , un po’ di me stessa e la storia dei miei avi. E’ una vicenda corale dove le storie di due famiglie si scontrano con le vicende storiche che stravolgono le vite ma lasciano intatto
- nella perfezione di un dolore collettivo legato all’anima - il percorso limpido, struggente, di tutti gli amori sognati, vissuti e persi

Riporto qui un commento al libro che mi è particolarmente piaciuto:

Ho letto il libro di Ugo Riccarelli nei pochi giorni di ferie. Un esercizio di stile costruito attorno ad una trama che potremmo definire concentrica. Cerchi affiancati come in un analisi matematica elementare dove alla chiusura del primo l’intersecarsi del vicino ne interrompe l’armonia. Bel libro, nel complesso emozionante, evocativo e testimone di una epica popolare semplice e genuina fatta di amore, passione e morte. Forse troppa morte, troppi lutti troppo sangue seppur speso per onorare ideali sinceri ora ed ancor più al tempo in cui la trama è ambientata. Una lettura piacevole divorata in pochi giorni dove le donne sono delineate e definite in modo esemplare. Donne succubi dei loro uomini a volte, altre capaci di un amore materno immenso altre dignitose altre ancora eccentriche nelle presunte ” mattane” di cui vengono accusate.
Bravo Riccarelli dunque lettura che consiglio senza dubbio.
Il libro mi ha ricordato un aforisma di Kierkegaard che quasi potrebbe essere ispiratore del percorso fatto nel romanzo stesso

L’amore perfetto significa amare quella persona che ci renderà infelici.
(S. Kierkegaard)

Francesco

A bientot

…anche oggi sono morti due palestinesi

ma che bel paesaggio!

Monday 16 October 2006

Ieri è stata una di quelle mattine che solo Milano riesce ad avere: cielo plumbeo, nebbiolina ad altezza uomo ma… qua e là qualche sprazzo di sole. Cosa che al risveglio un po’ sconcerta perchè lascia alla giornata qualsiasi possibilità climatica. Come mi vesto? Prendo l’ombrello? Durerà tutto il giorno? Perchè non torno a letto? La vita ci presenta sempre molti dilemmi ma dilaniarsi con simili interrogativi non è certo il miglior modo per iniziare una giornata. Comunque in qualche modo riesco a risolvere questi ,apparentemente marginali, problemi ( anche se la domanda “ma perchè non torno a letto?”non smette di torturarmi) , ed esco di casa. Pioviggina, ovviamente avevo optato speranzosa per un cielo medio cupo senza alcuna perturbazione…mi bagno, che importanza ha? Però sono ben coperta, non sentirò freddo..ollè…sono esperta, io ,del tempo di Milano. Prendo un autobus, guardo le persone ed il loro abbigliamento che spazia allegramente, formando uno strano puzzle, da bermuda a piumini d’oca. Capisco che anche queste persone completamente estranee hanno avuto le mie difficoltà ed i miei stessi pensieri. Ah Milano, Milano, che grossi dubbi sai regalare ai tuoi figli. Allora decido di catalogare le persone e di capire perchè hanno scelto un modo di vestire anzichè un altro. Seduta accanto a me signora anziana con soprabito , ombrello… pessimista, della serie :”andrà male ma io non mi faccio più fregare”. Extracomunitario con giubbino di jeans, lista: “chi cazzo me l’ha fatto fare di venire in ’sto posto di merda?” Ragazzina microgonna e ombelico ben in vista… “sono così carina vestita così”, perchè mi devo occupare del clima? Una signora bene, tailleur frescolana, decoltè quattro cm, collana di perle: “dio come odio le mezze stagioni, non si sa mai cosa indossare”. Due metallari, qui clima ininfluente, abbigliamento unico per tutte le stagioni. Un signore in doppiopetto e cravatta, stesso atteggiamento e stesse motivazioni dei metal: “questa è la mia divisa nessuno potrà farmi cambiare”. Gruppo studenti, scarpe da ginnastica , pantaloni cadenti , magliette maniche corte, stile sono vestito a caso, in realtà è un look curatissimo e nel loro caso contano le firme non il clima. Una suora…beh lei è serena, in duemila anni di esperienza il suo datore di lavoro ha saputo toglierle queste tribolazioni terrene …come l’ATM all’autista: divisa invernale dal 30 settembre. Una mamma e una bambina, la bambina col piumottino senza maniche mostra insofferenza al clima, ma è il destino dei bambini essere coperti quando le mamme hanno freddo. Un pensionato con maglioncino sopra la camicia impeccabile, sigaro spento in bocca… da un po’ di tempo a Milano facciamo tutti finta di fumare, non ci resta altro…polveri sottili 90 giorni l’anno contro i 30 concessi, ma se fumi per strada ti guardano tutti con disapprovazione: “Cosa fai disgraziata, vuoi farmi morire di fumo passivo?”. Una maestra, so che fa la maestra perchè è vestita da maestra: gonna sotto il ginocchio , camicia, golfone, ballerine e borsetta stile postino per tenere i compiti corretti . Poi ci sono io ,vestita in previsione tempo infame ma non bagnato. L’autobus è arrivato alla mia fermata , scendo, il sole batte tipo : “Non siamo a Dubai?”, comincio ad avere caldo… uff..accidenti, non ci sono più le mezze stagioni … ma si può vivere così?

Il libro di oggi è: tutto il grillo che conta edito da feltrinelli 13 € dodici anni di monologhi, polemiche, censure. Un libro per riflettere sulla nostra società.

A bientot