… farfalle

Il 25 novembre è stata la giornata internazionale contro la violenza alle donne.

Fra tante giornate a tema: giornata della mamma, della ricerca, dei nonni, della memoria, del fumetto… di tutto quel che volete , questa è passata sotto silenzio.

Eppure la violenza sulle donne è uno dei crimini più perpetrati e la più vergognosa violazione dei diritti umani dei nostri tempi.

La scelta di questo giorno come data-simbolo è frutto di una decisione presa durante l’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Carabi, tenutosi a Bogotà nel 1981; solo dal 1999 l’ONU ha stabilito di elevare questa giornata a celebrazione internazionale.

La scelta, inutile dirlo, non è casuale: il 25 Novembre del 1960 Minerva e Maria Teresa Mirabal, che vivevano nella Repubblica Domenicana ai tempi del regime di Trujillo, furono fermate da agenti del Servizio Militare di Intelligenza, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, assieme alla sorella Patria. Dopo aver subito numerose e crudeli torture furono chiuse nell’abitacolo della macchina nella quale viaggiavano e spinte in un precipizio, al fine di simulare una morte accidentale.

 L’evento scosse profondamente le coscienze dei connazionali e divenne celebre anche negli altri Paesi come esempio di efferatezza estrema. (Ricordate Il tempo delle farfalle consigliato la scorsa settimana)

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Non esiste chi picchia per amore

 Nel mondo uccide più donne la violenza subita dal partner che non il cancro, gli incidenti stradali o le guerre. Insomma, la violenza familiare è la prima causa di morte per le donne tra i 16 e i 44 anni.

E non pensiamo che questi siano dati che riguardano solo il terzo mondo, perchè sono dati che riguardano tutti noi. Per documentarsi basta guardare il rapporto ISTAT sulla violenza sulle donne presentato qualche giorno fa in parlamento.

I famosi incidenti domestici, che rendono la casa il luogo meno sicuro assicurativamente parlando, non sono altro che violenze camuffate a causa della paura e della vergogna sociale che le donne provano nel raccontare la loro condizione.

Forse è arrivato il momento di dire basta.

Il libro di oggi è : Contro le donne nei secoli dei secoli di Silvia Ballestra

Un “nuovo” movimento al femminile ha inaugurato il 2006: tantissime donne hanno aderito all’appello “Usciamo dal silenzio” e sono tornate in piazza. Molte di loro sono ex militanti e molte giovanissime.

 Grande assente è la generazione che oggi ha tra i trenta e i quarant’anni. Perché? Perché gli slogan, il linguaggio e le modalità di lotta degli anni sessanta e settanta non parlano più alle donne di oggi.

Eppure i feroci attacchi da parte del Vaticano, la negazione delle “quote rosa” dentro il Palazzo e uno sciovinismo sempre più subdolo nel mondo del lavoro segnalano che la situazione è grave.

 Silvia Ballestra scatta un’istantanea delle donne italiane oggi: i modelli demenziali imposti dal mercato e dai media (non solo le veline ma anche le cosiddette conduttrici impegnate”); le maternità sempre più difficili; il confronto con le straniere; l’arretratezza della politica italiana.

 Nessuna soluzione consolatoria all’orizzonte, ma una presa di coscienza dello spaesamento, dell’assenza di riferimenti, della necessità di cominciare da capo. (sintesi tratta da ibs.it)

Che altro dirvi? … a bientot


 

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