…Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi

 … e dopo sarà diverso, ma peggiore.

 

 Noi fummo i gattopardi, i leoni; quelli che ci sostituiranno, saranno gli sciacalli, le iene… e tutti quanti, gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra”.

Questa frase è tratta da uno dei  più grandi romanzi italiani del Novecento: Il Gattopardo.

Scritto da Giuseppe Tomasi di Lampedusa negli anni cinquanta , suo unico romanzo, racconta del principe Salina e della sua famiglia in una Sicilia di fine ottocento.

I garibaldini sono sbarcati in Sicilia. C’è fermento nell’isola: la nobiltà ha presentimenti di rovina, la borghesia faccendiera si prepara a appropiarsi delle sue spoglie. Don Fabrizio, principe di Salina, attende la rovina della propria classe e della propria famiglia senza reagire: pur non amando il nuovo, sa che il vecchio non può sopravvivere.

La chiave di lettura de Il Gattopardo, senza andare troppo lontano, la troviamo nelle parole stesse di Lampedusa, che in una lettera a Lajolo del 1956 scriveva: «Bisogna leggerlo con grande attenzione perché ogni parola è pesata ed ogni episodio ha un senso nascosto».

Visconti trasse da questo romanzo un film bellissimo.

Un altro libro del Novecento che “bisogna” aver letto.

… a bientot

Ieri è stato il compleanno di  Woody Allen : un genio

Provo un intenso desiderio

                         di tornare nell’utero…

                              …Di chiunque.

Auguri!

Oggi è finita la missione italiana in Iraq.

11 Responses to “…Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”

  1. isa Says:

    Adesso, siccome io sono una persona che prende piuttosto alla lettera ogni cosa che sente dire, quel “bisogna” mi ha inquietato, lo trovo sinistro e minaccioso.
    Non ho mai letto “Il gattopardo”, lo confesso, che mai potrà capitarmi? Da oggi in avanti sarò emarginata, considerata una reietta, dovrò mettere una stella rossa sul petto con la sigla “NHMLILGC”(Non ha mai letto il gattopardo c..)
    Rispondi in fretta perchè sono anche piuttosto ansiosa.
    Grazie

  2. regard Says:

    … sì!

  3. isa Says:

    AH,e tanto che ci siamo con le confessioni peccaminose, vorrei dire che la frase sopracitata non la capisco…
    c’è mica qualcuno di profondo e con una mente eccelsa che me la interpreta e spiega?
    Grazie ancora

  4. isa Says:

    Potevo forse aspettarmi indulgenza e comprensione da una una “comunista nell’anima”?

  5. regard Says:

    eheheheheh…

    Non hai capito la frase di W. Allen?

  6. isa Says:

    sopracitata…appena sopra citatata
    Se vogliamo che tutto cambi..etc.

  7. debian Says:

    Ho letto il gattopardo quando ero piccolo e visto la riproposizione televisiva. Il libro e` un bellissimo sunto del colore aristocratico dell`Italia del Sud. E` interessante e stimolante, per chi ha a cuore la questione storica meridionale, nei suoi risvolti sociali. E` un libro attuale, e insieme a quelli di sciascia, verga e pirandello e` possibile tracciarci un ricco sentiero storico-culturale nella sicilia a cavallo tra ottocento e novecento fino ai giorni nostri

  8. debian Says:

    La frase “sopracitata”, e` “sottospiegata”.. La trama sociale della sicilia, invero, non e` cambiata con il tempo. Tuttora esistono in questa regione baronati, e “don”. Nonostante anche la Sicilia, dunque, sia stata travolta (quasi passivamente) dai famosi moti, e dal “vento di repubblica”, e` afflitta ancora oggi, dalle stesse pieghe sociali. Quelli che erano ieri leoni oggi sono sciacalli e iene, ma quelli che erano pecore prima, sempre pecore sono oggi.. Cambiano i padroni, cambiano le regole, ma la realta` siciliana e` la stessa.. “E dopo sara` diverso, ma peggiore” sono sicuro che indichi, che nel maramsma storico, gli unici a perderci sarebbero stati i nobili..

  9. regard Says:

    Credo che la tua spiegazione sia ottima. Dissento solo sull’affermazione finale. Penso che lo scrittore si riferisse al fatto che a sostituire i nobili sarebbero stati personaggi della borghesia arricchita o scaltri arrivisti, gli sciacalli appunto, che pur mantenendo il sistema feudale non avrebbero avuto neppure la nobiltà o la presunta nobiltà d’animo dei nobili. La frase fu quanto mai profetica… siamo passati dai Salina ai Cuffaro…vedi tu.

  10. debian Says:

    essi` giusto.

  11. Un certain regard » Blog Archive » amen… Says:

    [...] …Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi [...]

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