… e così Saddam è stato impiccato
Questa notte alle quattro il tiranno Saddam Hussein è stato impiccato.
Gli americani hanno consegnato l’ex dittatore agli iracheni che, con una fretta quasi incredibile,lo hanno giustiziato.
Una televisone americana trasmetterà la “differita”dell’impiccagione.
Io credo che questa sia una occasione perduta dagli americani, Saddam può far molto più male da morto che da vivo…
La sua morte non è catarsi nazionale, non rappresenta la nascita di un nuovo Stato , è solo un delitto fra molti delitti , un motivo di odio fra mille motivi di odio…davvero è quello che serve in questo momento?
Non è caos aggiunto al caos?
Non amo i dittatori, mi ha sconvolta vedere i tributi a Pinochet (uomo responsabile di un colpo di Stato che portò all’arresto di 130.000 persone, la morte di 2.095 e la sparizione di 1.102 oppositori, e questi sono solo dati ufficiali…) in occasione della sua morte. Vedere un cardinale benedire la sua bara (un cardinale è un principe della Chiesa , la stessa Chiesa che ha impedito i funerali religiosi di Welby…).
Non amo i dittatori ma conosco la pietà e soprattutto l’opportunità di alcuni gesti politici.
Bene Signori ,abbiamo un nuovo martire o un delinquente in meno , secondo le opinioni… ma siamo più poveri perchè qualsiasi dittatore iracheno è morto ucciso nell’ultimo mezzo secolo, abbiamo fatto una guerra per portare valori che già avevano ,pratiche che erano soliti mettere in atto , è questa la democrazia che volevamo insegnare?
Come gli antichi romani, potremo avere lo spettacolo di una morte e pensare che panem et circenses è tutto quello che ci meritiamo…
a bientot
December 30th, 2006 at 5:42 pm
Hai dimenticato di dire che la pena di morte è una barbarie
December 30th, 2006 at 5:49 pm
già..lo davo per scontato…
December 30th, 2006 at 9:14 pm
La pena di morte in Italia
In Italia, il primo Stato ad abolire la pena di morte fu il Granducato di Toscana, in data 30 novembre 1786, sotto il regno di Pietro Leopoldo Asburgo Lorena, Granduca di Toscana. Si trattò del primo Paese civile al mondo ad aver abolito la tortura e la pena capitale.
In seguito, la pena di morte venne abolita nel 1889 anche nel Regno d’Italia, con l’approvazione quasi all’unanimità da parte di entrambe le Camere, del nuovo codice penale, durante il ministero di Zanardelli. Tuttavia, la pena di morte era stata de facto abolita fin dal 1877, anno dell’amnistia generale di Umberto I di Savoia (Decreto di amnistia del 18 gennaio 1878). La pena di morte restava tuttavia in vigore soltanto nel codice penale militare e in quelli coloniali.
Nel 1926 sarà reintrodotta da Mussolini per punire coloro che avessero attentato alla vita o alla libertà della famiglia reale o del capo del governo e per vari reati contro lo stato. Il codice Rocco (1930, entrato in vigore il 1 luglio 1931), aumentò il numero dei reati contro lo stato punibili con la morte e reintrodusse la pena di morte per alcuni gravi reati comuni.
La Costituzione italiana, approvata il 27 dicembre 1947 ed entrata in vigore l’1 gennaio 1948, abolì definitivamente la pena di morte per tutti i reati comuni e militari commessi in tempo di pace. La misura venne attuata con il decreto legislativo 22/48 del 22 gennaio 1948 (Disposizioni di coordinamento in conseguenza dell’abolizione della pena di morte). La pena di morte rimase nel codice penale militare di guerra fino alla promulgazione della legge 589/94 del 13 ottobre 1994 (in Gazzetta Ufficiale 25 ottobre 1994 n. 250), che l’abolì sostituendola con la massima pena prevista dal codice penale.
La pena di morte è comunque contemplata nell’art. 21 del Codice penale che recita: La pena di morte si esegue, mediante fucilazione, nell’interno di uno stabilimento penitenziario, ovvero in un altro luogo indicato dal Ministro della Giustizia. L’esecuzione non è pubblica, salvo che il Ministro della Giustizia disponga altrimenti.
December 30th, 2006 at 9:14 pm
(l’articolo l’ho copiato e incollato da wikipedia)