Bonjour tristesse
Bonjour tristesse fu il primo romanzo di una adolescente francese, Françoise Sagan, che poi si rivelerà una delle più importanti scrittrici del Novecento.
Racconta con occhio cinico ,tipico degli adolescenti (è una pia utopia degli adulti che gli adolescenti siano allegri, spensierati e tendenti alla bontà…), di un padre dongiovanni che scortato da figlia ed amante va in Costa Azzurra a trascorrere le vacanze. Si invaghisce di un’altra donna e dopo varie vicissitudini,nelle quali la figlia ha un ruolo importante, il libro ha un epilogo drammatico.
L’ambiente borghese, mondano, chic, modaiolo e quello che poi la Sagan esplorerà per tutta la vita. L’aria decadente, l’indifferenza, la noia, sono tipiche del periodo descritto.
Da questo libro Otto Preminger nel 1957 trasse un film di successo.
Amo molto la Sagan, etichettata come la novella Colette trovo invece abbia uno stile molto personale e voglio terminare con parole sue :
“….non bisogna pensare che nel 1954 (il mio momento di gloria) mi era difficile scegliere tra i due ruoli che mi offrivano: scrittrice scandalosa o ragazza borghese, perché, insomma, non ero nè l’una nè l’altra. Mi sarebbe stato più facile essere una ragazza borghese o una scrittrice scandalosa. La mia unica soluzione, e vivamente me ne rallegro, era di fare ciò che avevo voglia di fare: la festa. Fu una festa bellissima, d’altronde intersecata da romanzi vari e da commedie. E qui che termina la mia storia. Che posso farci, dopotutto? Bruciare la vita, bere stordirmi, ecco quel che mi ha sempre sedotto. E quanto mi piace, questo gioco derisorio e gratuito nella nostra epoca meschina, sordida e crudele ma che, per un caso prodigioso di cui vivamente con essa mi congratulo, mi ha dato il modo di sfuggirle. Ah! AH!”, (BA, pp.69-70).
Françoise Sagan è morta in estrema miseria il 24 settembre 2004.
A bientot
January 24th, 2007 at 11:00 pm
Mi ricordo quando ho letto Buongiorno tristezza. Coincidenza - quell’estate ero andata in vacanza lì, dove si ambienta il libro. Quando è morta, anche quel giorno mi ricordo. Grande scrittrice.
(Leggo il sottotiolo al tuo blog, “Guardati dall’uomo che ha un solo libro”, e penso che è un interessante contributo a un mio post di qualche giorno fa: una riflessione di Umberto Eco su quanti libri leggiamo).