Archive for March, 2007

puffi…

Saturday, March 31st, 2007

Fin dalla prima infanzia sono stata tormentata dall’annosa questione sui  puffi. Ma sono di destra o di sinistra?

Ho letto discussioni,saggi, forum.. ma non ho mai risolto il mistero…

Ho trovato scritto in un blog:

La domanda è solo in apparenza insensata perché…i Puffi non solo sono di sinistra, ma sono persino stati commissionati, a Peyo (Pierre Cuillford, belga francese), dal KGB, come tentativo di indottrinamento politico dei giovani occidentali a favore del modello politico comunista e sovietico in particolare! (non posso citare il blog perchè non lo ricordo!)…esagerato!

Partiamo dall’inizio nell’analizzare i puffi e  la struttura della loro società:

* Come e dove nasce un puffo? Nessuno faccia lo spiritoso dicendo che il puffo con la bandana nasce a Milano, qui la questione è seria. Dopo approfondite ricerche posso dire di ingnorare assolutamente il loro metodo di riproduzione. So che non nascono per partogenesi e neppure per clonazione altrimenti non si spiegherebbero Puffetta e Bountina. Grazie a Baby puffo che  è stato adottato dai puffi del villaggio, anche se nessuno sa da dove venga, so che nascono “neonati”, ma chi siano i genitori non è dato sapere…Non fare sesso sarà di destra o di sinistra?

*Come mai ogni puffo ha una ben terminata abilità che lo rende indispensabile alla comunità senza aver alcun concorrente?  Ognuno dà in misura delle sue capacità ottenendo in cambio ciò che gli serve… allora è davvero comunista come modello…

*Il colore blu  decisamente strano , sarà dato dalla loro alimentazione a base di puffbacche (che accidenti sono?),gli abiti essenziali, uguali per tutti, ricordano la società cinese ma qui viene tollerato Vanitoso, non so se nella società maoista sarebbe stato ben visto,

*Il mistero di  Puffo  Quattrocchi, che è anche il solo ad avere un difetto fisico, che dovrebbe essere l’unico discepolo di grande puffo ma in realtà è un pasticcione, contestatore, confusionario… ma perchè lo sopportano? Carità cristiana?

*Grande Puffo assomiglia davvero a Marx?

Signori , parto per il mare… spero di trovare lunedì almeno qualche indicazione per risolvere il mistero. Perchè… queste son cose!

a bientot

Quando un popolo non ha più un senso vitale
 del proprio passato si spegne. La vitalità creatrice è fat-
  ta di una riserva di passato. Si diventa creatori – anche
  noi – quando si ha un passato. La giovinezza dei po-
 poli è una ricca vecchiaia (genius is wisdom and youth)
                                  Cesare Pavese

Ps: l’origine della lingua italiana è rimandata alla prossima settimana…eheheheheh!

  
 

poesie del venerdì

Thursday, March 29th, 2007

L’AMORE

Che hai, che abbiamo,
che ci accade?
Ahi il nostro amore È una corda dura
che ci lega ferendoci
e se vogliamo
uscire dalla nostra ferita,
separarci,
ci stringe un nuovo nodo e ci condanna
a dissanguarci e a bruciarci insieme.

Che hai? Ti guardo
e nulla trovo in te se non due occhi
come tutti gli occhi, una bocca
perduta tra mille bocche che baciai, più belle,
un corpo uguale a quelli che scivolarono
sotto il mio corpo senza lasciar memoria.

E che vuota andavi per il mondo
come una giara di color frumento,
senz’aria, senza suono, senza sostanza!
Invano cercai in te
profondità per le mie braccia
che scavano, senza posa, sotto la terra:
sotto la tua pelle, sotto i tuoi occhi,
nulla,
sotto il tuo duplice petto sollevato,
appena
una corrente d’ordine cristallino
che non sa perché corre cantando.
Perché, perché, perché,
amore mio, perché?

NERUDA

°°°°°°°°°°°°°°°°°

Vorresti essere amata?E tu fa’ che il tuo cuore
non si discosti dal sentiero di ora!
Essendo ogni cosa che ora tu sei,
non essere mai altro che non sei.
Così i tuoi cortesi modi di vita,
la tua grazia, la tua più che bellezza
saranno un tema d’elogio senza fine,
e l’amore – non altro che un puro dovere.
EDGAR ALLAN POE

°°°°°°°°°°°°°°°

Ti sei stancata di portare il mio peso

Ti sei stancata di portare il mio peso
ti sei stancata delle mie mani
dei miei occhi della mia ombra
dei miei tradimenti
le mie parole erano incendi
le mie parole erano pozzi profondi
le mie parole erano stanchezza, noia serale,
un giorno improvvisamente
sentirai dentro di te
il peso dei miei passi
che si allontanano esitando
quel peso sarà quello più grave.

Nazim Hakmet

°°°°°°°°°

ANCORA ABBIAMO PERSO QUESTO TRAMONTO

Ancora abbiamo perso questo tramonto.
Nessuno stasera ci vide con le mani unite
mentre il vento azzurro cadeva sopra il mondo.

Ho visto dalla mia finestra
la festa del ponente sui monti lontani.

A volte, come una moneta
si incendiava un pezzo di sole tra le mani.

Io ti ricordavo con l’anima stretta
da quella tristezza che tu mi conosci.

Allora dove eri?
Tra quali genti?
Che parole dicendo?
Perchè mi arriva tutto l’amore d’un colpo
quando mi sento triste e ti sento così lontana?

Cadde il libro che sempre si prende nel tramonto
e come un cane ferito ai miei piedi rotolò la mia cappa.
Sempre, sempre ti allontani nelle sera
dove corre il tramonto cancellando statue.

PABLO NERUDA

°°°°°°°°°°°°°°°°°

Di nuovo Eros…

Di nuovo Eros, a causa di Cipride,
dolce inondandomi, scalda il mio cuore.

Alcmane

ed ora un link:
http://www.youtube.com/watch?v=oEV1Yf0HJfU

a bientot

donne che scrivono

Thursday, March 29th, 2007

Oggi intendo consigliarvi un po’ di libri scritti da donne, libri che, secondo la mia modesta opinione , vale la pena di leggere..

Il talento dei parsi
Autore Sidhwa Bapsi
Ed. Neri Pozza

Una storia ricca di umorismo, ambientata nel diciannovesimo secolo. In un’ India abitata dalle più svariate etnie e caste, governata da inglesi infastiditi dal caldo e dalla ressa, animata dai commerci più strani, e perciò anche da singolari trafficanti e avventurieri. Fra un sorriso e l’altro, scoprirete quale sia il talento dei parsi.

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 °° ed i video sono tornati a funestare le nostre giornate, un video che mostra una ragazzina di dodici anni costretta far sesso con coetanei, un video che mostra un ragazzino percosso a tradimento dai compagni. E’ questa la civiltà dell’immagine? E’ questo il quarto d’ora di celebrità che tutti desideriamo? A questo internet doveva portare? Poi la domanda vera: questi fatti avvenivano comunque o l’idea di avere una platea è da sprone a queste bravate?

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Via da casa
Autore Martín Gaite Carmen
Editore Giunti Editore

Amparo Miranda, donna già matura, ricca vedova e  stilista di successo sparisce improvvisamente da casa. Il figlio Jeremy,la cerca ma intuisce che  è partita per un viaggio nel proprio passato. A quarant’anni di distanza dall’arrivo negli Stati Uniti la donna torna in incognito nella cittadina spagnola dov’era nata e dove oggi vuole tentare di ricucire i frammenti di un percorso esistenziale che il trasferimento in America aveva troncato.

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°°Dalla copertina del Magazine del Corriere mi sorride un bellissimo ragazzo :Chad Hurley , il ragazzo che ha sovvertito il mondo della comunicazione, uno degli inventori di Youtube. Ecco i dati del mostro che ha creato:

  2 minuti  il tempo medio di un video

 29 % del mercato video americano

 30 i dipendenti di youtube

 65.000 i filmati nuovi di ogni giorno

100.000.000 di video guardati ogni giorno dagli utenti di tutto il mondo

 153.000.000 di dollari i ricavi dai mini spot inseriti in youtube

 600.000.000 di utenti  internet nel mondo

e noi ci spaventiamo per tre foto di Corona…sempre in ritardo noi…

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 Mélaz Yacouben, Fiabe berbere della Cabilia.

La Cabilia, regione dell’Algeria dove si parla la lingua berbera, è una sorgente inesauribile di letteratura orale . Questa è una antologia di fiabe dedicate ai bambini , ma come sempre, io sostengo che farebbe bene anche agli adulti.

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°° mi piacerebbe conoscere la vostra opione, anche sui libri qualche volta,  ma soprattutto su questo uso della tecnologia, su queste forme nuove di comunicazione che hanno cambiato tutto.

a bientot

chi ha votato..cosa…

Wednesday, March 28th, 2007

Le missioni militari, Afghanistan in testa, sono approvate, prorogate e finanziate per un altro anno.

180 sì, 2 contrari e 132 astenuti. Il quorum richiesto era di 158 voti
A favore anche 4 senatori a vita e 20 dell’Udc. I no di Turigliatto e Rotondi

Tutto normale… in uno Stato normale…

Ma non da noi, dietro un voto così semplice ci sono fatti che rasentano la follia. Iniziamo parlando delle missioni di pace.

La forza di intervento internazionale denominata “International Security Assistance Force”, ha il compito di garantire un ambiente sicuro a tutela dell’Autorità afghana che si è insediata a Kabul il 22 dicembre 2001 a seguito della Risoluzione n. 1386 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 20 dicembre 2001.

Iniziata come Missione Multinazionale, dall’agosto 2003 il contingente è passato alle dipendenze della NATO.

Missione sostenuta e voluta dal governo Berlusconi.

Pochi giorni fa il rifinaziamento è stato votato anche alla Camera e lì la Casa delle Libertà votò a favore (come è giusto sia visto che è una prosecuzione del loro operato e che pare loro siano i migliori alleati deli Stati Uniti)

Ieri il voto al Senato… ed improvvisamente la Casa delle Libertà cambia opinione, tranne l’UDC  che mantiene le stesse posizioni.

La Casa delle Libertà si astiene… non si può pensare che non sia più d’accordo con la missione quindi: usa la missione per tentare una nuova spallata al governo (fregandose della missione… ma ..tant’è!).

 Il sogno  della spallata ha fatto commettere a Berlusconi dei  grossi errori : primo il voltafaccia nei confronti di una missione di pace da loro stessi voluta,  poi ha dimostrato che l’interesse politico va oltre l’interesse nazionale, ha pure ricompattato la maggioranza,  ha disatteso le aspettative dell’ambasciatore USA che aveva auspicato l’approvazione del rifinanziamento e con la sua piroetta rispetto al voto di una decina di giorni fa ha anche dato una spallatina alla sua coalizione

Ora la missione è stata rifinanziata, il governo ha tenuto…ma … la Casa delle Libertà?

La Casa delle Libertà è diventato un complesso di villette a schiera… Pare Berlusconi abbia anche dato un avviso di sfratto a Casini… pare ..pare…

Berlusconi , ovviamente , fa finta di aver vinto… ma è meno sorridente del solito  che ,forse, si sia reso conto della magra figura? Sempre ottimista io, eh…

a bientot

ora un messaggio personale: Compagno Turigliatto  siamo in trincea… la politica , come dice Bertinotti parafrasando la celebre frase di Mao, non è un pranzo di gala e ora il nostro compito è far in modo che non diventi un trogolo… che ci vuole a capirla?
 

Nessun dorma

Tuesday, March 27th, 2007

Mi  sono resa conto di non aver mai parlato di una cosa che amo molto: l’opera.

Inizierò con un’opera famosissima, La Turandot , ultima ed incompiuta opera di Puccini.

Chi non conosce la famosa invocazione del principe Calaf:

Nessun dorma! Nessun dorma!
Tu pure, o Principessa,
nella tua fredda stanza guardi le stelle
che tremano d’amore e di speranza…
Ma il mio mistero è chiuso in me,
il nome mio nessun saprà!
No, no, sulla tua bocca lo dirò,
quando la luce splenderà…
Ed il mio bacio scioglierà
il silenzio che ti fa mia.
L’idea di ispirarsi per il soggetto ad una delle fiabe teatrali più celebri di Carlo Gozzi, drammaturgo veneziano del Settecento contemporaneo e rivale di Carlo Goldoni, nacque da un incontro a Milano durante l’inverno del 1920 fra Puccini e i librettisti Adami e Simoni.

Turandot è la figlia bella e colta di un mandarino cinese. Dopo aver rifiutato il matrimonio  col principe del Tibet, fece emanare un editto nel quale si dichiarava che sarebbe andata in sposa solo a colui che sarebbe riuscito a risolvere tre suoi enigmi. In caso di fallimento della prova, il pretendente avrebbe subìto la decapitazione.

Fra coloro che persero la testa (anche letteralmente) per la bella Turandot ci fu il principe di Samarcanda. Poi un giorno si fece avanti il principe Calaf , figlio di Tamerlano, deciso a risolvere gli enigmi. Questi furono:

Chi è in tutto il mondo, visto con amicizia da ogni Paese ma che non sarebbe tollerato insieme ad un suo simile?

Quale madre si ciba dei figli appena essi diventano adulti?

Quale albero ha le foglie da una parte nera e dall’altra bianca?

Turandot, nonostante le risposte fossero giuste, rifiutò di sposare il principe Kalaf; questi le concesse una rivincita, proponendole lui stesso un enigma che, se risolto, avrebbe sciolto la principessa dall’obbligo di sposarlo e sarebbe nuovamente costata la decapitazione a Kalaf.

L’enigma proposto da Kalaf a Turandot fu:

Come si chiama il principe il quale, dopo innumerevoli difficoltà, adesso assapora la vittoria con immensa felicità?

Essendo il nome del principe sconosciuto a corte il principe pensò di aver già vinto , la principessa chiese tempo… attraverso una delle sue schiave riuscì a sapere il nome….

La prima rappresentazione ebbe luogo nel 1926 a Milano ed il maestro Arturo Toscanini profondamente commosso fermò l’opera al terzo atto e disse:“Qui termina la rappresentazione perché a questo punto il Maestro è morto”.

Perchè l’opera rimase incompiuta non è ben chiaro, certamente Puccini era malato e stanco ma c’è anche chi parla di impossibilità  del maestro a rappresentare il trionfo dell’amore che , invece , inizialmente lo aveva entusiasmato.

Questo è tutto, lascio un link per chi volesse cantare con me, perchè quando la sento io canto sempre…
http://www.youtube.com/watch?v=VATmgtmR5o4

… a bientot

La stanza dell’orso e dell’ape

Sunday, March 25th, 2007

Ieri mattina mi è accaduta una cosa alquanto inusuale. La mia vicina di casa, quarantenne, casalinga organizzata, felice ed appagata, dai pavimenti brillanti ed odorosi di cera, si è presentata nella mia cucina con un libro in mano.

La stranezza consiste nel fatto che lei è il tipo che di solito si presenta con in mano un detersivo e che ad ogni invito alla lettura ha sempre rifiutato dicendo di non essere  in grado. Quasi fiera di non aver letto neppure un articolo di giornale.

Ieri invece era lì, con un libro in mano ed invitava me a leggerlo.  Testuali parole: “Se l’ho letto io in quattro ore tu ci metterai pochissimo”, quasi scusandosi, come se ritenesse oscena la  proposta.

Ed allora l’ho letto.

Il libro è  La stanza dell’orso e dell’ape di Michela Franco Celani  e Patrizia Miotto. Uno di quei libri che io evito come la peste , non per questioni letterarie ma perchè non reggo storie tanto strazianti. Da Paula di Isabel Allende in poi ho cercato di evitare di farmi del male volontariamente.

Ma “Anna-che-non-legge-mai” era lì con quel libro in mano ed io non ho saputo dire di no… parlare di libro straziante è poco.

Narra di una ragazza madre che vede morire giorno per giorno la piccola figlia di neppure tre anni. La prefazione del libro dice : E’ la storia che nessuno vorrebbe mai scrivere. Beh..se fosse solo per quello è anche la storia che nessuno vorrebbe mai leggere e a dire il vero, soprattutto, LA STORIA CHE NESSUNO DOVREBBE MAI VIVERE.

Naturalmente è una storia vera, Michela Franco Celani è anche  l’autrice di Ucciderò mia madre mentre Patrizia Miotto è la madre vera della storia. Il libro è ben scritto e se devo dire il vero non si compiace del dolore, non indugia nel pietismo.

Parlare del valore letterario dell’opera non ha senso, è una storia, una storia dolorosa ed io , come dice una delle sue autrici in un altro libro:

“…Non temo il dolore
ma il suo agguato nel buio…”

Il libro è arrivato alla quarta edizione, un successo da 60.000 copie, perchè anche mille e mille  Anne-che-non-sanno-leggere non possono resistere al dolore della vicina, a curiosare nel dolore degli altri per sentirsi più fortunati

a  bientot

mi dimandò: “chi fuor li maggior tui?”

Saturday, March 24th, 2007

Ho voluto dar senso a questo modesto post con la domanda che Farinata Degli Uberti pone a Dante nel X canto della Divina Commedia.  Chi four li maggior tui? Da dove inizia la storia della letteratura italiana? 

” La letteratura è lo spazio privilegiato in cui si esprime la cultura, se non , assolutamente, la civiltà di un popolo” (E. Malato).

La letteratura è una forma di comunicazione, scritta o orale , destinata ad un pubblico dai limiti imprevedibili. A che serve farne la storia? Otto secoli di letteratura italiana servono a farci ritrovare le nostre origini, a dare il “quadro storico” della società che l’ha prodotta, ma “bando alle ciance”… parliamone.

I dieci secoli che intercorsero fra la caduta dell’impero romano d’Occidente ed il Rinascimento furono chiamati Medioevo,ovvero, con un po’ di disprezzo, periodo  intermedio fra la civiltà classica e la sua rinascita moderna.

La caduta dell’impero, le invasioni barbariche, il ridursi della vita economica , il susseguirsi delle guerre, determinarono un contrarsi della civiltà e quindi anche un abbassamento generale della cultura. (Domanda al lettore: E’ quello che sta accadendo ora?).

La continuità fra cultura classica e cultura medievale fu tuttavia assicurata dalle scuole ecclesiastiche o laiche presso le cattedrali , i monasteri, le corti (ad esempio a Pavia , la corte longobarda), queste scuole erano l’eredità diretta di quelle romane di età imperiale.  Consentendo così di continuare il progetto di unità culturale europeo, che già Roma aveva creato, che se pur differenziandosi secondo le varie culture nazionali, si manterrà sostanzialmente unitario fino ai nostri giorni (ecco il mio contributo al 50 anniversario dell’Unità Europea, come si suol dire … due piccioni con una fava!).

Tra il IV e il V secolo i Padri della Chiesa, specialmente i due ultimi grandi scrittori di Roma, S. Agostino e S. Girolamo avevano avviato quella sintesi di classicità e cristianesimo della quale è impregnata la cultura medievale e che ha risonanze persino ai nostri giorni.

Nel VI  secolo Severino Boezio con i suoi trattati e le sue traduzioni di autori greci diventa un importante mediatore fra cultura classica e cultura medievale ( … ho il dono della sintesi …eh… ). Grande influsso sulla cultura ebbero anche gli scritti di San Benedetto da Norcia e Aurelio Cassiodoro che nel suo monastero in Calabria raccolse e copiò codici procurandosi una ricca biblioteca e teorizzò alla base della cultura sacra del monaco la conoscenza profana di arti liberali secondo la procedura che S. Agostino aveva stabilito nel De Ordine.

Nei secoli XI - XIV vi fu uno sviluppo della cultura ad opera della fusione fra la rinascita carolingia, la cultura monastica britannica ed il culto del classicismo che si era sviluppato in Germania sotto gli Ottoni. Famosissima fu la Scuola di Salerno.

In questo periodo di rinascita della vita civile e degli studi , che non si può assolutamente considerare un periodo di decadenza, nascono i Comuni. le università, le banche , si intraprendono i viaggi in Oriente, e si creano opere come : la  Chanson de Roland, il Cantare del Cid, i Nibelunghi e la Divina Commedia (verrebbe da dire: sticazzi!).

Stop..sto annoiando persino me stessa.

Sabato prossimo vi delizierò con le origini della lingua italiana (cosa mi avete fatto di male?… nulla, è solo un gioco che mi piace fare con voi.) 

a bientot  

poesie

Friday, March 23rd, 2007

Segui l’amore

«Quando l’amore vi chiama,
seguitelo, anche se le sue vie
sono dure e scoscese.
E quando le sue ali vi abbracciano,
arrendetevi a lui.
Quando vi parla, credete in lui,
anche se la sua voce
puo’ cancellare i vostri sogni,
come il vento scompiglia il giardino.
Come covoni di grano, vi raccoglie in se’.
Vi batte fino a farvi spogli.
Vi setaccia per liberarvi dalla pula.
Vi macina per farvi farina bianca.
Vi impasta finche’ non siete docili alle mani;
e vi consegna al fuoco sacro,
perche’ siete pane consacrato
alla mensa del Signore.
L’amore non da’ altro che se stesso e
non prende niente se non da se’.
L’amore non possiede
ne’ vuol essere posseduto,
perche’ l’amore basta all’amore».
(Kahlil Gibran)

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Dio, com’è bella! Dio, com’è bella! e quanto
sempre, a guardarla, è tutta un dolce incanto!
Della beltà che in lei
sempre si spiega io mai sazio sarei.

Stanco giammai: la sua beltà, a guardarla,
sempre si rinnovella;
sempre ad ognuno parla
e di grazia e d’amor. Dio, com’è bella!

Di qua e di là dal mare
più remoto, e per ogni
terra, non c’è chi le assomigli: appare
quale solo nei sogni
per forse una beltà. Dio, com’è bella!
Charles d’Orleans

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Io desidero soltanto te
Io desidero te, soltanto te
il mio cuore lo ripeta senza fine.
Sono falsi e vuoti i desideri
che continuamente mi distolgono da te.

Come la notte nell’oscurità
cela il desiderio della luce,
così nella profondità
della mia incoscienza risuona questo grido:
“Io desidero te, soltanto te”.

Come la tempesta cerca fine
nella pace, anche se lotta
contro la pace con tutta la sua furia,
così la mia ribellione
lotta contro il tuo amore eppure grida:
“Io desidero te, soltanto te”
Tagore

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LE CANZONI PIÙ CORTE…

L’uccello che canta nella testa
E mi ripete che t’amo
E mi ripete che m’ami
L’uccello dal fastidioso ritornello
Sarà da me ucciso domattina
 Prevert

… a bientot

Ps:il 12 maggio a Roma di terrà il Family Day, una manifestazione a sostegno della famiglia. Sono pregate di non partecipare, su richiesta di Mastella, famiglie composte da omosessuali, ragazze madri, conviventi… Mastella ci andrà con moglie e figli, la Binetti col cilicio e Bondi a nome della CdL… troppo per famiglie non “fondate sull’unione stabile di un uomo e una donna”… si sa mai …sono traumi non facili da superare …

il giardino

Thursday, March 22nd, 2007

img_0054.JPG Improvvisamente mi sono sentita molto infelice, e nessuno dovrebbe esserlo il primo giorno di primavera, ed allora sono uscita ed ho fotografato fiori.  img_0055.JPG  I fiori mi rasserenano, non saprei neppure dire il perchè.  img_0060.JPG Forse perchè sono armoniosi  ed in realtà tutto quello che sto cercando è solo un po’ di armonia. img_0061.JPG Mi sono chiesta spesso perchè in questi ultimi anni il desiderio primario di ogni individuo sia semplicemente la soddisfazione dei propri bisogni . img_0032.JPG Il pronome IO ha assunto proporzioni gigantesche, tanto da cancellare tutti gli altri pronomi. img_0033.JPG Viviamo tutti chiusi nel nostro egoismo, fatto  prima di tutto di meschinità perchè se riusciamo ancora a dare agli altri dei soldi  ormai siamo diventati avarissimi di sentimenti .  img_0010.JPG Chi di noi spreca un sentimento per il vicino di casa? Forse solo i coniugi di Erba… ma perchè siamo solo in grado di odiare? L’avversario politico davvero è un nemico personale?  E i gay vanno davvero garrotati come dice Prosperini? img_0035.JPG ”L’armonia nasce solo coi contrari; perché l’armonia è unificazione di molti termini mescolati, e accordo di elementi discordanti ” (Filolao).  Armonia è figlia del dio della guerra e della dea dell’amore. Infatti è il risultato della contrapposizione delle due cose.img_0004.JPG  Di guerre ne abbiamo a iosa.. fra Stati , ideologie, persone… cerchiamo quel che ci manca… img_0005.JPG … a bientot

sono qui perchè…

Wednesday, March 21st, 2007

sono tornata…

°perchè è il primo giorno di primavera:

Per quanti sforzi facessero gli uomini, ammucchiati a centinaia di migliaia in uno spazio ristretto , nel tentativo di violentare quella terra sulla quale si affollavano per quanto la ricoprissero di pietre perchè nulla vi germogliasse , e strappassero ogni filo d’erba che riuscisse a spuntare e avvelenassero l’aria col carbone e la nafta, e tagliassero gli alberi  e scacciassero tutti gli animali e gli uccelli, la primavera era primavera anche in città… (da Resurrezione - Lev Nikolaevic Tolstoj)

°perchè è la giornata della memoria per le vittime della mafia, 2500 in 10 anni:

Tra la casa di Peppino Impastato e quella di Gaetano Badalamenti ci sono cento passi. Li ho consumati per la prima volta in un pomeriggio di gennaio, con uno scirocco gelido che lavava i marciapiedi e gonfiava i vestiti. Mi ricordo un cielo opprimente e la strada bianca che tagliava il paese in tutta la sua lunghezza, dal mare fino alle prime pietre del monte Pecoraro. Cento passi, cento secondi: provai a contarli e pensai a Peppino. A quante volte era passato davanti alle persiane di Don Tano quando ancora non sapeva come sarebbe finita. Pensai a Peppino, con i pugni in tasca, tra quelle case, perduto con i suoi fantasmi. Infine pensai che è facile morire in fondo alla Sicilia.” (Claudio Fava, “Cinque delitti imperfetti”, Mondatori 1994, p.9)

° perchè non me ne frega nulla di “con chi fa sesso” Sircana:

Borghesia

Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia, 
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia. 
Sei contenta se un ladro muore, se si arresta una puttana, 
se la parrocchia del Sacro Cuore ha acquistato una nuova campana. 
Sei soddisfatta dei danni altrui, ti tieni stretti i denari tuoi, 
assillata dal grande tormento che un giorno se li riprenda il vento. 
E la domenica, vestita a festa, con i capifamiglia in testa, 
ti raduni nelle tue chiese, in ogni città, in ogni paese. 
Presti ascolto all’omelia rinunciando all’osteria, 
così grigia così per bene poni a spasso le tue catene.   

Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia, 
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia. 
Godi quando gli anormali sono trattati da criminali, 
chiuderesti in manicomio tutti gli zingari e gli intellettuali, 
ami ordine e disciplina, adori la tua polizia tranne quando deve indagare 
su un bilancio fallimentare. 
Sai rubare con discrezione, meschinità e moderazione, 
alternando bilanci e conti, fatture e bolle di cassazione 
Sai mentire con cortesia, cinismo e vigliaccheria, 
hai fatto dell’ipocrisia la tua formula di poesia.   

Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia, 
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia. 
Non sopporti chi fa l’amore più di una volta alla settimana, 
chi lo fa per più di due ore, chi lo fa in maniera strana 
Di disgrazie puoi averne tante, per esempio una figlia artista 
oppure un figlio commerciante o, peggio ancora, comunista. 
Sempre pronta a spettegolare in nome del civile rispetto, 
sempre fissa ad ascoltare un orizzonte che si ferma al tetto. 
Sempre pronta a pestare le mani a chi arranca dentro a una fossa 
sempre pronta a leccar le ossa del più ricco e dei suoi cani. 
Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia, 
per piccina che tu sia, il vento un giorno ti spazzerà via. 

°perchè, ormai, fate parte della mia quotidianità… senza di voi non ce la faccio…

a bientot

Un lettore, quindi un amico, mi ha segnalato che oggi è anche la giornata mondiale della poesia, allora per rimediare vi copierò la mia poesia prediletta:

Empiti di me , Pablo Neruda

Desiderami, stremami, versami, sacrificami.
Chiedimi. Raccoglimi, contienimi, nascondimi.
Voglio esser di qualcuno, voglio esser tuo, è la tua ora.
Sono colui che passò saltando sopra le cose,
il fuggitivo, il dolente.

Ma sento la tua ora,
l’ora in cui la mia vita gocciolerà sulla tua anima,
l’ora delle tenerezze che mai non versai,
l’ora dei silenzi che non hanno parole,
la tua ora, alba di sangue che mi nutrì d’angosce,
la tua ora, mezzanotte che mi fu solitaria.

Liberami di me. Voglio uscire dalla mia anima.
Io sono ciò che geme, che arde, che soffre.
Io sono ciò che attacca, che ulula, che canta.
No, non voglio esser questo.
Aiutami a rompere queste porte immense.
Con le tue spalle di seta disseppellisci queste àncore.
Così una sera crocifissero il mio dolore.

Liberami di me. Voglio uscire dalla mia anima.
Voglio non aver limiti ed elevarmi verso quell’astro.
Il mio cuore non deve tacere oggi o domani.
Deve partecipare di ciò che tocca,
dev’essere di metalli, di radici, d’ali.
Non posso esser la pietra che s’innalza e non torna,
non posso essere l’ombra che di disfa e passa.

No, non può essere, non può essere.
Allora griderei, piangerei, gemerei.
Non può essere, non può essere.
Chi avrebbe rotto questa vibrazione delle mie ali?
Chi m’avrebbe sterminato? Quale disegno, quale parola?
Non può essere, non può essere, non può essere.
Liberami di me. Voglio uscire dalla mia anima.

Perché tu sei la mia rotta. T’ho forgiata in lotta viva.
Dalla mia lotta oscura contro me stesso, fosti.
Hai da me quell’impronta di avidità non sazia.
Da quando io li guardo i tuoi occhi son più tristi.
Andiamo insieme. Spezziamo questa strada insieme.
Sarò la tua rotta. Passa. Lasciami andare.
Desiderami, stremami, versami, sacrificami.
Fai vacillare le cinte dei miei ultimi limiti.

E che io possa, alfine, correre in fuga pazza,
inondando le terre come un fiume terribile,
sciogliendo questi nodi, ah Dio mio, questi nodi,
spezzando,
bruciando,
distruggendo
come una lava pazza ciò che esiste,
correre fuor di me stesso, perdutamente,
libero di me, furiosamente libero.
Andarmene,
Dio mio,
andarmene!