La stanza dell’orso e dell’ape
Ieri mattina mi è accaduta una cosa alquanto inusuale. La mia vicina di casa, quarantenne, casalinga organizzata, felice ed appagata, dai pavimenti brillanti ed odorosi di cera, si è presentata nella mia cucina con un libro in mano.
La stranezza consiste nel fatto che lei è il tipo che di solito si presenta con in mano un detersivo e che ad ogni invito alla lettura ha sempre rifiutato dicendo di non essere in grado. Quasi fiera di non aver letto neppure un articolo di giornale.
Ieri invece era lì, con un libro in mano ed invitava me a leggerlo. Testuali parole: “Se l’ho letto io in quattro ore tu ci metterai pochissimo”, quasi scusandosi, come se ritenesse oscena la proposta.
Ed allora l’ho letto.
Il libro è La stanza dell’orso e dell’ape di Michela Franco Celani e Patrizia Miotto. Uno di quei libri che io evito come la peste , non per questioni letterarie ma perchè non reggo storie tanto strazianti. Da Paula di Isabel Allende in poi ho cercato di evitare di farmi del male volontariamente.
Ma “Anna-che-non-legge-mai” era lì con quel libro in mano ed io non ho saputo dire di no… parlare di libro straziante è poco.
Narra di una ragazza madre che vede morire giorno per giorno la piccola figlia di neppure tre anni. La prefazione del libro dice : E’ la storia che nessuno vorrebbe mai scrivere. Beh..se fosse solo per quello è anche la storia che nessuno vorrebbe mai leggere e a dire il vero, soprattutto, LA STORIA CHE NESSUNO DOVREBBE MAI VIVERE.
Naturalmente è una storia vera, Michela Franco Celani è anche l’autrice di Ucciderò mia madre mentre Patrizia Miotto è la madre vera della storia. Il libro è ben scritto e se devo dire il vero non si compiace del dolore, non indugia nel pietismo.
Parlare del valore letterario dell’opera non ha senso, è una storia, una storia dolorosa ed io , come dice una delle sue autrici in un altro libro:
“…Non temo il dolore
ma il suo agguato nel buio…”
Il libro è arrivato alla quarta edizione, un successo da 60.000 copie, perchè anche mille e mille Anne-che-non-sanno-leggere non possono resistere al dolore della vicina, a curiosare nel dolore degli altri per sentirsi più fortunati
a bientot
March 31st, 2007 at 5:44 pm
non credo che lei non sia in grado di reggere storie tanto strazianti, come afferma, quanto piuttosto che preferisca - come la maggior parte di noi - volgere lo sguardo altrove (il che è d’altra parte perfettamente comprensibile nel mare di brutture che ci sommergono).
solo che bisogna avere il coraggio di riconoscerlo.
“anna-che-non-legge-mai” ha invece guardato nell’abisso con l’ingenuità della sua ignoranza e ha invitato anche lei a farlo, forse non per squallidamente “curiosare nel dolore degli altri per sentirsi più fortunati” , ma perché ha intuito che un libro può essere il luogo privilegiato per l’elaborazione del proprio dolore.
si tenga buona la vicina e, se può, la guardi con altri occhi e meno supponenza.
la invito volentieri, con o senza anna, ad una mia presentazione in giro per l’italia, sono certa che … reggerà!
cordialmente.
michela franco celani
April 4th, 2007 at 9:10 am
Signora, mi ha molto stupita il suo commento . Premetto che non occupandomi di instant-book l’aver citato il suo libro sia stato assolutamente casuale e strettamente legato all’aneddoto che intendevo raccontare. Il suo commento non mi è ben chiaro, non capisco per quale motivo dovrei elaborare il dolore di un’altra persona e se ad indispettirla sia stato il fatto che a consigliare il libro ad una “supponente” come me sia stata “Anna-che-non-legge” e non vicerversa. Ma tant’è… ad maiora
April 4th, 2007 at 10:11 am
non desidero entrare in polemica con lei, ma puntualizzare quanto segue:
primo:”la stanza dell’orso e dell’ape” non può in nessun modo essere definito “instant book” (categoria per la quale ho il massimo rispetto, ma che non c’entra assolutamente nulla!).
secondo: si rilegga bene quanto ho scritto e vedrà che non si tratta di elaborare dolori altrui, bensì i propri attraverso un’operazione meditata come la lettura.
terzo: non ho definito lei “supponente” tout court, bensì il suo atteggiamento in quel preciso contesto nei confronti di anna.
le rinnovo i miei cordiali saluti e l’invito a partecipare ad una mia presentazione.
April 5th, 2007 at 6:18 pm
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March 25th, 2008 at 8:32 pm
qusto libro e favoloso quando l’ ho letto mi son emozionata tantissimo e spero che facciano il film perche e una storia da brivido me lo leggerei mille volte complimenti a chi lo a scritto
June 8th, 2008 at 7:21 pm
salve sn paola, una ragazza di soli 12 anni, ho deciso di leggere questo libro l’estate scorsa…l’ho letto in una sola serata ed ho pianto tanto, è stato difficile leggerlo poikè io ho una sorellina di sli 3 anni ke quando ho letto il libro aveva la stessa età di amy quando si ammalò…ho sperato ed ho pregato ke ne a me ne a nessun’altro potesse accadere una cosa simile, credo di aver avuto tanto coraggio a leggere il libro e ho capito kosa significa soffrire…ho riletto le ultime righe un centinaio di volte,speravo ingenuammente ke potesse cambiare il finale e spesso penso a quei bambini ke come amy, stanno male e sono destinati a morire ma mi kiedo:come si fa a strappare la vita a bambini così piccoli??? la vita è davvero ingiusta.mi accorgo ke i bambini affrontano
malattie così gravi con csì tanta allegria e forza ke mi sciocco sempr di +. Mi capita di aprire il libro in una pagina a caso e di leggerla sempre con tanta paura ma con coraggio.
Vorrei dire alla mamma di amy ke è una grande donna ed è stata una grande madre…non riesco ancora a spiegarmi come ahai trovato il coraggio di raccontare la storia della tua piccola bimba e tua ma sopratutto mi chiedo dove hai trovato il coraggio di continuare la tua vita…t auguro tanta serenità e grazie gli insegnamenti ke mi avete dato entrambe le scrrittrici.
baci paola
ps. vorrei tanto vedere una foto della piccoa amy grz paola
June 8th, 2008 at 9:56 pm
Cara Paola, spero che l’autrice del libro ti legga e possa in qualche modo accontentarti. In bocca al lupo. regard
September 18th, 2008 at 8:41 pm
questo libro e il più bello che io abbia letto e molto commovente ti vengono i brivodi a legerlo. spero che scrivi altri libri come questo
September 18th, 2008 at 9:05 pm
cara Anna, spero che l’autrice legga i tuoi complimenti. Hai ragione è un libro molto commovente.