Nessun dorma

Mi  sono resa conto di non aver mai parlato di una cosa che amo molto: l’opera.

Inizierò con un’opera famosissima, La Turandot , ultima ed incompiuta opera di Puccini.

Chi non conosce la famosa invocazione del principe Calaf:

Nessun dorma! Nessun dorma!
Tu pure, o Principessa,
nella tua fredda stanza guardi le stelle
che tremano d’amore e di speranza…
Ma il mio mistero è chiuso in me,
il nome mio nessun saprà!
No, no, sulla tua bocca lo dirò,
quando la luce splenderà…
Ed il mio bacio scioglierà
il silenzio che ti fa mia.
L’idea di ispirarsi per il soggetto ad una delle fiabe teatrali più celebri di Carlo Gozzi, drammaturgo veneziano del Settecento contemporaneo e rivale di Carlo Goldoni, nacque da un incontro a Milano durante l’inverno del 1920 fra Puccini e i librettisti Adami e Simoni.

Turandot è la figlia bella e colta di un mandarino cinese. Dopo aver rifiutato il matrimonio  col principe del Tibet, fece emanare un editto nel quale si dichiarava che sarebbe andata in sposa solo a colui che sarebbe riuscito a risolvere tre suoi enigmi. In caso di fallimento della prova, il pretendente avrebbe subìto la decapitazione.

Fra coloro che persero la testa (anche letteralmente) per la bella Turandot ci fu il principe di Samarcanda. Poi un giorno si fece avanti il principe Calaf , figlio di Tamerlano, deciso a risolvere gli enigmi. Questi furono:

Chi è in tutto il mondo, visto con amicizia da ogni Paese ma che non sarebbe tollerato insieme ad un suo simile?

Quale madre si ciba dei figli appena essi diventano adulti?

Quale albero ha le foglie da una parte nera e dall’altra bianca?

Turandot, nonostante le risposte fossero giuste, rifiutò di sposare il principe Kalaf; questi le concesse una rivincita, proponendole lui stesso un enigma che, se risolto, avrebbe sciolto la principessa dall’obbligo di sposarlo e sarebbe nuovamente costata la decapitazione a Kalaf.

L’enigma proposto da Kalaf a Turandot fu:

Come si chiama il principe il quale, dopo innumerevoli difficoltà, adesso assapora la vittoria con immensa felicità?

Essendo il nome del principe sconosciuto a corte il principe pensò di aver già vinto , la principessa chiese tempo… attraverso una delle sue schiave riuscì a sapere il nome….

La prima rappresentazione ebbe luogo nel 1926 a Milano ed il maestro Arturo Toscanini profondamente commosso fermò l’opera al terzo atto e disse:“Qui termina la rappresentazione perché a questo punto il Maestro è morto”.

Perchè l’opera rimase incompiuta non è ben chiaro, certamente Puccini era malato e stanco ma c’è anche chi parla di impossibilità  del maestro a rappresentare il trionfo dell’amore che , invece , inizialmente lo aveva entusiasmato.

Questo è tutto, lascio un link per chi volesse cantare con me, perchè quando la sento io canto sempre…
http://www.youtube.com/watch?v=VATmgtmR5o4

… a bientot

2 Responses to “Nessun dorma”

  1. maurizio Says:

    Diversi anni fa uscivo con una ragazza che si definiva “melomane”. Mi si è aperto un mondo: ho scoperto che si poteva essere ammiratori di un tizio di nome Ruggero Raimondi esattamente come se fosse Robbie Williams (nel senso di pulsioni erotico-sessuali, e il tizio in questione non è esattamente un modello di Calvin Klein), ho scoperto che c’è una parte del teatro degna del fuoco delle curve calcistiche (insulti, applausi, pianti, forse anche sputi), ho scoperto che si può chiamare la propria bambina “Violetta” (che non è un torto pari a “Diletta”, “Allegra” o “Azzurra”, ma gli si avvicina), ho scoperto che esiste una concezione “fisica” della musica (se stecchi sei fottuto, sei un reietto, sei un “pippone”), ho scoperto che c’è un disprezzo del commerciale degno del critico di progressive anni ‘70 (un’operazione come quella dei Tre Tenori è vista alla stregua di Vinnie Colaiuta che suona con Claudio Baglioni), ho scoperto che si possono passare ore a recitare i libretti davanti alla tv. Purtroppo non ce l’ho fatta ad addentrarmi abbastanza per essere considerato della tribù. Forse il rapporto in questione è durato troppo poco. Però questi “pazzi” dell’opera fanno troppa simpatia, sono incredibilmente moderni e antimoderni, sono adorabilmente fuori di senno. Preferisco l’elettricità e l’incredibile varietà di timbriche che un microfono può dare ad una voce, ma quel grido, quel “Vi-inceeee-ròòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòò!!!!!!!!!!!!” è troppo fico!

  2. regard Says:

    sei adorabile!

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