le donne che leggono sono pericolose
Monday, March 19th, 2007Ho trovato questo libro quasi per caso, «Le donne che leggono sono pericolose” - Stefan Bollmann e Elke Heidenreich - Rizzoli.
Questo volume racconta la storia della lettura femminile dal Medioevo al XXI secolo attraverso i dipinti, i disegni e le fotografie
Le donne che leggono sono pericolose perché, sostengono Bollmann e Heidenreich, in questo modo si sono appropriate di conoscenze ed esperienze originariamente non destinate a loro.
Perchè una donna che legge è pericolosa? Perchè riesce a sostituire gli angusti spazi a lei destinati col mondo del pensiero,della fantasia e del sapere ? Perchè non conosce la noia? Perchè una donna che legge è una sognatrice ed il mondo ha paura dei sognatori? O perchè leggere non è il suo destino? Perchè questo le ha rese più supponenti? Le ha rese partecipi? Perchè invadono spazi , come quello del sapere, da sempre destinati ai maschi?
Le donne hanno iniziato a leggere da poco tempo, prima non andavano neppure a scuola, ma hanno recuperato, oggi la loro percentuale come lettrici è nettamente superiore a quella dei maschi, hanno secoli da recuperare e lo stanno facendo.
Dalla prefazione di Daria Bignardi : ” Le donne che leggono sono pericolose perché non si annoiano mai e qualunque cosa accada hanno sempre una via di fuga: se ne infischiano se le fai troppo soffrire perché loro s’innamorano di un altro libro, di un’altra storia, e ti abbandonano”.
Insomma, non so perchè ma so che una donna che legge è davvero pericolosa e forse lo è, prima di tutto, per se stessa. Ma mi raccomando: siate pericolose!
… a bientot
* una cosa personale: Inizia un nuovo capitolo per Promotux, allora e con tutto il cuore: ad maiora!
* una cosa poco interessante: Finisce qui. Non scriverò mai più, a tutti quelli che hanno avuto la pazienza di leggermi un sentito grazie. Un grazie ai miei pochi commentatori.
Poi non e che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. Così…
Io non è che volevo essere felice, questo no.
Volevo…salvarmi, ecco…salvarmi.
a bientot

il libro si chiama :”Centro di Igiene Mentale” (ed. Mondadori) e nasce da incontri dell’autore durante un’esperienza di volontariato in una casa famiglia di Roma.