Archive for March, 2007

le donne che leggono sono pericolose

Monday, March 19th, 2007

Ho trovato questo libro quasi per caso, «Le donne che leggono sono pericolose” - Stefan Bollmann e Elke Heidenreich - Rizzoli.

 Questo volume racconta la storia della lettura femminile dal Medioevo al XXI secolo  attraverso i dipinti, i disegni e le fotografie

Le donne che leggono sono pericolose perché, sostengono Bollmann e Heidenreich, in questo modo si sono appropriate di conoscenze ed esperienze originariamente non destinate a loro.

Perchè una donna che legge è pericolosa? Perchè riesce a sostituire gli angusti spazi a lei  destinati col mondo del pensiero,della fantasia e del sapere ? Perchè non conosce la noia? Perchè una donna che legge è una sognatrice ed il mondo ha paura dei sognatori? O perchè leggere non è il suo destino? Perchè questo le ha rese più supponenti?  Le ha rese partecipi? Perchè invadono spazi , come quello del sapere, da sempre destinati ai maschi? 

Le donne hanno iniziato a leggere da poco tempo, prima non andavano neppure a scuola, ma hanno recuperato, oggi la loro percentuale come lettrici è nettamente superiore a quella dei maschi, hanno secoli da recuperare e lo stanno facendo.

Dalla prefazione di Daria Bignardi : ” Le donne che leggono sono pericolose perché non si annoiano mai e qualunque cosa accada hanno sempre una via di fuga: se ne infischiano se le fai troppo soffrire perché loro s’innamorano di un altro libro, di un’altra storia, e ti abbandonano”.

Insomma, non so perchè ma so che una donna che legge è davvero pericolosa e forse lo è, prima di tutto, per se stessa. Ma mi raccomando: siate pericolose!

… a bientot

* una cosa personale: Inizia un nuovo capitolo per Promotux, allora e con tutto il cuore: ad maiora!

* una cosa poco interessante: Finisce qui. Non scriverò mai più, a tutti quelli che hanno avuto la pazienza di leggermi un sentito grazie. Un grazie ai miei pochi commentatori. 

Poi non e che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. Così…

Io non è che volevo essere felice, questo no.

Volevo…salvarmi, ecco…salvarmi.

a bientot


 

cos’è l’amore?

Sunday, March 18th, 2007

L’amore è un concetto estensibile che va dal cielo all’inferno, riunisce in sé il bene e il male, il sublime e l’infinito. Jung, Carl Gustav   

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Ciò che è fatto per amore è sempre al di là del bene e del male.
Fiedrich Nietzsche

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L’amore non è un problema, come non lo è un veicolo: problematici sono soltanto il conducente, i viaggiatori e la strada.
(F. Kafka)

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Ciò che v`è di noioso nell`amore, è il fatto che è un delitto in cui non si può` fare a meno d`un complice.
Charles Baudelaire

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L`amore è un castigo. Siamo puniti di non aver saputo restare soli.
Marguerite Yourcenar

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L’inizio dell’amore spesso è simultaneo. Non così la fine. Da ciò nascono le tragedie.
Morandotti, Alessandro

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Si ama solo cio’ che non si possiede del tutto.
(Marcel Proust)

a bientot

Nonostante il tema di oggi non posso esimermi dal parlare di Alessandra Mussolini , una donna un perchè…

l’On. Mussolini ha dichiarato: “Mica libri ha fatto il nonno a Latina, bensì grandi opere”, cavoli  Onorevole , quando sente parlare di cultura mette mano alla fondina?

Ma non basta, ci ha anche fatto sapere che in famiglia Latina viene chiamata col suo “vero” nome di Littoria… immagino una conversazione fra la signora Mussolini ed il marito: “caro sono a Littoria, ti aspetto nella mescita (bar), vicino al circolo della pallacorda (tennis) in piazza perfida Albione (Inghilterra), nel frattempo mi bevo un coda di gallo  (coktail). Saluti fascisti!”… forse nemica di Storace, sicuramente amica di Starace….

au revoir

Parole

Saturday, March 17th, 2007

* Parole che fanno bene:”Bisogna farsi comprendere ascoltando anzitutto la gente, le loro necessità, problemi , sofferenze, lasciando rimbalzino nel cuore e poi risuonino in ciò che diciamo, così che le nostre parole non ricadano dall’alto , da una teoria, ma siano prese da quello che la gente vive , la verità dell’esperienza, e portino la luce del Vangelo.” Queste sono le parole del Cardinal Martini, parole da Cristiano… parole da Papa…parole che dovremmo imparare ad usare tutti , anche i laici come me, è bello trovare un vero cristiano , ogni tanto, riempie di speranza.

*  Vi do un link http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=7822&fromplayer=7822 … sono appelli di persone celebri a favore della liberazione di Mastrogiacomo, consiglio quello di Tomba… naturalmente tutti auspichiamo che il giornalista venga liberato al più presto, siamo in ansia per lui, ma cose come questa non possono che far sorridere…come ha fatto notare un altro blogger , molto più famoso di me, manca solo l’appello di Corona con tanto di ricatto porno-soft ai talebani…

* Stop al porno in tv… e questa è solo l’ultima delle trovate moralizzatrici che sono in atto di questi tempi…ma davvero è il sesso il nemico pubblico? Davvero il sesso è il nostro problema?  Perchè la nuova moda è quella dei sex toys ,tanto da rubare al classico solitario un paginone del Corriere della Sera il giorno di San Valentino, se siamo tutti così pudici? Come dice Luxuria, “torneremo a censurare l’obelico della Carrà”? Abbiamo votato a sinistra perchè il governo si occupi della nostra sessualità? Se alle tre di notte un bambino vede la tv è colpa della TV? Se un adulto vuole fare una telefonata erotica deve chiedere il permesso al garante? Signori… meno Corona e più libertà..ecco quello che ci serve… 

a bientot

Due cose : perchè nessuno si occupa delle finanziarie che prestano denaro tanto facilmente inducendo le famiglie al crack finanziario? La moralità include solo il sesso?

poesie del venerdì

Friday, March 16th, 2007

Cuor di rubino

Io so dire T’amo
ma amare non so
Del tuo cuor di rubino
che cosa ne ho fatto?

All’amore ho giocato
senza saper giocare
Del tuo cuor di rubino
che cosa ne ho fatto?

Il vetro è spaccato
il negozio tappato
il raso strappato
lo scrigno calpestato

Io volevo averti
volevo possederti
Giocavo all’amore
ma ho solo barato

Del tuo cuor di rubino
che cosa ne ho fatto
Adesso è troppo tardi
è tutto  scheggiato

Quel cuor di rubino
A chi regalarlo
Nessuno lo accetta
L’amore rubato

 Jacques Prévert

/°/°/°/°

 

Se tu mi dimentichi

Tu sai com’è questa cosa:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l’impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se cio’ che esiste
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m’attendono.

Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d’amarti poco a poco.
“Se d’improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
chè già ti avrò dimenticata“

Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
Che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi sulla riva
del cuore in cui ho le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell’ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.

Ma se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinatav con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né si dimentica,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finchè tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscire dalle mie 
Pablo Neruda

/°/°/°/°/°

 

La terra e la morte

Tu sei come una terra
che nessuno ha mai detto.
Tu non attendi nulla
se non la parola
che sgorgherà dal fondo
come un frutto tra i rami.
C’è un vento che ti giunge.
Cose secche e rimorte
t’ingombrano e vanno nel vento
Membra e parole antiche.
Tu tremi nell’estate
Cesare Pavese

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Ciò che ho scritto di noi

Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
è la mia nostalgia
cresciuta sul ramo inaccessibile
è la mia sete
tirata su dal pozzo dei miei sogni
è il disegno
tracciato su un raggio di sole
ciò che ho scritto di noi è tutta verità
è la tua grazia
cesta colma di frutti rovesciata sull’erba
è la tua assenza
quando divento l’ultima luce all’ultimo angolo della via
è la mia gelosia
quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati
è la mia felicità
fiume soleggiato che irrompe sulle dighe

ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
ciò che ho scritto di noi è tutta verità.

- Nazim Hikmet

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Catullo

Odi et amo. quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

(Ti odio e ti amo. Come possa fare ciò, forse ti chiedi.
Non lo so, ma sento che così avviene e me ne tormento.)

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Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da agenti
della divina follia.
Cosi, pazzo criminale qual sei
tu detti versi all’umanità,
i versi della riscossa
e le bibliche profezie
e sei fratello a Giona.
Ma nella Terra Promessa
dove germinano i pomi d’oro
e l’albero della conoscenza
Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.
Ma tu si, maledici
ora per ora il tuo canto
perché sei sceso nel limbo,
dove aspiri l’ assenzio
di una sopravvivenza negata.
Alda Merini

 

A bientot

ho pensato una cosa che voglio dirvi, anche se mi hanno derisa… a me pare che di questi tempi si sia perso qualsiasi senso del pudore e che sia stato sostituito dall’ipocrisia…baci

O Gesù dagli occhi tristi…

Thursday, March 15th, 2007

Leggiamo i giornali:

IL PAPA AI CATTOLICI:NO A LEGGI CONTRO NATURA… ma è lo stesso Papa che qualche mese fa assicurava di non occuparsi di politica? Poi non mi è chiaro che intenda per “leggi contro natura ” è lo stesso concetto di “rapporti contro natura” ? Se è così doveva intervenire anni ed anni fa, a questo tipo di leggi ormai ci siamo abituati…. 

VERONESI: ABORTO TERAPEUTICO, GIUSTO ACCORCIARE I TEMPI… seppelliamo i feti… indossiamo il cilicio…tocchiamo la 194… come previsto ci siamo arrivati…

VENTURA:PERSEGUITATA DA CORONA

YESPICA:NOTTI CON POLITICI ? FATTI MIEI… questo mi preoccupa, per la prima volta in vita mia sono d’accordo con la Yespica… abbiamo visto di tutto:politici mafiosi…ladri..corruttori di giudici…ma ci interessiamo a come passano le notti… c’è una logica? La democrazia non è rappresentativa? Ci stupiamo che i politici abbiano i nostri difetti?

CON PUTIN HO PARLATO DI DIRITTI UMANI … mi pare giusto , nessuno ha fatto caso alla moria di “giornalisti che indagano” in Russia?

per finire una cosa inquietante:

POESIA ANTICOMUNISTA. E IN AULA C’E’ LA NIPOTE DI VISCO.

grave è che un docente legga in classe, medie inferiori, una poesia politica ma molto più grave, secondo me, che non sappia di avere in classe la nipote di Visco… comunque eccovi la famosa poesia:

O Gesu’ dagli occhi tristi fai sparire i comunisti.

 Se risolvi sto problema fai sparire anche D’Alema.

 Se poi te ne fotti, fà che muoia Bertinotti.

Ti preghiamo se non ti rodi, fai schiattare pure Prodi.

 Tu col cuore sempre aperto, fai morire Diliberto, e con gli angeli tuoi belli, porta in cielo anche Rutelli.

 O mio caro buon Gesù non farne nascere più.

facciamo un gioco, rifacciamola per altri:

O Gesù dagli occhi buoni fa morire….

per la gioia dei bambini fa morire anche …

Non lasciarci in guai grossi, per favore , prendi …

e se  vuoi bene ai tuoi figlioli fa sparire …

e  non lasciare a noi tapini il malefico…

Come? Non è gente  di tua pertinenza?

Va bene, chiederò alla  tua concorrenza…

 a bientòt

Amélie Nothomb

Wednesday, March 14th, 2007

Oggi parlerò di una delle scrittrici più in voga del momento: Amélie Nothomb.

Scrittrice dalla vita molto particolare: dalla nascita a Kobe , in Giappone , nel 1967 , figlia di un ambasciatore belga, all’infanzia trascorsa fra Cina, Laos, Birmania , Bangladesh e Stati Uniti.  La sua lingua è il francese anche se la scrittrice dice: Moi je parle le frapponais” (Metafisica dei tubi)  , il frapponese è la commistione fra la sua lingua d’origine ed il giapponese appreso alle scuole primarie in Giappone.

 

Tornata in Europa a 17 anni  si stabilì in Belgio dove disse di trovarsi “aussi étrange qu’étrangère” (“tanto straniata quanto straniera”). Personalità tormentata, tanto d’aver sofferto di anoressia (“tra i 15 ed i 17 anni smisi di mangiare, il corpo sparisce poco a poco, assieme all’anima”) durante la sua permanenza in Bangladesh,  il ritorno in Patria accrebbe il suo malessere.

Nel 1992 pubblicò il suo primo romanzo: Igiene dell’assassino , origine del suo grande successo. Da allora pubblica un libro l’anno .

Vero fenomeno letterario, questa giovane donna prolifica e misteriosa non ha più bisogno di promuovere i suoi libri per battere record di vendita. Il pubblico apprezza lo stile romantico ed inusuale , sempre accompagnato da un sottile humor, ma che lo mette direttamente di fronte agli  impulsi interni della scrittrice.

Famosa  per i suoi strani cappelli ed il trucco pesante ha anche uno strano modo di porsi,  l’eccentricità dell’autrice ne fa un ospite privilegiato dei mass media ai quali rilascia dichiarazioni “particolari” come quella di nutrirsi solo di frutta marcia.
Naturalmente ha imitatrici in tutto il mondo, Italia compresa…

Vale la pena leggerla… la vale davvero…

… a bientot

libri e musica

Tuesday, March 13th, 2007

Il proverbio milanese “Ofelee fa el to mestee! (pasticcere fai il tuo mestiere..) non sempre ha ragione . Scrivere è un “mestiere ” strano, tutti credono di essere in grado di farlo , non è così ,anche se il caso Moccia dimostra che meno hai da dire più vendi. Oggi vi presenterò libri scritti da “pasticceri” di solito addetti ad altro ma che , secondo me, sono riusciti a fare cose buone. Sono libri di “cantautori” (cavoli, ma quante virgolette uso oggi…) , ma libri che vale la pena leggere:

Centro d’igiene mentale. Un cantastorie tra i matti - Simone Cristicchi -Mondadori. Storie di persone incontrate dall’autore in un centro di igiene mentale, persone “diverse” piene di talenti inaspettati. Persone senza voce. Vale la pena leggerlo.

Diario di un gatto con gli stivali - Roberto Vecchioni  - Ed. Einaudi. Un bel libro. Una favola che favola non è. Niente è come appare. Forse un “contastorie” è quel che ci serve  per capire la realtà.

Tango e gli altri. Romanzo di una raffica, anzi tre -
Autore Guccini Francesco; Macchiavelli Loriano
Ed: Mondadori. Guccini mostra una vene felice sia quando scrive di se stesso sia quando con Macchiavelli si occupa di gialli. Il maresciallo Santovito questa volta si occupa di un massacro con una ambientazione particolare…

a bientot

« Nessun viaggio, finisce mai, sono i viaggiatori che arrivano alla loro fine.»

Claudio Magris

Simone Cristicchi

Monday, March 12th, 2007

*A Simone

Non piangere mai
su chi ha abbandonato la sua vita nei manicomi
L’hanno fatto spontaneamente
per non essere molestati
E’ gente che ha un’anima sola
e se perde quella muore

Voi uomini avete più anime
e molte maschere sul vostro viso
Giocate in enormi teatri
e in enormi teatri del non senso

Ma noi eravamo felici
di andare verso la morte
tragica soluzione di una vita
che non volevamo

Alda Merini

PS - Ieri Simone Cristicchi ha avuto l’onore di incontrare la poetessa Alda Merini. Aveva chiesto di poterlo incontrare, dopo aver ascoltato la canzone “Ti regalerò una rosa”. La poesia trascritta qui sopra è il prezioso regalo che gli ha voluto fare, prima dei saluti. E Simone mi ha chiesto di fare in modo di condividere con voi tutti, slacciati e non, questa inestimabile perla di parole, di sentimenti, di emozioni e di verità.

*Tutto questo è tratto dal blog di Cristicchi http://www.cristicchiblog.net/2007/03/11/a-simone/

Non sono una fan di Cristicchi ma vi avevo segnalato la sua canzone, un testo tratto da una lettera di un “malato di mente”.

Dopo Sanremo i fan dei Baustelle hanno scatenato una polemica sostenendo la superiorità di  Sergio , canzone che ha affrontato lo stesso argomento:

Mica sono stupido
se esisto a vanvera
coi maiali state chiusi voi,fatelo
un disegno pennarelli di polvere
Mica faccio scandalo
se si drizza in pubblico
questo manganello e non c’è più 
un medico
se mi lavo solamente se  pagano
E il cielo è blu, lo dici tu
nessuno è blu nessuno più
non c’è  la cura
Cristo Gesù mi salvi tu
la botta è blu dottori blu
mi fai paura
e il mondo guarda ed io non so
guardare il mondo e prenderlo
se sono triste non lo so,vivo
Mica mi capiscono
se descrivo i missili
quindici anni state chiusi voi ,fatela
una barca per andare in America
E il cielo è blu, lo dici tu
nessuno è blu nessuno più
non c’è la cura
Cristo Gesù non serve più
la botta è blu dottori blu
mi fai paura
E il cielo è blu, lo dici tu
nessuno è blu nessuno più
non c’è  la cura
la notte si è nera qui
in quattro mi violentano
non ho  paura
e gira il mondo ed io non so
se sono un uomo oppure no
mi chiamo Sergio e come te vivo

Il testo di Cristicchi:

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare

Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?

Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita son vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare

Sono due bei testi . Credo che queste polemiche perdano il tempo che trovano, sono grata ad entrambi gli autori per la sensibilità dimostrata, poi  il testo di Cristicchi è parte di un lavoro più ampio che comprende : un libro, un dvd, un cd.

zzzzz.jpg il libro si chiama :”Centro di Igiene Mentale” (ed. Mondadori) e nasce da incontri dell’autore durante un’esperienza di volontariato in una casa famiglia di Roma.

Insomma , non una operazione strumentale ma sincero interesse.

… a bientot

grazie a chi ha manifestato ieri

Sunday, March 11th, 2007

        Grazie a chi ha manifestato

Ieri a Roma migliaia di persone hanno partecipato alla  manifestazione in difesa dei Dico. A queste persone va il mio grazie perchè la loro è una lotta per la crescita del Paese, per il riconoscimento dei diritti individuali delle persone e per il riconoscimento del diritto umano all’affetto.

 Ostacolati da una martellante pubblicità avversa i Dico lottano contro la ingiustificata paura ( perchè dovrebbero portare allo sfascio della famiglia?) e contro l’odio (il desiderio di ignorare o punire i diversi )ma soprattutto prendono atto di una realtà di fatto (ignorare i conviventi è un modo per dichiarare che non esistono? ).

La lotta dei manifestanti deve essere la lotta di tutti noi, “diritti ora!” non significa cercare cose impossibili , offendere la morale altrui , ledere altrui  diritti , ma semplicemente ottenere diritti e libertà per tutti. L’Italia è sempre ultima in queste battaglie sociali e quella che Zapatero è ” questione di diritto e dignità” per noi si trasforma in una calamità sociale, così come lo fu per divorzio o aborto.

Il trillo che ieri alle 18 ha scosso Roma (i manifestanti hanno fatto trillare sveglie e telefonini) deve essere il trillo che sveglia non solo il governo ma le coscienze degli italiani narcotizzate da luoghi comuni  e abituate a delegare agli altri le scelte.

… a bientot

poesie

Friday, March 9th, 2007

TI AMAI

Ti amai, anche se forse
ancora non è spento del
tutto l’amore.
Ma se per te non è più tormento
voglio che nulla ti addolori.
Senza speranza, geloso,
ti ho amata nel silenzio e soffrivo,
teneramente ti ho amata come
-Dio voglia- un altro possa amarti.

A.Puskin

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 Sabbie Mobili

Demoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano di gia’ si e’ ritirato il mare
E tu
Come alga dolcemente accarezzata dal vento
Nella sabbia del tuo letto ti agiti sognando
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano di gia’ si e’ ritirato il mare
Ma nei tuoi occhi socchiusi
Due piccole onde son rimaste
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Due piccole onde per annegarmi.

PREVERT

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INDIZI

Come spostando pietre:
geme ogni giuntura! Riconosco
l’amore dal dolore
lungo tutto il corpo.

Come un immenso campo aperto
alle bufere. Riconosco
l’amore dal lontano
di chi mi è accanto.

Come se mi avessero scavato
dentro fino al midollo. Riconosco
l’amore dal pianto delle vene
lungo tutto il corpo.

Vandalo in un’aureola
di vento! Riconosco
l’amore dallo strappo
delle più fedeli corde
vocali: ruggine, crudo sale
nella strettoia della gola.

Riconosco l’amore dal boato
- dal trillo beato -
lungo tutto il corpo!

di Marina Ivanovna Cvetaeva

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Amo tutto ciò che è stato
Fernando Pessoa

Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.

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Torna

Torna sovente e prendimi,
palpito amato, allora torna e prendimi,
che si ridesta viva la memoria
del corpo, e antiche brame trascorrono nel sangue,
allora che le labbra ricordano e le carni ,
e nelle mani un senso tattile si riaccende.
Torna sovente e prendimi,la notte,
allora che le labbra ricordano, e le carni…

Costantinos Kavafis

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E’ l’amore che è essenziale
Fernando Pessoa

E’ l’amore che è essenziale.
Il sesso è solo un accidente.
Può essere uguale
o differente.
L’uomo non è un animale
è una carne intelligente,
anche se a volte malata.

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Mi piaci quando taci

Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lontano, e la mia voce non ti tocca.
Sembra che si siano dileguati i tuoi occhi
e che un bacio ti abbia chiusa la bocca.
Siccome ogni cosa è piena della mia anima
tu emergi dalle cose, piena dell’anima mia.
Farfalla di sogno, assomigli alla mia anima,
e assomigli alla parola malinconia.
Mi piaci quando taci e sei come distante.
Sembri lamentarti, farfalla che tuba.
E mi ascolti da lontano e la mia voce non ti giunge:
lascia che io taccia con il silenzio tuo.

Lascia che ti parli anche con il tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e stellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Poi basta una parola, un sorriso.
E sono felice, felice che non sia vero.

NERUDA

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Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l’eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.

Kahlil Gibran

 

…a bientot

esto está para usted

DOVE SEI TU, LUCE, È IL MATTINO

Tu eri la vita e le cose.
In te desti respiravamo
sotto il cielo che ancora è in noi.
Non pena non febbre allora,
non quest’ombra greve del giorno
affollato e diverso. O luce,
chiarezza lontana, respiro
affannoso, rivolgi gli occhi
immobili e chiari su noi.
È buio il mattino che passa
senza la luce dei tuoi occhi.

CESARE PAVESE