Archivio di April 2007

primo maggio

Monday 30 April 2007

Il primo maggio è la Festa del lavoro, e la nostra Costituzione recita:

Art. 1.

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Quindi il primo maggio dovrebbe essere la festa di tutti noi.

Giuro ragazzi, il primo maggio ha origini nobili non è solo il giorno del  concertone in piazza san Giovanni.

Non starò a ricordare i fatti ma la data del primo maggio fu adottata in Canada nel 1894 sebbene il concetto di Festa del lavoro sia in questo caso riferito a precedenti marce di lavoratori tenute a Toronto e Ottawa nel 1872, solite lotte per dei diritti , soliti morti fra i poveri.

Ora parlare di festa dei lavoratori è quasi anacronistico, forse perchè nell’immaginario collettivo il lavoratore ha tuta e mani sporche e soprattutto sciopera per i salari troppo bassi. In questo momento di individualismo il solo pensare ad una cosa collettiva ci riempie di stupore.

In Italia la Festa del lavoro ebbe una vita un po’ tormentata, introdotta nel 1891 fu sospesa durante il ventennio fascista per poi risorgere immendiatamente funestata dai fatti di Portella della Ginestra.

Era l’anno 1947 e in Sicilia furoreggiava una banda di banditi con un alone romantico a causa di una presunta adesione alla causa separatista in quegli anni parecchio in voga nell’isola. Questa banda era capeggiata da Salvatore Giuliano, un ragazzo di umili origini che essendo un bel ragazzo accendeva anche la fantasia delle donne.

Nessuno sa come accadde e perchè , sta di fatto che il primo maggio del 1947 a Portella della Ginestra, in provincia di Palermo, circa 2000 lavoratori manifestarono contro il latifondismo e che dalle circostanti colline partirono contro questi lavoratori dei colpi di lupara che lasciarono a terra nove adulti e due bambini.

A sparare furono gli uomini del bandito Giuliano a nome di chi e perchè non si è mai saputo.  Si parlò di Junio Valerio Borghese e di post fascisti legati a latifondisti, di servizi segreti USA… la verità non venne mai a a galla. Giuliano fu trovato morto e per l’omicidio venne arrestato il cugino Gaspare Pisciotta  a sua volta ucciso in carcere da una tazza di caffè avvelenato.

Insomma, il primo maggio non è sempre stato solo “concertone”, i tempi sono cambiati,  noi siamo cambiati, i problemi no. L’incidenza dei morti sul lavoro è in percentuale da far invidia ai paesi in via di sviluppo, il caporalato mantiene vivo il mercato degli schiavi,le donne sempre discriminate, i salari sono bassi e la disoccupazione altissima.

Allora forse ben venga il concertone perchè davvero non ci resta che cantare…

a bientot

trafiletti

Sunday 29 April 2007

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Api disorientate dai telefonini

La nostra passione per la telefonia mobile potrebbe essere la causa della misteriosa scomparsa delle api impollinatrici.

Ecco , questo trafiletto del Corriere mi ha terrorizzata… api che perdono l’orientamento a causa nostra, che non sanno tornare all’arnia, che lasciano la regina e le operaie da sole … ma vi rendete conto di cosa significhi? Non che dovremo far a meno del miele… ma che le api non porteranno più il polline da fiore in fiore… che si interromperà un ciclo biologico… 

Prima di sorridere leggete questo  pezzettino tratto dal Corriere della Sera : “la questione preoccupa molto gli esperti, i quali temono che  l’amore incondizionato della gente verso i telefonini e compagni finisca per interrompere il ciclo biologico di molti raccolti, causandone la scomparsa in tutto il mondo e portando alla conseguente carenza di approvvigionamenti alimentari, poiché – come sosteneva Albert Einstein – se le api dovessero scomparire, «alla specie umana resterebbero solo quattro anni di vita».

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Google traccia il tuo vissuto online

Una memoria di tutta la storia della navigazione di una persona, ogni sito visitato, quando e per quanto.

Cavoli, io non sono una fanatica della privacy, ma questa cosa mi sconcerta un po’. Tutto il mondo schedato, ci conoscerà meglio Google della nostra mamma… direi che è troppo eh… anche per gente come noi abituata ad essere ripresa in banca , in posta, in metrò, nei grandi magazzini…

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“Adottiamo le parole in via d’estinzione”
Zapatero con gli scrittori per salvare i vocaboli .Scompaiono a migliaia, una dopo l’altra, scalzate nell’uso quotidiano da inglesismi o americanismi, da termini del linguaggio informatico e tecnologico, dalla cultura del “blog” e del “sms”, del “chat” e del “messenger”, che semplifica il linguaggio. E forse l’uccide. Parole perdute, dimenticate, in via di estinzione, persino cancellate dai dizionari, perché quasi nessuno - ormai - le utilizza. È possibile, e vale la pena, fare qualcosa? In Spagna l’operazione salvataggio è partita per iniziativa della Escuela de escritores . 

Questo trafiletto di Repubblica mi ha fatto pensare che anche da noi sta accadendo la stessa cosa ma nessuno se ne occupa… provate ad usare “desueto” o “baloccarsi”, ho visto una platea sgomenta perchè ho usato la parola “accatto”… occhi vuoti che imploravano pietà davanti ad un “propedeutico”… forse è il momento di fare qualche cosa

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 Vaticano: terrorista chi propaganda l’aborto Affondo dalla Congregazione per la dottrina della fede 
ROMA — Oltre all’«abominevole terrorismo dei kamikaze» che assomiglia a un «perverso film sul male» girato ogni giorno in qualche regione diversa del mondo «con sceneggiature sempre nuove e crudeli», esiste anche «un cosiddetto terrorismo dal volto umano che viene subdolamente propagandato dai mezzi di comunicazione sociale». In tale categoria rientrano l’aborto, l’eutanasia, ma anche la pillola abortiva Ru 486 e i laboratori dove si manipolano gli embrioni, e quei Parlamenti che approvano leggi contrarie all’essere umano. Tutto ciò può essere paragonato alle sette sataniche che praticano «un vero e proprio culto sacrilego del male».

Ma chi propaganda queste cose? Il voler stare dalla parte della donna, il cercare di aiutarla in un momento di difficoltà, il comprendere la disperazione altrui … davvero è terrorismo?

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A bientot…

Ps: Vi parlai benissimo di un libro che ho amato molto : “Con le peggiori intenzioni” di Alessandro Piperno. Ora nei “corti di carta” ho avuto occasione di leggere il suo racconto: “La favola della vita vera.” E sì… Piperno scrive bene…benissimo… amo davvero quel che scrive e come lo scrive. Vi invito a leggerlo.

Eloisa

Friday 27 April 2007

Prendendo spunto dal “corto di carta” di Dario Fo dedicato a lei desidero parlarvi  di Eloisa , una figura che mi ha sempre affascinata. Una donna in grado di amare per tutta la vita.

Eloisa nasce nel 1099 a Parigi e affidata allo zio, il canonico Fluberto, a soli sedici anni è già famosa in tutta la Francia per la sua bellezza e per la sua intelligenza.

Ma non è giunta a noi perchè sapeva parlare  latino ,  greco e l’ebraico ma per le  sue vicende d’amore con Abelardo.

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Abelardo , che in vita sua non seppe far altro che procurarsi dei guai, non a caso la sua biografia si intitola “Historia Calamitatum Mearum “(Storia delle mie disgrazie), in quel momento era all’apice della gloria. Aveva fondato una scuola a Parigi ed era amatissimo dagli studenti e dalle donne…

Egli entrò nella vita di Eloisa grazie a Fluberto che incaricato della educazione della ragazza  decise che per lei sarebbe stato un onore essere allieva del più in “auge” dei retori del tempo e quindi pregò Abelardo di prendersi cura dell’istruzione della nipote “ sia di giorno che di notte…dandomi anche il permesso di costringerla con la forza”. Abelardo lo prese in parola tanto  che commenta: “non mi sarei meravigliato di più se avessi visto affidare una tenera agnellina a un lupo affamato”. E così allieva e maestro si ritrovarono nella stessa casa.

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Dopo aver accettato l’incarico ,soprattutto in virtù della fama della allieva che come dice Abelardo stesso, “aveva tutto ciò che più seduce gli amanti”   fu attratto più dal corpo della bella ragazzina prodigio che dalla sua mente  e finì per concupirla ( però chi non avrebbe concupito una che diceva : «farò tutto quello che tu vuoi, puoi chiedermi l’anima» ).

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Questo rapporto fatto di dottrina religiosa e sospiri d’amore fu vissuto sotto il naso dello zio ignaro, “col pretesto delle lezioni ci abbandonammo completamente all’amore, lo studio delle lettere ci offriva quegli angoli segreti che la passione predilige. Aperti i libri, le parole si affannavano di più intorno ad argomenti d’amore che di studio, erano più numerosi i baci che le frasi; la mano correva più spesso sul seno che ai libri. E ciò che si rifletteva nei nostri occhi era molto più spesso l’amore che non la pagina scritta oggetto della lezione. Per non suscitare sospetti la percuotevo spinto però dall’amore, non dal furore, dall’affetto non dall’ira, e queste percosse erano più soavi di qualsiasi balsamo (caspita…nda). Il nostro desiderio non trascurò nessun aspetto dell’amore, ogni volta che la nostra passione poté inventare qualcosa di insolito, subito lo provammo, e quanto più eravamo inesperti in questi piaceri tanto più ardentemente ci dedicavamo ad essi e non ci stancavamo mai. Quanto più eravamo inesperti di quei giochi d’amore, tanto più insistevamo nel procurarci il piacere e non arrivavamo mai a stancarcene (diamine!nda)”
Ma ad un certo punto ( e dai… e dai…)  anche al povero Fluberto giunsero le voce di quel che accadeva sotto il suo tetto.

 Costui inferocito scacciò Abelardo dalla sua casa ma i due amanti trovarono il modo di incontrarsi ugualmente e dopo un rapimento,  nacque un figlio dal nome poetico: Astrolabio (predatore delle stelle).

Abelardo , per soffocare l’ira del canonico (e volevo anche vedere che non fosse irritato),  decise di sposare la bella Eloisa nonostante lei fosse ritrosa perchè temeva di danneggiarlo con le nozze : «quante lacrime verserebbero coloro che amano la filosofia a causa del matrimonio…cos’hanno in comune le lezioni degli maestri con le serve, gli scrittoi con le culle, i libri e le tavolette con i mestoli, le penne con i fusi?…come può chi medita testi sacri e filosofici sopportare il pianto dei bambini, le ninne nanne delle nutrici, la folla rumorosa dei servi?…i ricchi possono sopportare queste cose perché hanno palazzi e case con ampie stanze appartate, perché la loro ricchezza non risente delle spese e non è afflitta dai problemi quotidiani».

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Unica condizione che Abelardo pose al matrimonio fu l’assoluta segretezza perchè… va bene l’amore ma lui aveva una carriera alla quale pensare… (si vede che Abelardo non mi è simpatico? ) ma la famiglia di lei desiderava una riparazione completa al torto subito e quindi diffuse  le voci di queste nozze…

Abelardo, che oltre ad essere un promettente filosofo (anzi pensava di essere l’unico filosofo esistente)  e docente era anche un chierico, non poteva permettersi una moglie  e quindi per rimediare alle insinuazioni che circolavano in città mandò la povera Eloisa  nel monastero di Argenteuil dove era stata educata.

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Qui l’intreccio si infittisce perchè così facendo scatenò la furia dello zio che vide in questo trasferimento una ”vocazione forzata” ed il tentativo di Abelardo di liberarsi di una  moglie scomoda e ahimè, una notte, preso a tradimento nella sua camera, il povero Abelardo venne evirato (la logica è semplice : amputiamo la causa di tutti sti guai…).

Da questo momento in poi si vede la differenza di amore e determinazione fra i due amanti : Eloisa, costretta a diventare monaca di clausura (e non mi pare poco), si rivolgerà ad Abelardo come donna innamorata per tutti gli anni a venire mentre Abelardo seguirà la via del misticismo e del successo rivolgendosi a lei come monaca.

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Lei scriveva: «Perché io sono qui non per amore di Dio ma per amor tuo, perché me l’hai ordinato: e Dio che legge non solo nei cuori ma anche nei visceri, questo lo sa», , mentre lui “ Per me l’amore che ci avviluppava entrambi, nelle catene del peccato, era soltanto concupiscenza, e non merita il nome di amore. Soddisfare su di te la mia miserabile passione; ecco tutto quello che amavo.”
 
 ”Tu dici di aver sofferto per me; può essere vero, ma sarebbe più giusto dire che io ho sofferto, e mio malgrado, per te. Ho sofferto non per amore tuo ma per la violenza esercitata contro di me, non per la tua salvezza ma per la tua disperazione”

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Le loro vite passarono così, lei struggendosi per amore , lui studiando e dedicandosi a pii pensieri evidentemente sbagliati se  il  sinodo di Sens nel 1140 condannò al rogo tutte le sue opere.  Abelardo decise di appellarsi al papa e partì per Roma.

 Ma vecchio e stanco si fermò prima (avesse mai portato a compimento un proposito..). Ammalato e stanco manifestò la volontà di essere sepolto nel convento di Eloisa.

Eloisa lo accolse a braccia aperte e alla sua morte chiese di essere sepolta accanto all’uomo al quale aveva dedicato la vita e anche delle bellissime e struggenti parole come: “Concupiscenza ti unì a me più che amicizia, odor di libidine anzichè amore (…) io non pensavo alle mie voglie nè alle mie vollutà ma alle tue soltanto (…) più mi umiliavo per te più speravo di acquistare nel tuo cuore (…) se l’imperatore stesso avesse voluto onorarmi del nome di sposa, più avrei amato esser detta meretrice tua anzichè sua imperatrice.” 

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E in un peregrinaggio da sepoltura a sepoltura, ma sempre insieme,  (chissà che fastidio per Abelardo…), si conclude la vicenda di due fra più famosi amanti del mondo.

Le mie antipatie e simpatie nascono in base ad un epistolario che … forse… non è neppure vero ma un falso storico…

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a bientot

poesie del venerdì

Friday 27 April 2007

E tu, te la ricordi la gioia?

Queste parole sono stampate su un frisbees che ho avuto in regalo ad un incontro con una poetessa milanese : Giulia Niccolai.

E frisbees è il titolo di una sua raccolta di poesie. Perchè Giulia Niccolai intende la poesia come gioco ma anche esercizio fisico pieno di grazia e chiama le sue poesie “poesie da lanciare” perchè invadano il quotidiano.

Dice: ” vivere il quotidiano lasciandolo sconfinare ed immergersi nell’ampio fiume parallelo della poesia che ci scorre a fianco” . Un esercizio fisico e mentale che auguro a tutti noi.

Una bellissima ragazza

nel vagone del metrò di Tokyo.

I posti a sedere tutti occupati,

lei e pochi altri in piedi.

Legge un libro. Con la mano libera

si tiene ad una sbarra

al fondo del vagone.

Molti la osservano.

Lei ne è consapevole.

Non ostenta in alcun modo

la propria bellezza,

non ne è fiera.  Anzi

da umile ancella

quasi da vittima la offre,

agli sguardi altrui. Incantati.

Mi chiedo se ciò a cui 

sto assistendo non sia

un raro esempio di ciò che

- in passato -

possa essere stato

il fascino delle geishe.

Quando la ragazza scende,

tutti si voltano per un’ultima occhiata.

Scomparsa.

Ecco… questa è Giulia Niccolai. La poetessa che fa poesia di una “leggerezza profonda”… una poesia da lanciare e rilanciare…

io ho rilanciato ora tocca a voi…

a bientot

parliamo del 25 aprile

Tuesday 24 April 2007

Siamo in momenti  strani, momenti nei quali si vorrebbe scordare la Storia in nome di una “pacificazione” inutile e tardiva.

I morti sono tutti uguali… certo, un morto è un morto…ma l’importante è in nome di cosa sei morto. Altrimenti dovremmo rendere onore anche a Hitler ..alla fine, suicidato o fatto suicidare, è morto anche lui…

Siccome non intendo dire ovvietà o fare discorsi qualunquistici ho deciso di consigliare alcuni libri, “almeno” per non “scordare”:

G. BOCCA, Storia dell’Italia partigiana. Settembre 1943-maggio 1945, Bari, Laterza. Racconto di due anni di storia da parte di un partigiano e giornalista. Una storia di violenza e sopprusi   fino alla marcia di ritirata delle truppe naziste che porterà all’eccidio di Sant’Anna di Stazzema.

I. CALVINO,Il sentiero dei nidi di ragno, in Romanzi e racconti, Milano, Meridiani Mondadori. Romanzo ambientato sulle colline liguri nel quale Calvino cerca di raccontare senza dare giudizi, descrivere azioni , stati d’animo, tutto con occhi ingenui di bambino.

Cantalo Forte - La resistenza raccontata dalle canzoni (Stampa Alternativa, 2006) di Gioacchino Lanotte. Questa è una cosa che mi piace tantissimo…la storia ricostruita attraverso le strofe di canzoni…
Storie di una staffetta partigiana ,Vergalli Teresa. Perchè una ragazza tranquilla decide di partecipare in modo attivo ad una lotta. Che significava essere una staffetta .

e termino con una poesia, la più scontata, la più abusata, ma quella che più ricorda i sentimenti della gente che lottò per la nostra libertà.

 Albert Kesselring, comandante in capo delle forze tedesche in Italia, fu condannato a morte per gli eccidi di Marzabotto, le fosse Ardeatine ed altre nefandezze.  Ma fu rimesso in libertà nel 1952 a causa del suo stato di salute. Tornato in patria fu accolto come un eroe( come accadde a Kappler e a tutti gli altri gerarchi nazisti). Dopo il suo rientro in Baviera Kesselring ebbe l’impudenza di dichiarare che gli italiani dovevano essergli grati per il suo comportamento , tanto che avrebbero fatto bene a erigergli un monumento.A tale affermazione rispose Piero Calamandrei, con una famosa epigrafe :
Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.

Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.

Ma soltanto col silenzio del torturati
più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.

Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA

a bientot

appunti

Sunday 22 April 2007

* parlare della ” festa dei fiori e dei libri” a Milano, una festa caratterizzata da molte bancarelle colorate piene di fiori e molte piene di libri ..il paradiso!

*parlare della delusione dei “corti di carta”, racconti che hanno completamente deluse le mie aspettative, quando penso ai racconti penso a Carver poi mi trovo un Faletti quasi imbarazzante… ah… però mi hanno permesso di scoprire la Tamaro che avevo sempre volutamente ignorata…

*parlare del congresso dei Ds… costruire un partito di potere è davvero quel che ci serve? Cosa spinge gli ex comunisti , da Berlinguer in poi, a questo comportamento Tafaziano? Far notare che però non sono acrimoniosa , sto soffrendo…

*parlare di ” Boomsday” il libro che fa discutere l’America . Una novella dove attraverso un blog nasce la proposta di incentivare il suicidio tra i pensionati con viaggi premio ed altre agevolazioni… taglio ironico, non c’è altro modo per affrontarlo!

* parlare della folla al “Salone del Mobile” , 200.000 persone in tre giorni…sorpresa per questo sproporzionato interesse dei milanesi.  Elogiare questo modo di fare fiere che coinvolge la città con iniziative culturali, che coinvolge molte nazioni, che mostra la creatività dei giovani… insomma, come una fiera possa essere un evento culturale… 

* parlare di Manituana , di Wu Ming, dei dibattiti on -line, prenderlo come pretesto per parlare dell’importanza di internet nella diffusione di idee… parlare anche dei miei lettori, che pur numerosi, non si degnano ( senza dubbio per colpa mia ) neppure di dirmi che ho torto…

* parlare di teatro…non lo fai mai

a bientot

poesie del venerdì

Friday 20 April 2007

Porque el amor, mientras la vida nos acosa,
es simplemente una ola alta sobre las olas

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Mattino
Era necessario un addio, perché capissi,
che non c’è un addio per noi.

Per sempre porterò in me quest’alba
come segno di bruciatura.
Alzàti sul far del giorno,
partimmo verso l’areoporto grigio
ed eravamo contenti, perché era così lontano.

La mia ultima parola fu un sorriso.

E sopra di noi sorgeva con l’addio
l’incontro vero e l’amore.
Blaga Dimitrova

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Tu vai senza me, mia vita
Tu scorri
Ed io non ho nemmeno fatto un passo.
Tu volgi altrove la battaglia,
Così mi diserti.
Io non t’ho mai seguito.

Non vedo chiaro nelle tue offerte.
Quel poco che vorrei, tu non lo porti mai.
Per questa mancanza, io aspiro a tanto.
A così tante cose, quasi all’infinito…
Per quel poco che manca e che tu non porti mai.
Henry Michaux

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Se tu non parli
Se tu non parli
riempirò il mio cuore del tuo silenzio
e lo sopporterò.
Resterò qui fermo ad aspettare come la notte
nella sua veglia stellata
con il capo chino a terra
paziente.

Ma arriverà il mattino
le ombre della notte svaniranno
e la tua voce
in rivoli dorati inonderà il cielo.
Allora le tue parole
nel canto
prenderanno ali
da tutti i miei nidi di uccelli
e le tue melodie
spunteranno come fiori
su tutti gli alberi della mia foresta.
Rabindranath Tagore

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Ah, come rimani in me
Ah, come rimani in me
e io rimango in te!
No, nella verità
più non dispero.
Quando mi sei vicina
sento che amarti non devo;
ma quando sei lontana
sento che t’amo davvero.
Johann Wolfgang Goethe

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Si è squarciata la nube; ecco nel cielo
l’arcobaleno brilla,
s’avviluppa la terra
in un fanale di pioggia e di luce.
Fui desto. Ma chi offusca
i magici cristalli del mio sogno?
Mi palpitava il cuore
attonito e smarrito.
Il limoneto in fiore
del giardino, i cipressi
il verde prato, il sole, l’acqua, l’iride…
l’acqua nei tuoi capelli!
E tutto si perdeva nel ricordo
come una bolla di sapone al vento.
Antonio Machado

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Attesa
Oggi che ti aspettavo
non sei venuta.
E la tua assenza so quel che mi dice,
la tua assenza che tumultuava
nel vuoto che hai lasciato,
come una stella.
Dice che non vuoi amarmi.
Quale un estivo temporale
s’annuncia e poi s’allontana,
così ti sei negata alla mia sete.
L’amore, sul nascere,
ha di quest’improvvisi pentimenti.
Silenziosamente
ci siamo intesi.

Amore, amore, come sempre,
vorrei coprirti di fiori e d’insulti.
Vincenzo Cardarelli

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Canzone d’amore
Per dire cos’ hai fatto
di me, non ho parole.
cerco solo la notte
fuggo davanti al sole.

La notte mi par d’oro
più di ogni sole al mondo,
sogno allora una bella
donna dal capo biondo.

Sogno le dolci cose,
che il tuo sguardo annunciava,
remoto paradiso
di canti risuonava.

Guarda a lungo la notte
e una nube veloce-
per dire cos’ hai fatto
di me, non ho la voce.
Hermann Hesse

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Non capirsi è terribile-
non capirsi e abbracciarsi,
ma benchè sembri strano,
è altrettanto terribile
capirsi totalmente.

In un modo o nell’altro ci feriamo.
Ed io, precocemente illuminato,
la tenera tua anima non voglio
mortificare con l’incomprensione,
nè con la comprensione uccidere.
Evgenij A. Evtusenko

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Fresca marina
A te assomiglio la mia vita d’uomo,
fresca marina che trai ciottoli e luce
e scordi a nuova onda
quella cui diede suono
già il muover dell’aria.
Se mi desti, t’ascolto,
e ogni pausa è cielo in cui mi perdo
serenità d’alberi a chiaro della notte.
Salvatore Quasimodo

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a bientot

quattro ..cinque ..ragazze per me, posson bastare…

Thursday 19 April 2007

*Sono di questi giorni le foto di Berlusconi nella sua villa in Sardegna. Foto che lo riprendono mano nella mano con delle ragazze. Si è giustificato dicendo che mostrava alle ragazze il parco della villa. Mi ha divertita il commento della signora Lario: “non è stata una visita al parco ma al museo”. Invece mi ha preoccupata il commento di una delle ragazze , certa Sozu o Sozio , una rossa parecchio intraprendente protagonista di un Grande Fratello : “era una riunione di Forza Italia!”… insomma, va bene tutto , ma che Berlusconi sia costretto a portare sulle ginocchia il partito mi pare una esagerazione.

*Al congresso dei DS ci sarà anche una colonna sonora, a sceglierla sarà Luca Sofri e sarà ispirata al concetto di “strada” che sarà anche il tema del congresso. Ecco… allora in mancanza di meglio cantiamo :in questa play-list mi preoccupa che ci sia “voglio andare via ” di Claudio Baglioni… calma eh… cerchiamo di restare, non sono più tempi per disperdersi. Mi incoraggia un po’ “tutta mia la città ” dell’Equipe 84 …ma mi pare esagerato. Poi ci saranno Gaber , Guccini, Springsteen, Harper, Dire Straits… insomma tutto quello che occorre. Speriamo ci sia anche De Gregori con la sua “Viaggi e miraggi” … 

perciò pedala, pedala che il tempo potrebbe passare,
e questa pioggia paradossalmente potrebbe non finire mai.
E noi con questo ombrelluccio bucato che ci potremmo inventare?
Ma partiamo, partiamo, non vedi che siamo partiti già?

E andiamo a Genova coi suoi spiriti musicali,
o a Milano con i suoi sarti e i suoi industriali,
oppure a Napoli con i suoi martiri professionali,
o a Bologna, Bologna coi suoi orchestrali.

E andiamo a Genova coi suoi svincoli musicali,
o a Firenze coi suoi turisti internazionali,
oppure a Roma che sembra una cagna in mezzo ai maiali,
o a Bologna….

* Il libro di oggi è Imperatrice di Shan Sa, una bella storia ambientata nella corte imperiale cinese del VII secolo. Parla di una donna affascinante che divenne imperatrice di un vastissimo impero e seppe amministralo e portarlo ad un periodo di splendore culturale nonostante  le trame di corte  . Un romanzo pieno di poesia e di immagini bellissime. Un libro sull’amore , il potere, la decadenza e nel contempo una bella favola. Sono convinta del mio consiglio, non ne sarete delusi

a bientot

  zzzzzzzzzzzzzzzzz.gif      zzzz.gif Auguri a Promotux che oggi compie tre anni e che ha avuto su Linux magazine il riconoscimento al suo lavoro. Auguri per mille di questi giorni . Auguri per un futuro pieno di soddisfazioni. Auguri.

le donne messicane

Wednesday 18 April 2007

Ogni tanto, ma proprio ogni tanto, in occasione della giornata della donna o in occasione di un film della Lopez sentiamo parlare delle donne messicane, donne uccise , donne che spariscono.

Molte donne, addirittura 600, violentate e uccise negli ultimi dieci anni a Ciudad Juárez , una località messicana. Nessuno ne parla…nell’ apprestarmi a scrivere questo post mi sono chiesta se siano una realtà o se mi sia imbattuta in una leggenda metropolitana.

Questi i dati: 430  donne trovate assassinate e 600 le donne scomparse. Donne di una età inclusa fra i 15 ed i 25 anni. Tutte graziose e tutte provenienti da famiglie povere, molte emigrate a Ciudad Juárez  per trovare lavoro.

I corpi ritrovati portano segni di una violenza inaudita, spesso queste donne vengono  sfigurate e bruciate. Il modus operandi è più o meno sempre lo stesso che starebbe ad indicare una sorte comune… eppure nessuno è mai stato incriminato per questo reato.

Pare ,e dico pare perchè mai come in questo caso tutto è incerto , gli omicidi avvengano all’interno del racket della cocaina ma pare anche che le autorità messicane rifiutino di seguire questa pista, altra pista è quella della produzione di snuff movies (film in cui la vittima viene violentata, torturata e uccisa di fronte alla macchina da presa ) oppure , ma è improbabile visto il grande numero di vittime, quella del serial killer. Insomma le piste ci sono peccato nessuno le segua.

Quello che mi colpisce è l’indifferenza assoluta dei media a questa tragedia, avete mai visto una prima pagina dedicata a questi fatti?

” Ni una más” è lo slogan delle donne di Ciudad Juárez, ma come sarà possibile fra l’indifferenza delle autorità e quelle dei media?

a bientot

libri in classifica

Monday 16 April 2007

Abbiamo discusso spesso del valore di una classifica .

Le classifiche sono importanti? Sono veritiere? Cosa dimostrano?

 Certo, il vendere non è strettamente legato al valore dell’opera, anzi, spesso è vero il contrario: più si vende e meno si è di qualità.

Ma anche questa affermazione è fasulla.

Per vendere occorrono parecchi ingredienti , sempre ammesso che le classifiche dicano il vero e non quello che le case editrici desiderano venga detto. 

Quale migliore pubblicità ad un libro se non il fatto di essere primo in classifica?

E’ anche vero che sono finiti i tempi delle opere da milioni di copie, oggi centomila copie sono già un titolo per entrare nelle hit. E’ vero che le classifiche sembrano schizofreniche, c’è tutto ed il contrario di tutto… quindi non è più neppure semplice capire cosa vuol leggere la gente…

Certamente le ragazzine vogliono Moccia, presente con due titoli e  in grado di condizionare cinema , letteratura e costume. E’ nata la generazione chiamata “mocciosa”, quella che abbatte lampioni a furia di lucchetti, quella che sta tre metri sopra il cielo…quella che crede sia male nascere ai Parioli e bene nascere ai bordi di periferia…quella infarcita di luoghi comuni..va beh… ad ogni decennio i suoi paninari…non si può far altro che rassegnarci…

Poi c’è un ritorno di interesse verso le problematiche religiose con “Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)”
autore Odifreddi Piergiorgio , “Inchiesta su Gesù. Chi era l’uomo che ha cambiato il mondo” autori Augias Corrado; Pesce Mauro poi c’è anche un ritratto di Woitila e in qualche modo parla di religione anche Camilleri in ” Le pecore e il pastore”.

Poi ci sono i “nuovi” come Milena Agus che si piazza bene con il suo ” Mal di pietre” e Carolina Cutolo con il suo “Pornoromantica” . C’è il ritorno di “classici” come Bocca con ”Il provinciale”.

Poi ci sono i “son qui per caso” come Del Piero , Baldini, ”un passo dal sogno. Il romanzo di «Amici» ”  e fra di loro mi colpisce ,perchè mi riporta ad una problematica spesso affrontata: “La classe fa la ola mentre spiego” che da un anno o più è in classifica e che ci fa sorridere soprattutto perchè non ci rendiamo conto che i ragazzi delle o dalle note folli sono gli stessi che appaiono in you tube… quelli dei videofonini… quelli che pur di apparire non si risparmiano e non  ci risparmiano nulla.

Insomma in classifica c’è di tutto… se dovesse capitarvi di scrivere un libro… non abbiate timori…c’è posto per tutti!

a bientot