Era una notte buia e tempestosa… oddio, tempestosa magari è troppo, comunque, pioveva a dirotto . Nel mio candido lettino mi giravo e rigiravo non riuscendo a trovare nè sonno nè posizione, non indugerò oltre spiegando la situazione perchè tutti l’abbiamo vissuta, tutti la conosciamo. Mentre stavo così scomoda avendo come unico conforto il rumore della pioggia (ho sempre amato il rumore della pioggia ed il silenzio della neve, essendo di Milano forse faccio di necessità virtù… eppure mento perchè sono anni che non “sento” la neve e ormai siamo ridotti a fare la danza della pioggia per vedere due gocce d’acqua, recuperando una antica virtù degli indiani d’America ma perdendo un sacco di coltivazioni e di stima di noi stessi). Insomma, vorrei riuscire a non divagare, stavo così, quando dalla mia libreria giunse un bagliore e mi apparve lei.
Bella, oddio, magari bella è troppo, però con lunghi capelli biondi ed occhi azzurri, non potevo sbagliarmi , avevo visto uno di quei riccioli lucenti alla Biblioteca Ambrosiana, quella era Lucrezia Borgia.
Neppure un poco spaventata la prima domanda che mi posi fu: come mi rivolgo a lei? Principessa (principessa lo fu a tutti gli effetti , figlia di Alessandro VI, che fu più re che papa, con le sue amanti , con i suoi figli e con i suoi intrallazzi politici ) ma mi pareva un po’ impersonale. Madama (mmmm..mi vien da pensare alla filastrocca infantile..ma quante belle figlie madama Dorè..ma quante belle figlie ..me ne regala una ,madama Dorè… eh…in effetti non è adeguato perchè se vi fu una usata per scopi politici e regalata o promessa in moglie a qualcuno fu lei…). Monna? Contrazione di madonna… (mi sento un po’ ridicola con questo linguaggio…) Signora? O meglio, viste le sue origini ciociare: sora ? Però… se dico sora lo associo alla sora Lella e non mi pare bello per nessuna delle due…
A trarmi da questo imbarazzo fu lei, rivolgendomi per prima la parola :
“Allora… mi avete fatta venir fin qui per fissarmi con occhi semi addormentati e persi nel vuoto? “
O cavoli, ma è scortese… giuro che li facevo più leziosi nel rinascimento… quasi quasi la chiamo “mia cara avvelenenatrice…”
Mi incalzò: ” Che volete dunque sapere? “ Perchè dovrei voler sapere qualcosa? Chi le ha detto che intendevo intervistarla ? Ma poi , davvero intendevo intervistarla? Va beh… è qui , tanto vale io le faccia una domanda : “Davvero foste figlia , moglie e nuora di Alessandoro VI? ” … bella domanda regard…ti daranno il premio per il tatto, sarebbe come se Santoro chiedesse allo “spallatore di spallate andate a vuoto” se davvero la prima montagna di soldi, che diede il via ad una mirabolante carriera imprenditoriale, fu un gentile omaggio della mafia…
Senza battere ciglio rispose: “Guardate dunque fin dove può giungere una calunnia. Sapete chi mise in giro questa diceria ? Fu Burcardo di Strasburgo, maestro di cerimonie in Vaticano, che avrebbe detto di tutto pur di danneggiare la mia famiglia. Fui figlia molto amata di di Rodrigo Borgia e Vannozza Cattanei, mio padre ebbe stima di me tanto che a diciannove anni mi affidò il governo di Spoleto e Foligno ed io ne ebbi buona cura, chè tutti furono concordi nel giudicare la mia amministrazione saggia e diligente.Qiundi non moglie ma amata figlia che sapeva dar lustro al nome della famiglia. Quanto a mio fratello Cesare, come non amarlo? Era un uomo bellissimo, ambizioso, tanto da incarnare il perfetto modello di principe persino per Machiavelli, ma non fu altro che un amato fratello… Il Valentino ( veniva chiamato così per via di un suo feudo), fu semplicemente in grado di rappresentare il nostro tempo ed il modo di intendere il potere ed io lo amai come amai i miei altri due fratelli Juan e Jofrè. ”
Il suo tono si fece un po’ risentito ed io pensai di distrarla con un’altra domanda : ” Che mi dite dei vostri molti matrimoni? ” … Questa volta mi guardò un po’ risentita ma senza far commenti riprese a parlare: ” fui promessa in sposa a 11 anni, pensate vi fosse la mia volontà in questo? Fu rinnegata la promessa in vista di un matrimonio migliore, credete io abbia avuto parte in queste scelte? A tredici anni andai in sposa a Giovanni Sforza , signore di Pesaro, ma ero talmente giovane che mio marito decise di non consumare le nozze… E questo ci causò parecchi guai come ben sapete, io amavo mio marito ma come oppormi al bene della famiglia? Permisi che annullassero le nozze …per impotenza di mio marito…ma , santo cielo, avevo diciassette anni…che si pretende da me? Poi mi innamorai di Pedro , ma una ragazza dei miei tempi non poteva scegliere chi amare, lo sapete bene, e così l’anno dopo mi fecere sposare Alfonso d’Aragona, figlio naturale del re di Napoli, duca di Bisceglie, fratello di Sancia, moglie di mio fratello Jofrè Borgia. Ed io lo amai, quanto lo amai, lo curai con tutto il mio amore e tutta la mia dedizione quando scampò ad un agguato… ma me lo uccisero ugualmente. Dissero che il mandante era mio fratello Cesare… eh..cara ragazza, non furono tempi facili i miei e la ragion di Stato aveva sempre la meglio .
Ma quello che io considero il mio vero marito fu Alfonso, Alfonso D’Este . Entrai a Ferrara diciottenne, preceduta da pessima fama, portai con me i miei due figli, e fui accolta con diffidenza persino dal mio sposo . Ma dopo diciassette anni tutti mi amavano: mio marito , i miei figli e i miei sudditi.”
“Lucrezia senta”… un lampo… “Lucrezia…” , ero sola nella mia cameretta, la pioggia continuava a battere sui vetri, davanti alla libreria non c’era nessuno…Lucrezia era svanita… Non è giusto però ..adesso avevo mille domande da porre…
a bientot
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