Pollari , parla o non parla?

I quotidiani italiani hanno l’abitudine di sollevare questioni, dedicarvi pagine e pagine e poi…senza alcun motivo… dimenticarsene.

Ricordate l’intenzione o la minaccia del generale Pollari di parlare e di rivelarci i retroscena di tutti i fatti misteriosi che ci hanno nostro malgrado coinvolti? Non se ne parla più…

Bene, allora vi informo io , il Gen. Pollari non ha parlato! Almeno non lo ha fatto coi giornali. Non che io credessi alle sue intenzioni, mi era parso più un “muoia Sansone con tutti i filistei” che non una vera volontà di chiarezza.

Sansone non è morto, i filistei neppure e non sono neanche tremate le colonne del tempio… una storia italiana come tante altre.

Ma quello di cui voglio parlarvi oggi è un fatto che non ha avuto, secondo me, la giusta interpretazione da parte dei media.

Nel luglio del 2006, indagando sul sequestro italo-americano dell’imam Abu Omar , nell’ufficio di Pio Pompa , funzionario del Sismi (servizio segreto militare), di cui il gen. Pollari era a capo, venne trovato un archivio segreto con migliaia di dossier su magistrati, giornalisti, uomini politici e militari, raccolti al tempo del governo Berlusconi.

Berlusconi dice di non saperne nulla ed io non sarò così malvagia da incolparlo se uomini del Sismi che lo amano gli fanno favori non richiesti…

Favori non richiesti perchè questi dossier dovevano servire a “intimidire” e a “far perdere credito” ai suddetti spiati che , casualmente , non avevano molta simpatia per il capo del governo.

Io trovo tutto questo mostruoso , un vero attacco alla democrazia.

La destra minimizza, la sinistra chiede “indagini ” (sinonimo di non fa nulla) attraverso il Copaco ( comitato di controllo dei servizi segreti)

Ma Pio Pompa (chiamato dai vicini di casa “lo spione”) ed il generale Pollari , per quanto trasferiti dai loro uffici, restano al servizio dello Stato!

a bientot
.

5 Responses to “Pollari , parla o non parla?”

  1. maurizio Says:

    Tornato dalle vacanze mi ritrovo un bel post su Pollari. L’ho preso come un segno del destino: anche la padrona di casa mi invita a rientrare nei ranghi, a riprendere a parlare di cose “serie”.
    Bene. Chissenefrega! Fa ancora troppo caldo per dedicarsi a certe faccende da giacca e cravatta. Nella faccenda di Pollari, poi, non c’è nemmeno una femme fatale da prendere a pretesto (e che cavolo, solo in Italia gli 007 non trombano o vengono trombati: forse la seconda sì). Quindi ho deciso di scorrere il blog all’indietro. Lì ho trovato tutte le mie soddisfazioni. Non manca nulla. Le poesie del venerdì, una giovane indie appiccicata a paesaggi urbani, una ragazza in tenuta simil-caraibica che sorride al mare e all’obiettivo, fiori, quadretti familiari, ecc….
    Ah, finalmente a casa.

  2. regard Says:

    i tuoi commenti mi sono mancati, non immagini quanto.
    La tua cultura … le tue analisi lucide…il tuo maschilismo…sono ormai parte di regard.
    Bentornato a casa … ’sta casa aspettava solo te!

  3. isa Says:

    e le zie? Nessun comitato di accoglienza?
    Ah, finalmente a casa.

  4. regard Says:

    …alle zie…ansiose…paranoiche…nevrotiche…perfezioniste…insoddisfatte…incontentabili:
    CERBOTTANA!

    Bentornata anche a te…il gruppone dei paranoici si va riformando…questo sì che è un bel blog…

  5. isa Says:

    “capicciosa!”

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