Villa Triste e l’idea della signora Moratti
| UN TRAGICO LUOGO E UNA STORIA DRAMMATICA DELLA RESISTENZA ANTIFASCISTA NELLA NOSTRA MILANO |
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Questa è la lapide che ricorda i drammatici eventi avvenuti a Milano in Via Paolo Uccello 17 e che la signora Moratti ha dimenticato.
Villa Triste , che prende il nome da una villa analoga usata per gli stessi scopi a Firenze, era il luogo dove una banda di assassini portava gli antifascisti per torturarli ed ucciderli.
E’ il luogo dove svolgeva le sue attività criminose il cosiddetto “Reparto di Polizia Speciale” guidato da Pietro Koch, ex granatiere di padre tedesco.
Il luogo dove Luisa Ferida ( indicata dal Ministro Prestigiacomo in un volume sulle donne italiane da emulare ) andava col suo amante a procurarsi la droga e ad eccitarsi alle grida di dolore dei torturati.
Il luogo dove si usava spesso negli interrogatori far stendere l’arrestato su una specie di letto da fachiro, far bere petrolio, usare scariche elettrice sui genitali, riempire di sale la bocca di chi invocava da bere. Inoltre queste torture venivano abitualmente eseguite da più persone, che si davano di continuo il cambio, chi aiutandosi con cognac, chi con cocaina, a sopportare la loro stessa scellerataggine. Pietro Koch di norma assisteva impassibile, poi, quando la vittima era allo stremo, aggiungeva la beffa alla crudeltà, spiegando con voce suadente che era meglio che parlasse, se no lui forse non sarebbe riuscito a frenare più i suoi uomini, giustamente adirati per la reticenza dell’interrogato. E se l’infelice resisteva, a un cenno di Koch i torturatori ricominciavano, fino a riportare l’arrestato in una cella col soffitto all’altezza di un metro e venti.
Il luogo dove furono installati 24 riflettori e nei sotterranei allestite cinque celle. In qualche periodo vi furono stipate fino a un centinaio di persone. Le urla dei seviziati si sentivano fin dalla strada. Ci furono proteste da parte della popolazione. Intervenne lo stesso cardinal Schuster. Alla fine, il 24 settembre 1944, quasi solo per ragioni di lotta intestina fra le diverse bande fasciste, “Villa Triste” fu chiusa.
E questo è solo uno dei tanti luoghi dove avvennero atrocità.
Ora la signora Moratti vorrebbe costruire un sacrario che contenga torturati e torturatori in nome della pacificazione. E ritiene la sua una scelta coraggiosa.
Allora aspettiamo che Mario Moretti muoia e mettiamolo nella tomba accanto ad Aldo Moro in nome della pacificazione degli anni settanta.
Mettiamo le vittime dell’undici settembre con gli attentatori.
Vergogna. La storia deve insegnare ma per in segnare ha bisogno di essere ricordata.
… a bientot
Ps: Signora Moratti non si stupisca se i ragazzini di Brindisi torturano un compagno e non si pentono, sanno che finiranno nello stesso sacrario!
September 15th, 2007 at 11:44 am
io voglio essere sepolto con bea, yea. voi con chi?
September 16th, 2007 at 6:20 pm
Io da sola. Almeno da morta voglio “vivere” in pace… ahahahahahah