…e Grillo inizia a far confusione

Tutti si chiedevano cosa ne avrebbe fatto Grillo del grande successo del V- day… ora lo sappiamo , dal suo blog apprendiamo che invita a creare delle liste civiche per le elezioni amministrative.

Le regole per ottenere la sua «certificazione»: non essere iscritti ai partiti ed essere incensurati.

E così dalla prosopopea della ribellione siamo passati alla nascita di un nuovo partitino. La montagna ha partorito come sempre un topolino.

Sono delusa. Fortemente delusa da Grillo.

Di tutto avevamo bisogno meno che di una nuova forza.

Poi anche le caratteristiche per aderire alle sue liste in realtà non vogliono dire nulla. Essere incensurati che significa? Se ho una pendenza per aver partecipato al G8 ed essere stata nella caserma Diaz sono una persona esecrabile?

E il non aver alcuna tessera di partito è garanzia di onestà o del non aver mai voluto partecipare alla vita politica del Paese?

Ad esempio, se uno lavora gratis da anni all’interno di un partito , credendoci ,volontariamente, senza percepire alcun compenso davvero è peggiore di chi si è fatto sempre i cazzi propri?

E poi che avranno di diverso questi uomini nuovi?

Quelli che fino ad ora si sono dedicati alla politica erano corrotti all’origine o si sono corrotti ( secondo Grillo..non secondo me…) strada facendo? Allora perchè gli adepti di Grillo non dovrebbero corrompersi?

Come ho più volte detto io non credo nelle grandi virtù democrazia e meno ancora in quelle della  nostra democrazia.

Il mio vangelo è : Sudditi. Manifesto contro la democrazia - Massimo Fini - Marsilio.

In questo libro è scritto:

La cosa più seria sarebbe recuperare la democrazia diretta, che era stata immaginata da Rousseau e praticata, prima delle sue teorizzazioni, dalla comunità di villaggio nel Medioevo europeo. È la sola condizione perché la gente torni a governarsi da sé e a decidere, nei limiti della condizione umana, il proprio destino, senza ricorrere alla truffa della rappresentanza che innesca poi tutte le altre. Una democrazia diretta che, rispetto al radicalismo di Rousseau, temperi il potere della maggioranza, proprio secondo i migliori dettami del pensiero liberaldemocratico, in modo che la mitica “volontà generale” e la bizzarra pretesa che un popolo abbia un destino, che un falso unanimismo o individui più dotati di altri sarebbero in grado di interpretare, non diventino ancora una volta un’altra forma di totalitarismo.

Il computer e Internet, con la loro immediatezza, con la possibilità di intervenire “in tempo reale” renderebbero praticabile, secondo alcuni, la democrazia diretta anche in uno Stato moderno o addirittura nel Superstato mondiale che si profila all’orizzonte della globalizzazione economica.

Sono pie illusioni. Democrazia diretta non significa solo decidere tutti insieme, ma avere consapevolezza di ciò che si decide e conoscenza della materia su cui si decide, come le aveva il contadino della comunità di villaggio grazie al campo ristretto su cui si muoveva.

E così Grillo vorrebbe farci amministrare da incompetenti che se ne sono fregati  di noi e della politica fino ad oggi…

Complimenti  signor Grillo, bella idea.

Sono contenta di non aver potuto firmare… attento signor Grillo, il V-day arriva per tutti.

… a bientot

Oggi è l’anniversario della morte di Maria Callas, al solito per renderle omaggio vi invito a sentirla:

http://www.youtube.com/watch?v=AqCmzU6e7-k

6 Responses to “…e Grillo inizia a far confusione”

  1. Maurizio Says:

    Che dibattito sia. Se Grillo dà il suo benestare alla formazione di liste civiche, è perché ingenuamente crede a quel che dice. Qui dunque si apre l’unico vero punto di possibile dibattito: siamo ostaggio di una minoranza di parlamentari corrotti o essi rappresentano degnamente la società italiana?
    Ecco, al contrario di Grillo, io propendo per questa seconda ipotesi. Il Parlamento è composto da analfabeti perchè la società è composta da teledipendenti; il parlamento è il regno della prostata infiammata perchè la società è vecchia; il parlamento è imbiancato di cocaina perchè la società ne consuma a tonnellate, ecc…
    Ciò non toglie che Grillo, da buon Savonarola, dica la semplice verità.
    E’ vero che gli eredi del vecchio Pci si entusiasmano per le scalate bancarie? E’ vero. E’ vero che l’Italia ha subito la volgarità al potere dello psiconano? E’ vero. E’ vero che Telecom, Parmalat, Cirio hanno frodato i risparmiatori con la compiacenza silenziosa dei partiti che finanziavano? E’ vero. E poi c’è tutto il resto: Mastella che prende l’aereo di Stato per andare al Gran Premio (difeso da Bertinotti), Selva che chiama l’ambulanza per farsi portare in uno studio televisivo, Calderoli che provoca morti in Libia, la Gardini che non sa cosa sia la Consob, ecc…
    Vorrei ricordare che “l’antipolitica” di Grillo non è una cosa nuova e soprattutto non è “antipolitica”. Nuova è solo la forma, perchè esprime istanze vecchie un quindicennio. Per il resto, occupa uno spazio che periodicamente ritorna a far parlare di sé. Qualcuno si ricorda cosa accadde in Sicilia dopo gli attentati contro Falcone e Borsellino? Qualcuno si ricorda l’appassionato comizio di Nanni Moretti a Piazza Navona? Qualcuno si ricorda la Bonino che prende il 10% dei voti? Qualcuno si ricorda della popolarità di Segni?
    C’è una crepa sempre aperta nella sinistra italiana. Uno spazio che nessuno di questi soggetti, per motivi differenti, è riuscito a colmare. Ciò non significa che un giorno ciò non accadrà. Quel che per ora è certo, è che, come diceva Nanni Moretti, “con questa classe dirigente non vinceremo mai”.
    Sono vecchi, lontani dal mondo in cui vivono, cresciuti in base a logiche politiche del tutto tramontate, privi di rappresentatività, ignoranti, inaccostabili ai loro padri, inerti, disinteressati alle emergenze sociali italiane, provinciali, ecc…
    C’è un sondaggio su Repubblica.it in cui si chiede al lettore di esprimere un voto sulle risposte che i diversi candidati del Partito Democratico hanno dato alla seguente domanda: “quali radici dovrebbe avere il nuovo partito”? Le risposte danno la perfetta idea della crepa di cui dicevo. Tutta robetta.

    Una cosa su Massimo Fini. L’esaltazione della comunità medievale è risibile. Capisco che un filosofo in cerca di società organica si appassioni a Walter Scott. La storia però è un’altra cosa (e da quello che intuisco, non è territorio suo). A metà ‘800, in corrispondenza delle prime indagini sistematiche sulla storia sociale, si diffuse il mito di queste comunità contadine.
    Una particolare corrente del socialismo slavofilo (i narodniki, “populisti”), arrivò addirittura a sostenere che dai rimasugli orientali esse si potesse saltare la fase borghese dello sviluppo e approdare direttamente al socialismo. Contemporaneamente, erano pienamente attive queste forme di comunità in zone del mondo ancora più arretrate: India, Cina e centro Asia. Non bisognava essere Nostradamus per capire che sarebbero state spazzate via di lì a poco dall’estendersi planetario del capitalismo.
    Invasato dal mito dell’ethos, incapace di apprendere la lezione che da più parti è stata impartita ai populisti russi, Massimo Fini ha dimenticato le uniche due vere forme di potere non frazionato e di delega diretta che la storia recente conosca: la Comune di Parigi (1871) e il Soviet di San Pietroburgo (1905, 1917).
    Evidentemente Fini preferisce l’esaltazione del Burqa (eh già, perchè va in giro anche a dire che non dobbiamo mettere bocca su come si autocostituiscono in comunità le diverse realtà dell’Islam) che gli operai con i fucili in mano. Capisco la logica, una pacca sulla spalla al signor Fini. “Ritenta, sarai più fortunato”:)

  2. F. Says:

    Una piccola considerazione per evidenziare un corto circuito logico nella interessantissima “apertura al dibattito di Maurizio. Cito:
    “Qui dunque si apre l’unico vero punto di possibile dibattito: siamo ostaggio di una minoranza di parlamentari corrotti o essi rappresentano degnamente la società italiana?
    Ecco, al contrario di Grillo, io propendo per questa seconda ipotesi.” Davanti ad una premessa simile chi può garantire che Grillo e le sue liste possano essere una risposta partitica di maggiore qualità. Politicamente hanno esattamente lo stesso peso di un elettorato che potremmo definire classico prendendo per buono il postulato di Maurizio. Perchè queste liste dovrebbero essere meno “speculari” delle attuali?
    Trovo il post di Regard molto interessante perchè ha cercato di guardare un passo oltre, oltre l’entusiasmo, oltre le cause e, forse, anche oltre i gli effetti immediati di un fenomeno. Le crepe dell’antipolitica così come vengono definite ci sono sempre state e in ogni tempo qualcuno le ha riempite. Persone diverse con mastici e cemento differenti. Mani pulite, i referendum, il malcontento del Nord o altre amplificatori mediatici sono stati usati in passato. Grillo ha la rete e, secondo me Grillo punta a divenire la rete. Ne coglie la vertigine di un regno senza volti e che non aveva mai avuto padroni. Lui è una voce sopra le altre ormai. Resto sulle posizioni scettica di Regard. Condivido il fatalismo di Maurizio e mi preparo a difendere la “mia” rete dall’attacco di un comico.

  3. regard Says:

    Io invece contesterò la parte riguardante Massimo Fini , non vi è affatto nel suo libro una esaltazione delle comunità medievali. Sono solo prese come una delle possibilità della applicazione della democrazia diretta. Assolutamente non applicabile ai nostri giorni.

    In realtà l’esempio di democrazia diretta da lui indicata è la popolazione dei Nuer , una civiltà nilotica , che noi definiamo primitiva.

    Certo la sua è una analisi più filosofica che politica.

    Ma credo tu dovresti leggere il libro prima di criticarlo così ferocemente.

    “Scordiamoci che il popolo abbia mai governato alcunchè, almeno da quando esiste la democrazia liberale. Se c’è qualcosa che fa sorgere nell’anima di un liberale un puro sentimento di orrore è il governo del popolo”. M. Fini
    a bientot

  4. Maurizio Says:

    Sono d’accordo con F. che precisa il concetto già espresso da Regard.
    Fatta però da parte l’ideuzza di fare piccole liste civiche, rimane da discutere il pertinente, ovvero i temi per cui il comico genovese si sgola.
    C’è un enorme spazio a sinistra su questo. Tale spazio, secondo me (a mio “modestissimo avviso”, ma io sono uno di quelli che pensa che una persona che vota a destra non può per forza di cose essere una bella persona. Uno che a livello indiretto manda dell’Utri in parlamento dovrebbe evitare Chiese, catene di solidarietà, addirittura commuoversi per una canzone. Uno così dovrebbe vivere dei consumi culturali che gli spettano: le canzoni degli 883, il solarium, studio aperto, ecc…), coincide con le voci soffocate della parte “sana” della società. Non sono semplici operai, insegnanti, impiegati statali, imprenditori, ecc… Sono giovani coppie senza asili nido, ragazzi senza la possibilità di andarsene da casa, malati senza assistenza, studenti fuorisede, adolescenti senza sport, militari senza equipaggiamento adatto, negozianti vessati dalla camorra, automobilisti in coda sulla salerno-reggio, muratori e carpentieri immigrati, programmatori senza lavoro, ingegneri a 1000 euro al mese, ricercatori obbligati a leccare il culo, insegnanti senza la possibilità di imporre la propria autorità (le famiglie dei bulli sono sempre compiacenti dei propri pargoli), vecchietti invalidi, operatori di call center, ecc… ecc… ecc…
    E’ gente che urla contro il cielo tutte le sante mattine. Non è la maggioranza della società (come pensa Grillo), è’ semplicemente quella parte che permette la bella vita a tutti gli altri. Prima o poi si sveglierà e andrà a banchettare a casa della Santanché. Nel frattempo, passerà per l’ufficio di D’Alema e si prenderà la soddisfazione di lasciarlo senza i mocassini di pelle di coccodrillo.

  5. Maurizio Says:

    Vero, ma non ho tempo per Fini che rimesta il rimestato. Non perchè non mi piacerebbe perdermi in ciò che scrive, ma perchè sono obbligato a dare una precedenza a ciò che leggo. “Feroce” è una parola che userei in altri casi. Non criticherò più un libro che non ho letto.
    Sono stato preso alla sprovvista perchè Fini, purtroppo, l’ho sentito parlare e ho ben presente ciò che dice. In ogni caso, esaltazione delle comunità medievali o meno, non mi sembra un contributo originale a quanto già detto nei tre secoli che ci precedono.

  6. crash Says:

    Il grillo produce il suo ben noto verso battendo le ali una contro l’altra; più alta è
    la frequenza dei battiti, più acuto il verso. Una credenza popolare, diffusa nelle aree rurali di vari paesi, sostiene che il grillo batte le ali tanto più velocemente, ed emette quindi un verso tanto più acuto, quanto più fa caldo. Di conseguenza na persona allenata nell’ascoltare il frinire dei grilli, sarebbe capace di stimare piuttosto accuratamente la temperatura dell’aria, e quindi di prevedere il tempo (e infatti, in ogni paese di campagna c’è qualche vecchietto che dice di riuscire a farlo…). C’è anche la dimostrazione scientifica eh.

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