registro per i blog
Qualche giorno fa Beppe grillo denunciava nel suo blog l’ennesimo tentativo della politica di mettere le mani sul web.
In realtà parlava di un decreto legge, meglio, dell’articolo 7 del decreto legge del 12 ottobre che prevede:
l’iscrizione al Roc, registro degli operatori di comunicazione, per chi svolge «attività editoriale su Internet ». Cioè (art. 5) ogni attività di «realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali… anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative». (da La Repubblica)
Naturalmente questo è bastato a scatenare le reazioni del popolo di internet:
Tra i blogger lo sconcerto e la rabbia montano e scatta perfino una petizione con 600 firme in un giorno. Massimo Mantellini ( Manteblog) parla dell’Italia come di «una landa tecnologicamente depressa». E Giuseppe Granieri, autore del libro «Blog generation » di «una norma inapplicabile e pericolosa che va contro la grammatica della rete, aperta alla libera interazione». Roberto D’Agostino ( Dagospia) è indignato: «Neanche in Cina c’è una legge così. Questo è un Paese dove i giornalisti possono finire ancora in galera per diffamazione. Io ho ricevuto decine di querele per diffamazione e vengo già equiparato a un editore». Luca Sofri ( Wittgenstein): «Diffido dagli eccessivi allarmismi di chi vede i blogger in galera, ma queste regole rigide sono una sciocchezza. I reati devono essere puniti ovunque siano commessi, in strada, sui giornali o sui blog. Detto questo, già ora non c’è affatto licenza di diffamazione in rete». (La Repubblica)
Non credo che questo paragrafo del decreto legge passerà, si sono già schierati contro Verdi, Rifondazione , Rosa nel Pugno e persino Di Pietro.
Burocratizzare la rete è quanto di più ridicolo si possa immaginare. La bellezza della rete consiste infatti nella sua libertà assoluta , nella sua interazione , nella creatività che solo lo spontaneismo garantisce.
E tra l’altro il governo ha fatto marcia indietro:
Marcia indietro a tutta velocità. «L’allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato: il disegno di legge sull’editoria, proposto dalla Presidenza del consiglio e approvato una settimana fa in Consiglio dei Ministri, va corretto perchè la norma sulla registrazione dei siti internet non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive».
Meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato. Riconosciuto l’errore - conclude Gentiloni - si tratta di correggerlo. E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla presidenza Levi a volerlo fare». ( ministro Gentiloni dal Corriere della Sera)
bene…speriamo sia stata una tempesta in un bicchier d’acqua e ricordatevi che la libertà non è mai troppa…
*** Qualche giorno fa è stato il venticinquesimo anniversario della morte di Beppe Viola , giornalista sportivo ma anche scrittore ed umorista.
Io voglio ricordarlo con alcune delle sue battute più celebri:
* Era uno che per sembrare un genio avrebbe dovuto essere completamente diverso
* A certa gente quello che la frega è la mancanza d’ignoranza!
* Giampiero Galeazzi parla un inglese degno del miglior Alberto Sordi
* Lei è mai stato innamorato?». «No, ho sempre fatto il benzinaio
e invitarvi a sentire quelli che…
October 22nd, 2007 at 12:41 pm
Io credo che tale decreto parta da presupposti errati. La rete è già sorvegliata dalla polizia postale, la quale possiede i mezzi per rintracciare chi si rende colpevole di reati sul web. Inoltre la legge punisce chi lo fa.
Non vedo dunque la necessità di restringere l’accesso ad internet, né il bisogno di rendere più severe le pene per chi sbaglia online.
E poi scusate… ma quale assurdo governo prima libererebbe i delinquenti minori (si fa per dire…) attraverso l’indulto, per poi mettere in prigione chi diffama qualcuno su internet?
Non vi pare un po’ incoerente, per non dire di peggio?
August 13th, 2008 at 11:22 am
Hello to members of this site please to have joined your forum.