violenza sulle donne

 Il 24 novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne e a Roma ci sarà una grande manifestazione.

«È una missione di civiltà non tollerare, anche nel nostro Paese, la più drammatica delle rimozioni verso quella che ho chiamato una strage delle innocenti. Parla Barbara Pollastrini. Nel giorno della nascita ufficiale del Forum permanente sulla violenza alle donne, un luogo di dialogo e confronto fra istituzioni, associazioni ed enti locali, e a quattro giorni dalla Giornata internazionale dell’Onu contro la violenza alle donne, il ministro ha ricordato alcune «cifre crudeli» presentate martedì al Consiglio d’Europa a Roma. «Cento milioni solo in Africa le bambine che subiscono mutilazioni genitali. Nel mondo una donna su tre è vittima almeno una volta nella vita di violenza fisica, sessuale o psicologica. Nella stessa Europa del benessere la violenza - dice la Pollastrini - uccide più del cancro». «Milioni di donne sono vittime - continua il ministro - di vecchi e nuovi fondamentalismi. Di persecuzioni odiose. Di vessazioni intollerabili. Lo ripeto da tempo: contro tutto ciò nessun relativismo etico è permesso. Nessuna giustificazione».  (Corriere della Sera)

Che dire ? Pare che per noi donne il tempo si sia fermato.  Mentre il mondo va avanti il comportamento della società nei confronti della donna si è cristallizzato al medioevo. Eppure addirittura un Concilio ha stabilito che abbiamo un’anima…

Ci sono dei dati che fanno paura:

In Italia, negli ultimi dodici mesi, un milione di donne ha subito violenza, fisica o sessuale. Solo nei primi sei mesi del 2007 ne sono state uccise 62. Altre 141 sono state oggetto di tentato omicidio, 1805 sono state abusate, 10.383 sono state vittime di pugni, botte, bruciature, ossa rotte.

Non sto parlando di posti lontani, avete letto bene : in Italia!

A cosa è dovuta questa situazione? Noi donne andiamo a metterci in situazioni pericolose? No , perchè il 62% dei crimini avviene in casa o per opera di persone conosciute…

Il problema non è come viviamo o come  vestiamo noi, ma il problema è come ci vivono i maschi:

 Gli uomini dell’associazione “Maschileplurale”, per esempio, che aderiscono alla manifestazione romana. “Sì, gli uomini devono farsene carico. La violenza è un problema loro, non delle donne - dice Clara Jourdan, della “Libreria delle Donne” di Milano, storico luogo del femminismo italiano - Sarebbe ora che cominciassero a interrogarsi sulla sessualità e sul perché dei loro comportamenti violenti. E riconoscere l’altro, il maschile, potrebbe essere utile anche alle donne”. (La Repubblica)

A questo punto inutile cercare colpevoli , i colpevoli siamo tutti noi e la visione distorta del rapporto uomo /donna, è il momento di avere il coraggio di operare un grande cambiamento culturale, è il momento di abolire ogni rapporto di sopraffazione e di imparare il rispetto verso l’altro.

Comodo è individuare nell’immigrato il colpevole dei nostri guai… quanti di questi maschi che fanno le ronde notturne nelle città a caccia di fantasmi rispettano le donne? Prendiamo atto che la maggior parte dei crimini contro la donna è legata alla sessualità maschile. Al disprezzo dell’uomo nei confronti delle donne.

basta considerarci oggetti…magari belli ..ma oggetti.

a bientot

11 Responses to “violenza sulle donne”

  1. UnaDi141 Says:

    Pesta la moglie…..

    Dopo anni di vessazioni celate tra le mura domestiche è finito in manette……
    L’uomo stato arrestato dai carabinieri…..
    …lesioni personali volontarie aggravate…
    …nei confronti della moglie…
    I militari sono intervenuti… in seguito alla richiesta di aiuto…da parte.. figli… minor…
    Più volte ha minacciato la moglie di morte…

    Così inizia un articolo che dovrebbe segnare la fine di un incubo…la fine…
    In realtà questo è solo l’inizio di un altro incubo per molte donne che si vedono quasi negati i diritti che le spettano, e questo solo perchè sono mogli.
    Comincia un viaggio nei gironi dell’inferno burocratico.
    Vieni sbattuta da un avvocato ad un altro, nessuno ha voglia di impelagarsi in una tale bega.
    Finalmente ne trovi una che ti da un po di speranza, badate speranza ma nessuna certezza.
    Ti dici finalmente un’avvocatessa cazzuta!
    Ma…
    Bisogna fare….per ottenere…per ora solo fumo.
    Passano i giorni, diventano mesi…
    Ti aspetti aiuto dalle istituzioni. ma prima si deve fare…i fondi per ora non sono sufficienti…
    Hai paura non sai quando l’orco uscirà di prigione, ma tu non hai diritto di sapere nemmeno quando sarai di nuovo un bersaglio vivente.
    Intanto tu ti devi prendere cura dei figli, devi pagare le bollette, devi fare i conti con tutti i casini economici che ti ha lasciato, ma tutti ti dicono che devi aspettare…
    Ma come aspettare?
    E i figli che mangiano? L’affitto, le bollette e la spesa chi le paga?
    Perchè uno stipendio non basta per viverci in tre persone.
    Telefoni, rompi le scatole, ma bisogna aspettare perchè i tempi sono lunghi…
    Ci sono associazioni che aiutano è vero. ma per ottenere aiuto devi essere in emergenza.
    Traduco per chi non lo sapesse, le associazioni intervengono solo se sei in pericolo, ossia se ti sta minacciando, o peggio pestando di nuovo…
    Ma chi lo sapeva già sa che anche le forze dell’ordine intervengono solo se lo colgono sul fatto,
    perchè la legge italiana non arresta un orco che picchia e maltratta una moglie se non lo vede…
    Mi chiedo come è possibile che in uno stato come il nostro, dove si riconoscono diritti a tutti, vengano negati i diritti ad una donna solo perchè è una moglie?
    Non parliamo poi dei cosiddetti servizi sociali, loro dopo mesi ancora non sono intervenuti…
    Due minori, una moglie, un orco…
    E quello che sembrano chiedersi tutti è : perchè è ancora dentro?
    PERCHE’?
    Nessuno si domanda ma quella donna come sta tirando avanti?
    E i minori come stanno?
    E, domanda mai fatta da nessuno, la moglie come sta portando avanti i figli?
    Mi fa incazzare sapere che le donne che si trovano in questa realtà in Italia sono davvero tantissime, molte di più di quello che si potrebbe credere.
    Stanno cambiando le leggi è vero, ma ancora la situazione è tragica.
    Mi spiace non ho trovato le risposte ai molti quesiti che ho posto, come credo che non le abbiano trovate le molte donne che si trovano in una situazione simile, e il senso d’impotenza è grande….Ma se hai un pizzico di fortuna incontri sul tuo cammino qualcuno in grado di darti speranza, e la spinta giusta per cambiare la direzione della tua vita, e decidi di partire per un’avventura…….
    Grazie per essere al mio fianco………..Ti voglio bene.

  2. regard Says:

    Ho pianto leggendo il tuo racconto, pianto di rabbia, pianto di dolore. Ma voglio credere alla tua stessa speranza, voglio che la tua vita cambi e che nessuna donna debba più vivere quel che hai vissuto tu … posso solo essere al tuo fianco moralmente , vorrei fare di più. Ti ammiro per il coraggio che hai dimostrato . Grazie per esserti fidata di me. Anche io ti voglio bene… e sarò pronta se avrai bisogno di me.

  3. maurizio Says:

    E’ davvero imbarazzante quanto sia in salita la strada del progresso. Dalle leggi coraniche (infibulazione) alle violenze private (stato di diritto) c’è uno spazio che comprende diversi secoli di civiltà. Eppure siamo sempre lì, costretti a riniziare ogni volta di nuovo, a cercare un modo per imbrigliare la bestialità umana (in questo caso maschile). Sarebbe bello risolvere tutto nel comandamento dei comandamenti: “ama e fa ciò che vuoi”. Invece ti si stringe il cuore a sapere che la società in cui vivi lascia a spasso i più deboli, li costringe a diventare eroi, ad accettare l’inaccettabile per non dover morire. Schifo questo uomo e se potessi mi dimetterei dalla categoria. Mi sento inadeguato e retorico anche nel lasciare questo commento. Si dice che una testimonianza vada sempre data. A me sembra che le parole in tali casi servano daverro a poco. E’ come spazzare via il mare con una scopa. Difficile trovare un senso.

  4. maurizio Says:

    davvero

  5. UnaDi141 Says:

    Caro Maurizio,
    grazie per le Tue parole servono a dissipare un pò dell’omertà che c’è quando si parla di queste tematiche, e aggiungono speranza in me.
    Io non mi sognerei mai di giudicare l’intera categoria maschile, anche perchè l’aiuto principale mi è arrivato proprio dalla vostra categoria, so di quanta generosità siete capaci.
    Io volevo solo portare in superficie un problema che troppo spesso viene tenuto tra le mura domestiche.
    Per favore ogni volta che hai/avete voglia scrivete, i vostri commenti servono a rendere la mia voce più forte.
    In un mondo che ormai sente poco e in maniera ovattata un coro potrebbe fare la differenza nelle scelte di una donna che si trova ancora stretta nella “morsa” del terrore.
    Voglio ringraziare anche te ragard per avermi dato il luogo e l’opportunità per esprimermi.
    Ti ringrazio soprattutto per le parole che hai avuto nei miei confronti, potrebbe sembrare assurdo ma a volte il muro più alto e difficile da superare in queste situazioni è quello che innalzano le altre donne che ti stanno intorno perchè non vogliono vedere o sentire, e quando “fai esplodere la bomba” mascherano la loro indifferenza con frasi del tipo: sembravate così uniti…che non mi sono accorta di nulla.
    Scusate ma mi viene da ridere….
    Una si presenta a lavoro piena di lividi,…”ma non mi sono accorta di nulla”…
    regard grazie!

  6. F. Says:

    Beh, a parte sottoscrivere il post di Regard, il sentito commento di UnaDi141 e quello di maurizio direi che sia utile scrivere il numero istituito dal ministero delle pari opportunità e delle politiche sociali.

    1522

    F.

  7. regard Says:

    Ho parlato spesso della mancanza di solidarietà fra donne, ne ho scritto spesso.
    Anche il fatto che l’unico commento sia di un maschio un po’ mi infastidisce (a lui sono grata…pochi maschi hanno il coraggio dell’autocritica). Credo sia un po’ a causa della mancanza di abitudine della maggior parte delle donne ad esprimersi in pubblico e un po’ paura di guardare. Non vorrei mai pensare fosse solo indifferenza… io chiedo alle donne che ci hanno lette di esprimere la loro opinione, di raccontare la loro esperienza o , anche , di lasciarti solo un messaggio di solidarietà. Come scrissi in un altro post, chiedo alle donne di esprimersi… spero che le mie lettrici non mi deludano. Mi rendo conto di quanto bisogno hai di solidarietà e come sarebbe bello se non ti sentissi più sola. Una persona accanto è molto ma , come dici tu, un coro sarebbe assai meglio. Grazie a te e grazie davvero

  8. regard Says:

    Il mio commento e quello di F. si sono accavallati ma trovo lui abbia fatto una cosa giusta ricordandovi l’ 1522.
    Il “1522 Antiviolenza Donna” è un numero telefonico gratuito dedicato al supporto, alla protezione e all’assistenza delle donne vittime di maltrattamenti e violenze.
    Spero nessuna di noi ne abbia mai più bisogno ma è giusto ricordarvelo.

  9. isa Says:

    Eccomi. La zia Isa non poteva mancare. Già ieri mentre leggevo le cifre su Repubblica mi sentivo sgomenta e pensavo alle polemiche delle emancipate donne occidentali sulle vessazoni subite dalle donne musulmane e lo sdegno dei maschi civilizzati occidentali nei confronti dei loro simili “arabi”. Mi ha sempre fatto tristezza questo non credere fosse possibile a noi. Io ho sempre pensato che in ogni mondo le donne abbiano dovuto e debbano sempre difendersi, nascondersi, subire. Eppure leggendo la tua storia, UnaDi141, ho pensato che davvero non fosse possibile e che l’orrore fosse troppo forte per poterlo accettare. Bisogna parlarne, bisogna denunciare, discutere. Non so come sia possibile uscire da questo orrore e ogni mia parola sembra banale e inutile.
    Voglio però ringraziarti per quello che hai detto e per come lo hai detto. C’è tutto il dolore del mondo, la stanchezza e la disillusione , ma anche l’orgoglio e la dignità che vorrei fosse propria di ogni donna.

  10. regard Says:

    Ho pensato molto a questa storia e mi sono resa conto , anche grazie a Maurizio, che la cosa peggiore di queste vicende sta nella “banalità del male”, ovvero, la normalità di coloro che perpetrano il male. Se fossero mostri , sarebbe più comprensibile, ma sono le persone che ci circondano , che magari abbiamo amato, che conosciamo bene. Persone che vivono una vita normale, il mattino vanno a lavorare, vedono gli amici , vivono la vita di tutti. Persone che sono tutto fuorchè anormali ed è questo che mi spaventa. E’ questo che mi sgomenta. Persone che sono quasi inconsapevoli del crimine che compiono, che non si sentono peggiori per averlo compiuto. Perchè hanno l’incapacità di pensare. Dice bene Isa quando dice che la soluzione è parlarne, denunciare, discutere. Non arrendersi alla ” banalità del male”. Voglio terminare la mia piccola considerazione con le parole di Hanna Arendt:la mia opinione è che il male non è mai ‘radicale’, ma soltanto estremo, e che non possegga né la profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare tutto il mondo perché cresce in superficie come un fungo. Esso sfida il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, andare a radici, ed nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua “banalità”… solo il bene ha profondità e può essere integrale.” Mi dispiaccio che le donne che mi leggono non abbiano voluto esprimere la loro opinione. Evidentemente, per una donna che ha coraggio , mille altre preferiscono fingere di non sapere. Ed è una colpa.

  11. isabel Says:

    Ciao.

    Ti invito alla mia mostra inserita nella Rassegna “DIA SOTTO LE STELLE” che si terrà a Malpensa Fiere ( Busto Arsizio, via XI Settembre, 16 ) venerdì 3 ottobre 2008 dalle ore 20,30 alle ore 24,00. Proseguirà Sabato 4 ottobre dalle 15,30 alle 24,00.
    Ti aspetto.

    Grazie

    Isabel

    “Carletti, altro che gesto d’amore”, dilaga la protesta
    Le parole di padre Igino Ciabattoni, che ha definito un gesto d’amore l’aggressione di Bruno Carletti ai danni dell’ex moglie hanno sollevato commenti e proteste. Su quotidiani, settimanali e siti web molti lettori esprimono la loro indignazione

    Home Macerata
    prec
    Contenuti correlati
    “Ma noi difendiamo padre Igino”
    “Carletti narcisista e depresso”: il perito illustra i risultati
    Libertà vigilata per Carletti: potrà uscire dalla comunità
    Il 3 ottobre si apre il processo Carletti

    Macerata, 24 luglio 2008 -Quotidiani, settimanali e siti internet: le parole di padre Igino Ciabattoni, che ha definito un gesto d’amore l’aggressione di Bruno Carletti ai danni di Francesca Baleani, sono rimbalzate ovunque, sollevando commenti e proteste. Nella sua intervista al Carlino, il responsabile della comunità Croce Bianca ha parlato di un amore estremo, cieco al punto da diventare persino violento, omicida.

    Prima l’Unità, poi Panorama hanno ripreso l’intervista al religioso, stigmatizzandola come un evidente tentativo di giustificare la violenza ai danni delle donne. Da lì, le frasi di padre Igino sono state riportate in numerosi blog su internet. Tra questi uno intitolato ‘Shadow’s Tale’: “Padre Ciabattoni dice che la signora non troverà mai uno che l’ami così tanto. E meno male. Se non l’avesse amata, cosa le avrebbe fatto, la tortura dei Mille Coltelli?”

    L’autrice si indigna anche all’idea che Francesca Baleani sia stata costretta a mesi di cure a sue spese, mentre l’accoglienza di Carletti nella comunità è a titolo gratuito. Seguono una serie di commenti, da chi si dichiara senza parole a chi attribuisce questi comportamenti alla cultura del ‘profondo sud’, o al maschilismo genericamente dominante in Italia.

    Su ‘ Di tutto di più’ invece, il cui autore si firma solo come Natalino, si ironizza su questa interpretazione del tentato omicidio: “Vado a dare una manica di botte alla Mire’, prima che pensi che non le voglio bene. Se la pesto per bene mi sarà eternamente grata”. Anche qui seguono numerosi commenti dei lettori. Molti esprimono solidarietà a Francesca Baleani, altri si augurano che chi la pensa in questo modo possa trovare altrettanto amore.

    Ancora, su ‘Yahoo Answers’ una ragazza sollecita un dibattito sulle parole dell’intervista. In questo caso, i frequentatori del sito risultano piuttosto anticlericali, e su questo si concentrano numerose risposte. Secondo alcuni, ad esempio, la Chiesa non accetterebbe la parità fra uomini e donne, e le parole di padre Igino ne sarebbero una conferma.

    L’intervista risulta ripresa da numerosissimi altri blog, attraverso link e richiami che l’hanno diffusa ovunque.
    Francesca Baleani ha anche ispirato un’artista brasiliana che vive in Italia, Isabel Lima, che sulla storia ha realizzato un video, con un’intervista alla maceratese e altre immagini, proiettato da un monitor montato in un cassonetto. Il video si trova sul sito ‘Youtube.com’.

    Paola Pagnanell

Leave a Reply