poesie del venerdì
Dentro lo scrigno ho uno specchio lucente.
Mi piace far riflettere la luce in quello specchio lucente;
Ma nello specchio lucente non posso far riflettere nulla:
Come faccio riflettere provo il crepacuore.
Fan Yun

Sono già centinaia i ricordi nel mio cuore di forestiero,
È ancora lunga migliaia di li la strada del mio viaggio solitario.
Il fiume si oscura: sta per piovere;
Le onde si fanno bianche: comincia a tirare vento.
Lievi volano
non portati dal vento.
Lievi cadono
non sfiorando la terra.
In ridda confusi, danzano
nel limpido spazio:
sì che libero vaga
il mio pensiero.
Di giorno in giorno
invecchiamo invano.
Anno per anno
la primavera torna.
Rallegriamoci ancora
al vino della coppa;
a che piangere i fiori
che volano.
Wang Wei
Passano gli anni
svanisce il roseo volto,
col passo del dolore
s’imbianca la mia chioma:
allo specchio, stamane,
di quello scrigno aperto,
mi credei un altro,
incontrai un ignoto.
Com’è difficile vedersi,
così è difficile congedarsi,
il vento d’Oriente è illanguidito,
i cento fiori sono appassiti.
Solo quando il baco di primavera muore,
s’esauriscono i fili di seta,
solo quando la candela si è consumata,
inaridiscono le sue lacrime.
Di mattino, allo specchio, provo dolore
dei capelli mutati alle tempie,
di notte, recitando i versi,
devi sentir freddo al chiarore della luna.
Da qui al Monte Pengshan, la via non è molta,
l’uccello azzurro cercherà di rintracciarti per me.
Li Shangyin
a bientot
