poesie del venerdì

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In qualche luogo i sogni diventeranno realtà.
C’è un lago solitario
illuminato dalla luna per me e per te
come nessuno per noi soli.

Lì la scura bianca vela spiegata
in un vago vento non sentito
guiderà la nostra vita-sonno
laddove le acque si fondono

in un lido di neri alberi,
dove i boschi sconosciuti vanno incontro
al desiderio del lago di essere di più
e rendono il sogno completo.

Là ci nasconderemo e svaniremo,
tutti vanamente al confine della luna,
sentendo che ciò di cui siamo fatti
è stato qualche volta musicale.

Fernando Pessoa

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Caro, dammi parole di fiducia
per te, mio uomo, l’unico che amassi
in lunghi anni di stupido terrore,
fa che le mani m’escano dal buio
incantesimo amaro che non frutta…
Sono gioielli, vedi, le mie mani,
sono un linguaggio per l’amore vivo
ma una fosca catena le ha ben chiuse
ben legate ad un ceppo. Amore mio
ho sognato di te come si sogna
della rosa e del vento,
sei purissimo, vivo, un equilibrio
astrale, ma io sono nella notte
e non posso ospitarti. Io vorrei
che tu gustassi i pascoli che in dono
ho sortiti da Dio, ma la paura
mi trattiene nemica; oso parole,
solamente parole e se tu ascolti
fiducioso il mio canto, veramente
so che ti esalterai delle mie pene

Alda Merini

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“Togli quella maschera d’oro ardente
Con gli occhi di smeraldo.”

“Oh no, mio caro, tu vuoi permetterti
Di scoprire se i cuori sian selvaggi o saggi,
Benché non freddi.”

“Volevo solo scoprire quel che c’è da scoprire,
Amore o inganno.”

“Fu la maschera ad attrarre tua mente
E poi a farti battere il cuore,
Non quel che c’è dietro.”

“Ma io debbo indagare per sapere
Se tu mi sia nemica.”

“Oh no, mio caro, lascia andar tutto questo;
Che importa, purché ci sia fuoco
In te, in me?”.

William Butler Yeats

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a bientot

e così il governo è caduto. Non ho nulla da rimproverare a Prodi. Anzi. Grazie per averci provato. Grazie per aver lavorato in condizioni impossibili. Grazie per aver lasciato andar via Mastella. Grazie per aver fatto quello che era possibile fare.

3 Responses to “poesie del venerdì”

  1. isa Says:

    A proposito di poesie del venerdì, che apprezzo sempre molto eh.., ho letto che la poesia che ha citato Mastella non è affatto di Neruda , ma una bufala che da anni circola in Internet. Che figura! ( con la u alla milanese però!)

  2. regard Says:

    ciusca… (con la u milanese…) un omino così colto dici che ha sbagliato? Avrà sofferto di concussioni… mah…

  3. regard Says:

    “Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine”, diceva ieri il senatore dell’Udeur, ma non sapeva di essere caduto in una bufala che gira da anni su internet. Il testo della poesia è di Martha Medeiros, giornalista e scrittrice brasiliana nata nel 1961. Da anni passa come una catena di sant’Antonio dalle caselle di posta elettronica ai blog

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