Condenadme, no importa, la historia me absolverá.

Fidel Castro abbandona la guida di Cuba dopo 49 anni. Per molti un tiranno per me un uomo che ha avuto coraggio , che ha lottato contro il mondo intero , che ha creduto in un ideale ed ha tentato di mettelo in pratica.

Ora il lider maximo se ne va. Meglio di molti dei nostri  politici.

Immagino non sia stato  facile governare un ‘isola povera e colpita dall’embargo. Ma nel bene e nel male (ovvero : comunque la pensiate) , Fidel è stato un protagonista della nostra storia.

Qualsiasi cosa ne pensiate  io lo ringrazio per ogni bambino che ha mandato a scuola, perchè Cuba è l’unico Paese dell’America Latina che non ha bambini di strada, perchè la mortalità  infantile a Cuba è più bassa di quella negli Stati Uniti. Lo ringrazio per la sua campagna di alfabetizzazione, per gli ospedali ,per la ricerca farmaceutica. Per non aver favorito il culto della personalità. Per averci provato. 

Lo saluto con una sua citazione:

  • Il peggiore dei sacrilegi è il ristagno del pensiero.
  • Chissà se la storia lo assolverà davvero. Io l’ho più che assolto.

    a bientot

    4 Responses to “Condenadme, no importa, la historia me absolverá.”

    1. maurizio Says:

      E’ ovviamente un post poco obiettivo.
      Culto della personalità? Negli ultimi 50 anni Fidel è stato ogni singolo giorno in tv a propinare ai cubani i suoi comizi fiume. I suoi connazionali non hanno diritto a sapere nulla di quanto avviene oltre le coste dell’isola. Conosco cubani che sono venuti a vivere in Italia e che fino al giorno prima avevano un’idea del nostro paese mutuata dai film americani (i film, quando non censurati, sono l’unica forma di immagine che hanno del resto del mondo).
      Ringrazio anch’io Fidel per l’istruzione e la sanità. Lo ringrazio meno quando sento raccontare delle ragazze cubane che scambiano la loro carica sessuale per gli agi della vita da turista; lo ringrazio meno per il fatto che sta provocando un disastro monetario (il pesos che usano i cubani non vale nulla, tutto ormai sembra ancorato al valore della moneta che usano i turisti), lo ringrazio ancora meno per il proliferare del mercato nero, per tutti i cubani che sono morti perché costretti a scappare sulle zattere, per essersi abbassato ad essere strumento della lotta tra imperialismo russo e americano (puntare i missili su Washington significa portare l’umanità a rischio estinzione).
      Fidel ha sempre pensato che Cuba fosse l’avanguardia del progresso nel mondo. La storia, più che assolverlo o condannarlo, riderà di lui.

    2. isa Says:

      vorrei consigliare a Maurizio la lettura del libro “Le bambine dell’Avana non hanno paura” di Bianca Pitzorno.
      Non è sempre come la stampa occidentale ti fa credere Maurizio.
      Ricordati che noi stiamo dall’altra parte, insieme a quelli che fanno loro l’embargo

    3. regard Says:

      Maurizio, uno come te dovrebbe saper andare oltre i luoghi comuni. Cuba non è il paradiso. Ma neppure l’inferno che tu dipingi. Te lo dice una che c’è stata e non in un villaggio turistico spagnolo o italiano a Varadero. Quanto alle prostitute… conosco prostitute romane… è colpa del Papa? A bientot
      Ah… per quanto riguarda i missili … li tolse Chruščёv, con parecchio buon senso, nonostante avesse i missili americani puntati contro. Fosse stato per il tuo eroe John Fitzgerald Kennedy ora non avrei un blog…non dimenticare che sempre il tuo eroe approvò l’invasione di Cuba fallita miseramente, grazie al popolo cubano , alla baia dei porci. Maurizio… Fidel non ha una statua a Cuba e neppure una Via… Non è un eroe e neppure un mago. Solo uno che ha fatto del suo meglio…in condizioni proibitive

    4. maurizio Says:

      Noto una certa ipersensibilità alle argomentazioni che richiamano i fatti.
      Kennedy non è un mio eroe e non lo è nemmeno Cruscev. I morti sulle zattere esistono eccome. I cubani che si arrabattano vendendo al mercato nero il pesce pescato il giorno prima, esistono eccome. I cubani che sono fagocitati da una tremenda crisi monetaria, esitono eccome. I cubani che non possono frequentare ragazzi stranieri se non dichiarando ad un poliziotto che sono “fidanzati”, esistono eccome.
      Non sono mai stato a Cuba ma conosco, per altre ragioni, decine di ragazzi cubani. Molti dei miei amici hanno trascorso periodi di vacanza a Cuba presso le famiglie di questi ragazzi.
      Questo non significa che sanità ed istruzione rendano merito del governo di Fidel. E questo non significa che tali meriti siano notevoli. Tuttavia, parlare di socialismo, di faro dell’america latina, ecc… è assolutamente fuori luogo.

      Preciso infine una cosa. Non ho parlato di puttane ma di “ragazze cubane che scambiano la loro carica sessuale (aggiungo “santissima”) per gli agi della vita da turista”. So che a molte ragazze italiane dà una certa soddisfazione parlare di “turismo sessuale”. Se non altro perchè, coerentemente con una mentalità cattolica assai più radicata di quel che sembra, hanno la tendenza a concepire il sesso non come appagamento ma come “scambio” (ti dono la dote).
      Allora sarò più chiaro. Le ragazze cubane hanno il pregio di stare a questo mondo e di darla per piacere, più precisamente per il piacere di sollazzare il loro punto G o qualcosa che gli sta vicino. Distanti ere geologiche dai canoni eugenetici della stragrande maggioranza delle ragazze italiane, a letto si divertono e basta. Non la danno per sentirsi principesse, per sentirsi il compimento del destino di una vita altrui, per il senso di credito che gli dà il solo fatto di darla, per impalmare un uomo che considerano all’”altezza” (quale altezza?), per un malinteso senso dell’amore, quando non peggio per il portafoglio, l’automobile, la promozione, il solitario, lo status implicito nel formare una coppia. Insomma, fatta esclusione dei casi menzionati, gli unici che secondo me configurano la prostituzione in senso stretto, sono tutto fuorché puttane. Il meretricio, il sesso per motivi che esulano di molto dal piacere e dall’affetto, appartiene solo a noi.

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