fotografato il punto “G”
Fotografato il «punto G» su parete vagina
Un ricercatore italiano lo ha localizzato con un semplice esame diagnostico
Si torna a parlare del celeberrimo «punto G», l’area della vagina che sarebbe fondamentale per l’orgasmo femminile. Il professor Emmanuele Jannini Docente di Sessuologia Medica, dell’università de L’Aquila, lo ha «fotografato» in un gruppo di donne individuandolo in un piccolo ispessimento della parete che divide la vagina dall’uretra. Le donne che hanno questo particolare anatomico sarebbero quelle in grado di avere il cosiddetto ” orgasmo vaginale” (Corriere della Sera)
Ollè! Adesso sì che siamo più serene. Il punto G esiste! Risolto uno dei più grandi misteri del piacere femminile. Ma chi se ne frega della politica… della fame nel mondo… di tutte queste sciocchezze! Adesso sappiamo che oltre all’orgasmo clitorideo noi ( o forse alcune di noi …mah) abbiamo la possibilità di un orgasmo vaginale… che progressi fa la scienza! Prima avevamo orgasmi “ignoranti” (vergogna!) ! Avessero fotografato la fenice o l’idra… sarebbe stato meno importante. Sapere è potere! Peccato che non abbiano considerato il potere della mente… non è questione di clitoridi o punti G, il piacere nella donna è legato essenzialmente al coinvolgimento mentale ed è questo segreto che i maschi dovrebbero conoscere per darci piacere! Altrimenti, mentre loro toccheranno il punto G individuato ormai con certezza ,noi continueremo a pensare alle bollette del gas! Però ho paura a rivelare questa cosa. Non vorrei che da domani si mettessero a frugare il nostro cervello in cerca del punto F…
Ah … dimenticavo , da oggi sarà lecito insultarsi fra donne con un bel : Io ce l’ho e tu no!
Ci sono giorni nei quali mi sento soffocare .
Col tempo si accumula troppa roba: oggetti, ricordi, emozioni, doveri.
E’ proprio una sensazione fisica. Il “troppo” incombe e mi schiaccia.
Isa dice sempre che nella vita bisogna viaggiare leggeri. Ma cosa buttare?
Faccio enormi scatoloni di tutto. Vestiti, souvenirs, emozioni, paure, dolori.
Li chiudo perfettamente. Li ripongo in angoli nascosti.
Ma ci deve essere qualcuno che a mia insaputa , approfittando della mia distrazione, li apre.
E allora appena mi sento leggera ecco ricomparire il vestito rosso. Sono certa di averlo riposto nello scatolone ed averlo sigillato eppure è qui.
E con lui ecco ricomparire la paura della gente. La tristezza di un addio. L’esame di maturità. La matrioska.
Ed io mi sento soffocare. Schiacciata dal peso di tutta questa roba che mi porto appresso.
Ci sono giorni nei quali , forse, non dovrei scrivere post.
A bientot


February 21st, 2008 at 4:49 pm
Sono innocente…giuro! Mai frugato in cerca di vestiti rossi…
Baci.
Gff
February 22nd, 2008 at 12:31 am
I vestiti rossi sono ribelli. Non si sa mai quando possono risbucare e neppure da dove! ahahahahah… baci!