ansia con attacchi di panico
Da sempre ho un rapporto controverso con i Baustelle, ci sono loro canzoni che adoro ma a volte mi paiono solo desiderosi di raggiungere la fama , cosa per altro lecita, ma io amo gli artisti puri ,quindi un po’ mi infastidiscono. Nel nuovo CD ho sentito questa canzone :
Una canzone nata contro il panico
Un esorcismo, un tocco di voodoo
Un modo per allontanare il baratro
Senza ansiolitici, senza lo xanax
Come cani in autostrada
Come in cerca della roba
Avere la visione della morte
Fottere tutto e naufragare
Mettere gli stivali e farli andare
Correre per non arrivare
Amare il rogo, amare il suo bruciare
Sopra il palco illuminato, o nel deserto
Mettersi a cantare un inno rock and roll
à la Lee Hazlewood
Una canzone nata contro il panico
Contro l’angoscia e la carestia
Una preghiera contro l’inquietudine
Contro l’orrore e il vuoto quotidiano
Come santi sebastiani
Come bestie sugli altari
Avere la visione della morte
Fottere tutto e naufragare
Mettere gli stivali e farli andare
Correre per non arrivare
…
questa canzone mi ha riportata ad uno dei periodi più atroci della mia vita.
Ho sofferto di ansia con attacchi di panico.Non ne parlo volentieri. Non ne parlo mai.
E’ una malattia assurda, immotivata , che ti costringe a comportamenti innaturali .
Se qualcuno di voi ne ha sofferto capirà. Gli altri non andranno neppure vicini all’orrore.
Una malattia che non è davvero riconosciuta come tale quindi nessuno ti compatisce. Nessuno si spiega perchè tu non possa far cose semplici come attraversare una piazza. Entrare in un negozio .
Spesso all’orrore degli attacchi di panico si aggiungono una serie di fobie come l’agorafobia ,la claustrofobia …e nel mio caso la vergogna sociale. Quindi nessuno si è mai accorto di un mio attacco di panico. Morivo ma in silenzio.
Esisti solo tu … e la malattia. Il mostro. Tu lotti e lei vince.
Tu ti costringi in spazi sempre più ristretti che ti paiono sicuri. Ti tormenti . Ti chiedi il perchè.
Ricordo di aver pianto moltissimo in quel periodo. Mi odiavo.
Tutto era funzionale alla malattia. E la paura più grande era che gli altri mi scambiassero per una pazza.
Durante un attacco di panico io mi ripetevo un mantra per staccare il cervello da quel che mi stava accadendo. Cercavo di fuggire dal luogo dove il panico mi aveva assalita. Speravo di morire perchè tutto finisse.
Poi come è arrivata la “bestia” se ne è andata. Senza motivo.
E’ rimasta la paura.
Non ne parlo mai. Mi spaventa il parlarne. Mi pare un modo per evocarla. Ma questa canzone dei Baustelle mi ha riportata a quei momenti.
E ho deciso di parlarvene . Non so perchè.
a bientot
Una canzone per Sanremo
Cetto La Qualunque
http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Chetempochefa^7^61248,00.html
February 27th, 2008 at 10:34 am
Lotta dura…senza paura!
Chi non ha paura non ha anima….
Un bacio affettuoso.
Gff
February 27th, 2008 at 11:57 am
“E la paura più grande era che mi scambiassero per pazza”: chi ti dice che ancora non sia così?:))))))))))))))))))
Panico? Calma, molta calma, come dice Walter ne “Il Grande Leboski”: “sono tutti dilettanti, una massa di dilettanti” :))))