parliamo …parliamo…parliamo

Un ragazzo è morto ad un rave-party e così abbiamo ripreso a parlare di droga.

Siamo ciclici. Non riusciamo a tenere presenti tutti i problemi contemporaneamente. Adesso ci occupiamo di droga, ne parliamo come fossimo esperti. Conosciamo persino i prezzi..come fossimo pusher.

Guardiamo i dati:

 Nell’ultimo anno aumento dei morti (da 551 a 589). Due estremi: la più giovane vittima aveva 16 anni, la più anziana 71. E la droga assassina per eccellenza rimane l’eroina (234 decessi su 551). Riduzione del 4,9% del totale di droghe sequestrate (31,6 tonnellate); crescita vertiginosa dei sequestri di ecstasy e altre droghe sintetiche (+193,67%); aumento delle persone segnalate all’autorità giudiziaria (+6,68%). In particolare: 27.490 arrestati, 7.305 denunciati, 443 irreperibili (totale 35.238, di cui il 9% donne).

Ieri abbiamo guardato i dati del turismo sessuale… domani guarderemo quelli dei morti sul lavoro…

Parliamo ..parliamo…parliamo…

I ragazzi continuano ad andare ai rave-party… a schiantarsi la domenica mattina…

Ma noi siamo esperti.

Sappiamo che il vero problema non è la droga , l’eccesso di alcol o di velocità… il vero problema sono i ragazzi…

allora guardiamo i ragazzi…

raccogliamo dati…

facciamo tabelle… li conosciamo a menadito…

parliamo… parliamo..parliamo…

certo i ragazzi stanno male… hanno valori sbagliati…colpa della scuola… della famiglia…della televisione…dei video- game… di Marilyn Manson…

Davvero la Banca centrale ha detto che c’è pericolo di inflazione?

Ma dove?

Bisogna consulti le tabelle… Bisogna mi documenti…

a bientot

4 Responses to “parliamo …parliamo…parliamo”

  1. maurizio Says:

    C’è poco da dire. Ci vanno perché gli piace andarci. Ci vanno perché, come tutte le generazioni precedenti e quelle che verranno, godono dello sballo. Ogni tanto ci scappa il morto. Come è accaduto. Come accadrà. D’altra parte la vita non può essere normata dai precetti pedagogici dei sopravvissuti, ovvero di chi dà consigli a posteriori (i cosiddetti adulti). La vita è vita perché esiste il rischio, l’imprevisto, la tragedia. Il fenomeno si può e si deve combattere (anche perché lo sballo te lo devi conquistare, se no che sballo è?). Rimane però intatto il dna antropologico dei giovani, quella ricerca di un confine che nessuno - né la legge, né i genitori, né la scuola, né i preti - potrà mai scippare loro.

  2. regard Says:

    concordo parzialmente con te. Ma il mio post voleva mettere in evidenza come in realtà nessuno si occupi davvero dei problemi. Ci accontentiamo di saperne parlare… ce ne occupiamo il tempo giusto per essere attuali… ma ..cercare soluzioni è una cosa che lasciamo ad altri. Peccato che questi altri nessuno sa chi siano…

  3. maurizio Says:

    Oggi ho visto la foto del “primo uomo incinto” della storia (www.repubblica.it). Dire che è un’immagine al di sopra del supremo e raggiungibile schifo, è dire poco. Dove arriverà l’egocentrismo e l’egoismo umano?
    Sono pedofilo? No, non mi curo. Vado a cercare sollazzo in Cambogia.
    Sono transessuale? No, non accetto che a causa di questo stato non posso avere figli. Devo sconvolgere me e gli altri pur di seguire la mia soddisfazione.
    Come se essere donna e mamma non comporti a sua volta sacrifici e rinunce. Come se avere un normale rapporto eterosessuale non significhi anche fare dei compromessi. No, l’ideologia del “diverso” è tutto e subito. Tutto a me. Tutto ora.
    Spero che almeno il destino si vendichi di queste anime maledette.

  4. bea Says:

    diooooo perrrrrrchèèèèèè

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