per la mia bambina di farina

-starei ore a mangiare i pomodorini rossi, quelli con un diametro non
superiore ai due centimetri. ad osservarli. davvero. sono buoni e
interessanti. se li mordi lasciandone tre quarti ancora intatti scopri che
sono a scomparti verticali. con una pallina rossa di polpa al centro verso
l’alto e in torno una decina di semini minuscoli disposti a raggera, gialli.
il pomodoro è la verdura più dissetante che conosca. verdura ho detto. non
se ne esca con uno stupido e poco attento commento del tipo “pure il
cocomero è molto dissetante” perchè il cocomero è frutta, cazzo. è frutta.-
nel volto dottore seduto dall’altra parte della scrivania balena un sorriso
che sparisce subito, come se fosse stato illuminato da una battuta però
prudentemente preceduta da una cosa ancora più sensata e sveglia. in effetti
il dottore aveva pensato al cocomero.
-eppoi il cocomero mi fa schifo. se vuoi magiarlo devi stare un’ora a
togliere tutti i semini neri e viscidi che lo abitano… come zecche,
pidocchi.-
il dottore sospira, si passa una mano fra la barba ispida e avanzata da tre
giorni sulla sua faccia. si guarda le mani e aspetta invano in una risposta
adeguata alla domanda che gli aveva posto. ma nulla, lui se ne sta li, con
dei vecchi jeans della levi’s consumati nelle tasche e rotti sulle
ginocchia, delle all star rosso scure e logore e una maglietta gialla con
l’immagine del film trainspotting, come quella del poster. è steduto su una
sedia scomoda e bassa, così si tiene appoggiato sulla punta dei piedi con le
cosce sollevate dalla sedia. nelle mani tiene un fazzoletto di carta ormai
distrutto e per metà ridotto a pallini appoggiati sul ginocchio destro.

poi,
la dolcezza delle sue labbra la sente già la sente a chilometri di distanza.
quando di notte chiude gli occhi la vede avvicinarsi e baciarlo li sulle
labbra. ma quando il pensiero si dilata Beatrice scompare e affonda in un
mare di schifo dove mille dottori son li che lo obbligano a farlo scoprire.
e genitori stronzi che lo convincono a restare col culo fermo in quella
cazzo di casa.

ma,
il fatto è che se tu leggi le sue pagine poi non le capisci se dietro a
quelle pagine non sai che c’è una vita, come i soldati, continui a sparare a
quei cosi verdi perchè alla fine non lo sai bene che dietro al lucido da
scarpe in faccia e agli anfibi e alle tute mimetiche c’è una persona. che
magari ha il raffreddore oppure mal di stomaco. come te. pure tu hai mal di
stomaco, ma magari lo dici.

-dottore, se uno le vuole vendere un cazzutissimo sacco pieno di pane o un
sacco di farina, lei cosa prende? cosa prende? dico, solo un testa di cazzo
prende il sacco di pane, con il sacco di pane lo mangi e basta. e basta. e
magari il pane manco ti va più. dottore, lo sanno tutti che fra un sacco di
farina e un sacco di pane si prende la farina. la farina sta alla base,
dalla farina nasce tutto. dico, cazzo. fatti suoi dottore se ha preferito il
pane. no, perchè io ho la farina e la terrò come la cosa più bella che abbia
mai tenuto fra le mani.-

da piccolo gli scacchi giocavano con me,
Giovanni

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