essere felici

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E’ una splendida giornata di sole. Sono seduta su una panchina del “mio” parco.

Il cielo è azzurro di un azzurro assoluto… abbastanza raro a Milano… qua e là nuvolette simili a  quelle dipinte dai bambini.  Carine , coreografiche.

Il prato sul quale è posta la mia panchina è verde.

Ma di un verde quasi irreale.  In mezzo al verde brillante macchie di margherite  ergono il capo orgogliose della loro semplice bellezza.

Gli alberi sono pieni di germogli ed alcuni di loro superbamente fioriti. L’albero accanto alla mia panchina ha minuscoli fiorellini bianchi. bellissimi.

Una leggera brezza smuove i miei capelli.  Tiepida.

Nei prati del parco corrono bambini sorridenti. Tutte le panchine sono occupate . Pensionati che prendono il sole sfogliando la Gazzetta dello sport,  una coppia di innamorati che scambia effusioni, due ragazze che parlano animatamente ma non distinguo i loro discorsi. Una signora si siede accanto a me . Parliamo del tempo. Convinte.

Valuto l’utilità dell’ovvio.  Sorrido.

Penso che la panchina sia l’equivalente dell’ascensore in città.

Cani giocano fra loro.  Uccellini cinguettano.

Sento il calore del sole sul viso.

Chiudo gli occhi , respiro forte.

Mai avrei immaginato che la felicità fosse qui.

In questo parco.

In un pomeriggio di sole.

Seduta semplicemente su una panchina.

a bientot

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je n’ai jamais écrit

croyant le faire

je n’ai jamais aimè

croyant aimer

je n’ai jamais rien fait

qu’attendre

devant la porte

fermée

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