poesie del venerdì

Getsemani
 
Tutta quella notte camminai da solo e piansi.
Strappai una rosa e l’abbandonai a terra.
Il mio cuore era piombo: tutta quella notte
in ascolto per sentire un terribile suono.
 
Un albero si piegò e rugiada gocciò dalla sua chioma,
la terra era calda; l’alba arrivò solenne.
Mi misi lungo disteso sull’erba e là
pronunciai il tuo nome ma mi rispose il silenzio.
 
Arna Bontemps (1902 - 1973)

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Sogno a occhi aperti
 
Io sogno a occhi aperti
e, che sia notte o giorno,
sogno incessantemente.
E sopra le sconvolte
schiume dell’ampio mare,
in mezzo alle increspate
arene del deserto,
lietamente montato
sul collo sottomesso
di un possente leone,
monarca del mio petto,
vedo sempre fluttuare
un bimbo che mi chiama.
 
José Martì (1853 - 1895)

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La notte lava la mente
 
La notte lava la mente.
 
Poco dopo si è qui come sai bene,
fila d’anime lungo la cornice,
chi pronto al balzo, chi quasi in catene.
 
Qualcuno sulla pagina del mare
traccia un segno di vita, figge un punto.
Raramente qualche gabbiano appare.
 
Mario Luzi (1914 - 2005)

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 La bolla di sole
 
Ogni volta che l’amore
     ti chiama
     e mi separa da te
la parte più recondita
     del mio corpo
si perde
     in una piccola bolla
     di Sole
che fluttuando nel Cielo
     crea translucidi
mondi
     dove scoppiano
altre piccole bolle
     che non vedrò mai
 Miguel Barbosa

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 Poesia in A maggiore
 
stupendo Amore AmAre il mAre
e vivere soltanto d’Amore
e mAre
e mirAre sempre il mAre
con Amore
mAgnifico morire
Ai piedi del mAre d’Amore
Ai piedi del mAre d’Amore morire
ma sempre mirAndo il mAre
con Amore
come se morire
siA soltanto non mirAre
il mAre
o terminAre di AmAre
 
Jorge Eduardo Eielson (1924)

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Non vedono se stessi gli spazi turchini
 
Non vedono se stessi gli spazi turchini,
e nel freddo perenne sono limpidi, puri,
non vedono se stesse le montagne nevose,
il fiore non vede la propria bellezza.
 
Ed è dolce sapere, vagando nei boschi
oppure scendendo da un viottolo alpestre,
che la natura si entusiasma di se stessa
coi tuoi occhi insaziabili.
 
Stepan Petrovic Scipacev (1899 - 1980)

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a bientot


 

 

7 Responses to “poesie del venerdì”

  1. pd Says:

    Oh che belli quei fiori bianchi: cosa sono?

  2. isa Says:

    Bellissima questa canzone. Brava.
    Pd come fa a sapere che fiore è, scarica le immagini da internet.
    Ciao Admin, con affetto

  3. admin Says:

    ahahahah… questa storia dell’admin inizia ad innervosirmi… chiederò all’admin vero come tornare me stessa. I fiori sono quelli di una varietà esotica di magnolia e sono in un giardino bellissimo che costeggio andando a prendere le sigarette…(sono una serie di fratelli che hanno le villette lungo la via e credo facciano a gara a chi impreziosisce di più casa e giardino…adoro abitare in un paese piccolo perchè posso far di questi pettegolezzi… ). regard

  4. maurizio Says:

    La storia dei fratellini mi colpisce. “Parton dal pratino e vanno fino al cielo, han più parabole sul tetto che san marco nel vangelo”: questo scriveva il vecchio Frankie NRG quando era ancora ispirato. I fiori sono forma. La sostanza non cambia.

  5. admin Says:

    :)

  6. admin Says:

    ops ….un altro admin …aiutoooooooooooooooooo

  7. admin Says:

    ahahahahahah… aiuto , ridammi il mio nomeeeeeeeee

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