diario
Monday 30 June 2008Mi sveglio e il primo pensiero è per le sigarette.
Ieri sera c’è stata una cena in giardino e, come sempre, persone che non fumano da venticinque anni , dopo una cena in giardino sentono l’esigenza di fumare una sigaretta…
Casualmente sono rimasta l’unica fumatrice di tutto il palazzo quindi il mio povero pacchetto si è esaurito nello spazio di una decina di confidenze e racconti giovanili dei miei interlocutori. Racconti su come e perchè hanno smesso di fumare …ovviamente!
Ho dormito male , fa caldo , l’ultima cosa della serata è stato un messaggino al cellulare davvero sgradevole…
E ora sono sveglia, di cattivo umore e senza sigarette. Sono le otto. Non mi resta che andarle a comprare.
Percorro una via assolata e semi-deserta , in fondo vedo i cancelli della villa comunale aperti.
C’è una mostra sul centenario dell’Inter… mi sento investita del compito di visitarla da generazioni di parenti che non ci sono più . Sono stata portata allo stadio da zii, cugini di terzo grado , vicini di casa, fin dalla primissima infanzia. Ora fra gigantografie di Facchetti e bandieroni nerazzurri sento di rendere omaggio a loro e non alla mia squadra del cuore.
Attraverso il parco della villa, fotografo rose. Compro le sigarette . Compro il giornale. Torno in centro , mi siedo ad un tavolino all’aperto.
Sono circondata da solaresi di adozione. Figli della prima ondata migratoria degli anni cinquanta. Tentano un dialetto stentato e buffo. Mi chiedo se siano loro che votano la lega. Migranti che non tollerano altre migrazioni.
Padri pellegrini che dopo ever eliminato gli autoctoni ora difendono il territorio.
Leggo il giornale.
Berlusconi inizia il solito lamento estivo. Lui che ha barche, ville , vulcani finti, deve lavorare mentre la sua famiglia gode di tutti i suoi beni. E siamo stati noi a volerlo! Siamo stati noi a costringerlo… Ce lo fa sempre notare. Se lo fischiamo dice : mi avete invitato voi. Se non condividiamo alcune leggi dice : mi avete votato voi… Siamo responsabili di tutto! Se non chiedesse a Gheddafi il segreto per restare al potere tanti anni ( domanda sbagliata all’uomo sbagliato..viene quasi da ridere…) finiremmo per credere davvero al sacrificio che l’unto del/dal Signore sta facendo per noi… ma così è chiaro che è uno che chiagne e fotte.
Quanto alle intercettazioni abbiamo già perso di vista il vero problema . Non ci preoccupiamo più dell’immoralità delle telefonate ma ci preoccupiamo della correttezza morale delle affermazioni di Di Pietro.
Apprezzabile e puntuale è l’intervento dell’On. Bossi che fa notare: “Meglio noi del centrodestra che andiamo con le donne, che quelli del centrosinistra che vanno con i culattoni”… la classe non è acqua … la comprensione del nocciolo del problema neppure…
Non ci resta che attendere la pubblicazione di una telefonata piccante fra il cavaliere ed una donna con le physique du role, che si vocifera ora sia ministro, per sapere quanto si paga nel centrodestra per andare a donne…
La Santa sede teme la vittoria dei democratici negli Stati Uniti… speriamo sia a causa del “relativismo morale” dei democratici e non del colore della pelle del candidato… con sti Papi tedeschi non ci sarebbe neppure da sorprendersi.
Fa caldo, quel caldo umido che accorcia il respiro e fa sentire il corpo pesante. Decido di tornare a casa. Mi fermo un attimo in piazza a guardare una mostra di motociclette d’epoca …
Uno stato d’animo contrastante mi pervade. Da una parte il piacere di vivere in un posto piccolo che offre piccole cose ma dà serenità e certezze. Con la gente che mi conosce e mi sorride. Dall’altra la consapevolezza che forse anche questa è la brutta gente che ha reso brutta l’Italia.
Fa caldo ed io sono confusa…
a bientot
Pubblico un pezzo della lettera che Antonio Di Pietro ha inviato a Beppe Grillo:
Caro Beppe,
ci sono momenti nella vita delle nazioni in cui i cittadini devono fare delle scelte. Momenti in cui non si può più fare finta di niente e continuare a credere che, in fondo, nulla veramente cambierà. Le leggi che continuamente vengono proposte dal nuovo Governo sono un attentato alla democrazia. Se passano, vincerà il regime e perderà, per un tempo indefinito, la democrazia. Non c’è bisogno dell’esercito per togliere la libertà ai cittadini. E’ sufficiente manipolare l’informazione e, grazie a questa, farsi eleggere in Parlamento. Quindi legiferare contro la Costituzione, contro l’indipendenza della magistratura, contro la sicurezza dei cittadini, contro la libera informazione. Una legge dopo l’altra.
Cosa distingue un primo ministro di una democrazia da un dittatore? Il vero tratto distintivo è l’impunità assoluta del dittatore. Quando Silvio Berlusconi l’avrà ottenuta l’Italia sarà, a tutti gli effetti, una dittatura. Sorprende come opinionisti autorevoli abbiano potuto accreditare Silvio Berlusconi di qualità di statista e come una parte della stessa opposizione abbia creduto di poter avviare con lui le riforme istituzionali. La storia di Berlusconi parla per lui. I suoi innumerevoli processi, la condanna per corruzione giudiziaria del suo avvocato Cesare Previti per la Mondadori, la sua appartenenza alla P2, l’occupazione abusiva delle frequenze di Rete4. L’elenco è interminabile come i danni subiti a causa sua dal nostro Paese. Mi riferisco soprattutto allo spegnersi della coscienza civica, della morale, dell’etica. All’esempio devastante che Berlusconi ha offerto alla nazione e alle giovani generazioni in quasi venti anni, un esempio aggravato dalla sua impunità. Una situazione simile a quella dei ragazzi nei paesi del Sud che ammirano il camorrista o il mafioso locale.
Il Consiglio dei ministri di oggi, 27 giugno 2008, ha approvato il DDL per garantire l’impunità alle prime cariche dello Stato durante l’esercizio del loro mandato, che diventano quindi più uguali degli altri cittadini di fronte alla legge. Nelle scorse settimane sono state presentate dal Governo leggi che definire vergogna è insufficiente. E’ più corretto chiamarle eversive e criminali in quanto minano le basi dello Stato e favoriscono i delinquenti.
La sospensione dei processi per un anno serve a evitare la possibile condanna di Berlusconi al processo Mills di Milano. Altri centomila processi saranno bloccati per reati che vanno dallo stupro, alla truffa, al rapimento di minore. La sicurezza dei cittadini, tanto sbandierata in campagna elettorale da Berlusconi e dalla Lega, è sacrificata all’interesse del presidente del Consiglio.
per leggerla integralmente: http://www.beppegrillo.it/
















