poesie del venerdì
Flavio, se l’amor tuo non fosse privo
di grazia e di finezza lo vorresti dire
a Catullo, non sapresti tacere.
Ma certo tu ami qualche puttana
malandata: per questo ti vergogni.
Che tu non giaccia in solitudine la notte,
anche se tace, lo rivela la tua camera
fragrante di ghirlande e di profumi assiri,
il cuscino gualcito da ogni parte,
lo scricchiolare agitato del letto
che trema tutto e non trova pace.
Inutile tacere: non ti serve.
Non mostreresti fianchi cosí smunti
se non facessi un monte di sciocchezze.
E allora quello che hai, bello o brutto,
dimmelo. Voglio con un gioco di parole
portare te e il tuo amore alle stelle.
Gaio Valerio Catullo
Sono logoro di sogni;
Un tritone di marmo, roso dalle intemperie
Tra i fiutti;
E tutto il giorno guardo
La bellezza di questa signora
Come avessi trovato in un libro
Una bellezza dipinta,
Lieto d’aver riempito gli occhi
O l’orecchio sapiente,
Felice d’essere saggio e non altro,
Perché gli uomini migliorano con gli anni;
Eppure, eppure,
E’ un mio sogno questo, o è la verità?
Oh, ci fossimo incontrati
Quando avevo la mia ardente giovinezza!
Ma io invecchio tra i sogni,
Un tritone di marmo, roso dalle intemperie
Tra i flutti.
William Butler Yeats
Licantropia
-
In qualche luogo i sogni diventeranno realtà.
C’è un lago solitario
illuminato dalla luna per me e per te
come nessuno per noi soli.
Lì la scura bianca vela spiegata
in un vago vento non sentito
guiderà la nostra vita-sonno
laddove le acque si fondono
in un lido di neri alberi,
dove i boschi sconosciuti vanno incontro
al desiderio del lago di essere di più
e rendono il sogno completo.
Là ci nasconderemo e svaniremo,
tutti vanamente al confine della luna,
sentendo che ciò di cui siamo fatti
è stato qualche volta musicale.
Pessoa
Vieni come sei, non indugiare a farti bella.
Se la treccia s’è sciolta dei capelli,
se la scriminatura non è dritta,
se i nastri del corsetto non sono allacciati,
non badarci.
Vieni come sei, non indugiare a farti bella.
Vieni sull’erba con passi veloci.
Se il rossetto si disfà per la rugiada,
se gli anelli che tintinnano ai tuoi piedi
si allentano, se le perle della tua collana
cadono, non badarci.
Vieni sull’erba con passi veloci.
Non vedi le nubi che coprono il cielo?
Stormi di gru si levano in volo
dall’altra riva del fiume
e improvvise raffiche di vento
passano veloci sulla brughiera.
Le greggi spaurite corrono agli ovili.
Non vedi le nubi che coprono il cielo?
Invano accendi la lampada della tua toilet -
la fiamma vacilla e si spegne nel vento.
Chi può accorgersi che le tue palpebre
non sono state tinte d’ombretto?
I tuoi occhi sono più neri delle nubi.
Invano accendi la lampada della tua toilet.
Vieni come sei, non indugiare a farti bella.
Se la ghirlanda non è stata intrecciata, che importa;
se il braccialetto non è chiuso. lascia fare.
Il cielo è coperto di nuvole - è tardi.
Vieni come sei; non indugiare a farti bella.
Rabindranath Tagore

Ciò che di me sapeste
non fu che la scialbatura,
la tonaca che riveste
la nostra umana ventura.
Ed era forse oltre il telo
l’azzurro tranquillo;
vietava il limpido cielo
solo un sigillo.
0 vero c’era il falòtico
mutarsi della mia vita,
lo schiudersi d’un’ignita
zolla che mai vedrò.
Restò così questa scorza
la vera mia sostanza;
il fuoco che non si smorza
per me si chiamò: l’ignoranza.
Se un’ombra scorgete, non è
un’ombra - ma quella io sono.
Potessi spiccarla da me,
offrirvela in dono.
Eugenio Montale
L’uragano
L’uragano tutto svelle intorno a me
L’uragano svelle in me foglie e parole futili.
Turbini di passione sibilano in silenzio
Ma pace è sul tornado arido, sulla fuga della stagione delle piogge!
Tu Vento ardente Vento puro, vento della-bella-stagione, brucia ogni fiore ogni pensiero vano
Quando la sabbia ricade sulle dune del cuore.
Anvella, ferma il tuo gesto di statua e voi, fanciulli, fermate i vostri giochi e le vostre risa d’avorio.
A te consumi la voce insieme col corpo, secchi i profumo della tua carne
La fiamma che illumina la mia notte, come una colonna e come una palma.
Infiamma le mie labbra di sangue, Spirito soffia sulle corde della mia kôra
Che si levi il mio canto, puro come l’oro di Galam.
Léopold Sédar Senghor
Nike
Sei come la Nike di Samotracia a Parigi
o insonne amore:
anche ferito, con lo stesso ardore
tendi le braccia mutilate e voli.
MARIA PAWLIKOSWKA

Il mio futuro
Il capriccio di un attimo
mi ha rubato il futuro,
messo insieme a casaccio.
Voglio rifabbricarmelo piu’ bello,
come l’ho sempre pensato.
Ricostruirlo su terreno solido
(le mie intenzioni).
Risollevarlo su colonne altissime
(i miei ideali).
Riaprirvi il passaggio segreto
dell’anima mia.
Rialzargli la torre scoscesa
della mia solitudine.
Edith Sodergran
a bientot






July 25th, 2008 at 12:51 am
Beh, dato l’argomento di stasera approfitto dell’angolo della poesia per riportare un frammento dell’Ode al Chinotto, da “La daga nel loden” di Lella Costa… (…si lo so che le poesie del venerdì sono un post serio… perdonooooooo):
…
Lui sicuramente di sinistra, schivo e fiero,
ma che non rinnega
la sua precisa identità nostrana, nazionale
e perché no,
perfino popolare…
A volte erroneamente scritto col kappa
da frange di provocatori, lui!
così fiero di essere italiano!
Anche se le sue origini arrivano da lontano…
Americano, infatti per parte di padre -
un Ginger-ale anonimo, rude e testardo,
unico beveraggio non alcolico
[...]
Laggiù conobbe lei, e la rese madre.
Coppia stupenda : lui frizzante, eccentrico,
e lei mediterranea, una vera
e nera
China -
calda, sincera e riservata insieme ma sensuale-
Il loro amore esplose come un botto.
Ne nacque Lui, e fu chiamato
après Maman,
…Chinotto…
Varia è la vita, affascinante e strana-
separa, unisce…
Suonò più volte la mitica campana, e il Nostro,
appena nato,
fu riportato
nell’italica terra di sua madre, e lì allevato
ed amorevolmente indottrinato,
dalla nonna materna:
gran figura di Spuma, scura e austera…
anarchica ovviamente, e di Carrara,
che gli seppe spiegare l’Ingiustizia
ma anche lo splendor di primavera…
Crebbe così, schivo e gradevole…
Frequentò Seven-Up fasulle ed effimere
per non scordare l’idioma di suo padre ;
ma fu semmai con semplici cedrate …
con certe gazzose venete e interclassiste, ma simpatiche
che trascorse il periodo beato di gioventù,
tra questioni amletiche
tipo la vita, il suo significato…
se possa l’anidride causar coliche…
o se sia preferibile il gelato…
Visse anche gli anni della Grande Passione,
del Grande Freddo e accrescitivi vari;
non capì tutto, li amò molto , ne fu ricambiato,
rivalutato, recuperato…
Amò gli amanti - ne dissetò l’ugole -
Nemico degli yuppies, che lo giudicano -
e non a torto -
un irriducibile…
E’ Lui, sola bevanda omologata
per chi non ne può più delle straniere,
di Coca Pepsi Fanta e altre ancora
troppo pubblicizzate ;
perché se quelle, tanto decantate,
provi a berle dopo fatto l’amore
così fasullo e dolciastro è il sapore
che ti ritrovi la sete dopo un po’ -
ma col Chinotto, col Chinotto no…
E se presi da smanie di modernità
te lo propongono in versione lattina,
tu scrolla il capo e pretendi la bottiglia:
la mitica e un po’ ruvida bottiglia
dalla presa sicura;
che non è comodo stappare a letto, è vero,
e in fondo dentro non ce n’è poi tanto…
Ma se l’amore lo fai per amore,
se non ti piace lo stato poliziotto,
se non ti abboni al Sole Ventiquattrore,
non barare dài: sei un tipo da Chinotto…
Perché si, le bionde colpiscono, le brune restano, però
tutte prima o poi tradiscono…
Ma il Chinotto… il Chinotto
beh, il Chinotto no… ”
July 25th, 2008 at 9:49 am
July 25th, 2008 at 11:13 am
‘giornooooo…
July 25th, 2008 at 3:01 pm
Come va lì su nel Lombardo-Veneto? Fa caldo?
July 25th, 2008 at 4:19 pm
grazie per le parole dei venerdì, gonfiano il cuore a chi annaspa in mezzo a questi giorni
se si potesse usare il dolore per guarire forse anche le ingiustizie sarebbero meno intollerabili
grazie poi a chi si ricorda di senghor
July 25th, 2008 at 9:36 pm
marco…annaspiamo tutti e lo sai. Quanto a Senghor… come non amarlo?
pd..nel lombardo -veneto fa caldo! Nulla di nuovo sotto il sole. Tutto scorre ma
il tempo pare fermo in questa afosa giornata. Sono allegra, di una allegria disperata…
Pizza e chinotto e non ci pensiamo più? Bea oggi mi ha detto che dovrei indire una riunione di blog ma essendo noi degli snob dovrebbe essere una ostricata non una pizzata…hahaha… il cinismo di quella ragazzina a volte mi uccide. Su con la vita… come si dice : la situazione è disperata ma non seria!
July 25th, 2008 at 11:02 pm
Cara Regard,
speravo - chissà perché - che anche dalle tue parti*, come sta accadendo adesso qui, si fosse levasse della brezza a disperdere l’afa.
Sicuramente è meglio essere allegri anche dinanzi alle situazioni disperate - basta che l’allegria non sia causata dal fatto che “il nostro piangere fa male al re, fa male al ricco e al cardinale”…
…e poi, seriamente, finché siamo ancora vivi la partita non è finita ancora, e spesso si lotta meglio quando non si coltivano speranze…
Detto ciò, posso assicurare Bea che non sono uno snob e che non mangio ostriche…
…anzi, io e il mio minicane conduciamo ormai da anni una vita frugalissima e austera, dividendo il desinare (a lui non piacciono i cibi da cane: preferisce mangiare quello che mangio io anche se sono vegetariano, benché debba ammettere che a lui, temendo di malnutrirlo, un pochino di carne la compro…)
…come vedi, quindi, pizza e chinotto non solo vanno bene, ma sono addirittura un lusso sfrenato!
*(cioè più o meno al centro del poligono Lainate-Garbagnate-Cesate-Limbiate-Cogliate-Lazzate-Turate-Mozzate-Canegrate, che mi fa pensare che -ate sia un suffisso cimbro-padano-teutone che in lingua longobarda sta per “luogo dell’hinterland a Nord di Milano”…)
July 25th, 2008 at 11:06 pm
P.S.
Ma nel caso venga indetta una “riunione di blog” come ci si deve vestire? E’ gradito l’abito scuro o (per l’estate) chiaro, o si può venire casual?
July 25th, 2008 at 11:56 pm
in realtà sto fra Cesate, Limbiate, Ceriano, Saronno. Il mio è l’ultimo paese della provincia di Milano prima di quella di Varese e sarà l’ultimo paese prima di quella di Monza… insomma sono una dura perchè vivo in un luogo di confine!!! ahahahah.
Quanto alla tua parca alimentazione … mi pare proprio da snob…ahahahaha
notte pd…
ah … come si chiama il tuo cane? Noi abbiamo tre gatti ( a volte, perchè sono molto indipendenti e tornano a casa solo in caso di bisogno estremo) e si chiamano : Giulio Learco , fratellino ( di Giulio Learco) e Pinca Pallina.
July 26th, 2008 at 1:51 pm
P.S.
Regard ha scritto:
…ah… come si chiama il tuo cane?…
…beh sulla scatola in cui l’ho trovato c’era scritto, con grafia infantile, “Filippo”, ed inizialmente ho congetturato che potesse essere stato chiamato così (oppure che fosse il nome dell’originario proprietario): tuttavia, ho progressivamente abbandonato questo nome e ho incominciato a chiamarlo - visto tra l’altro che pare piacergli di più - in varie maniere onomatopeiche con suffisso -bau, ad esempio microbau (da piccolo) minibau (cresciuto) zerozerobau (quando gli hanno fatto il tatuaggio identificativo, che incomincia per l’appunto con 00) ecc.. credo che consideri “bau” a questo punto il suo cognome…