Archive for August, 2008

facciamo l’opposizione?

Saturday, August 30th, 2008

Abbiamo perso le elezioni.

Prendiamone atto…

Non cerchiamo di infilarci in commissioni Attali… non cerchiamo presidenze Alitalia… non cerchiamo di risolvere i problemi…

Facciamo l’opposizione!

Una opposizione seria. Anche non costruttiva… purchè opposizione!

Sto straparlando?

Forse …

Ma quando leggi che “la Gelmini” taglia fondi e personale ad una scuola già disastrata… ti viene voglia di urlare: Nooooooooo… ed invece cosa trovi nei giornali? La Vezzali che rimpiange il maestro unico …

Basta, facciamo l’opposizione..per favore…

Smettiamola di tollerare tutto e di lasciar parlare solo loro…

Opponiamoci…

Alla festa dei democratici a Firenze hanno invitato solo gente della Lega e del PdL… siccome non hanno tutte le tv e tutti i giornali … dobbiamo invitarli anche nei nostri spazi… si sa mai che riescano a trovare proseliti anche tra di noi..

Basta…voglio fare l’opposizione… l’opposizione maleducata…l’opposizione urlante… insomma… l’opposizione!!!

a bientot

poesie del venerdì

Friday, August 29th, 2008

ALICANTE

Un’arancia sulla tavola
il tuo vestito sul tappeto
E nel mio letto tu
Dolce presente del presente
Freschezza della notte
Calore della mia vita.

PER TE AMORE MIO

Sono andato al mercato degli uccelli
E ho comprato degli uccelli
Per te
amore mio
Sono andato al mercato dei fiori
E ho comprato dei fiori
Per te
amore mio
Sono andato al mercato dei rottami
E ho comprato catene
Per te
amore mio
Poi sono andato al mercato degli schiavi
E ti ho cercata
Ma senza trovarti
amore mio.

I RAGAZZI CHE SI AMANO

I ragazzi che sia amano si baciano
In piedi contro le porte della notte
I passanti che passano
Se li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
E se qualcosa trema nella notte
Non sono loro ma la loro ombra
Per far rabbia ai passanti
Per far rabbia disprezzo invidia riso
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Sono altrove lontano più lontano della notte
Più in alto del giorno
Nella luce accecante del loro primo amore.

IL TEMPO PERSO

Sulla porta dell’officina
d’ improvviso si ferma l’operaio
la bella giornata l’ha tirato per la giacca
e non appena volta lo sguardo
per osservare il sole
tutto rosso tutto tondo
sorridente nel suo cielo di piombo
fa l’occhiolino
familiarmente
Dimmi dunque compagno Sole
davvero non ti sembra
che sia un po’ da coglione
regalare una giornata come questa
ad un padrone?

PARIS AT NIGHT

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L’ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarti queste cose
Mentre ti stringo tra le braccia.

LE FOGLIE MORTE

Oh! Vorrei tanto che tu ti ricordassi
dei giorni felici in cui siamo stati amici
quando la vita era più bella
ed il sole più ardente di oggi.
Le foglie morte si raccolgono.
Tu vedi che non l’ho dimenticato
le foglie morte raccolgono
anche i ricordi ed i rimpianti
ed il vento del nord li porta via con sé
nella notte fredda dell’oblio.
Vedi che non ho dimenticato
la canzone che tu mi cantavi.
E’ mia canzone che ci somiglia
tu mi amavi
ed io ti amavo
e vivevamo insieme
tu che mi amavi
ed io che ti amavo.
Ma la vita separa coloro che si amano
dolcemente
senza far rumore
ed il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti non più uniti.
Le foglie morte si raccolgono
i ricordi ed i rimpianti anche
ma il mio amore silenzioso e fedele
sorride sempre e ringrazia la vita.
Ti amavo talmente tanto che tu eri cosÏ felice
come vuoi che ti dimentichi
quando la vita era più bella
ed il sole più ardente di oggi.
Tu eri la mia più dolce amica
ma adesso non mi resta che il rimorso
e la canzone che tu cantavi,
sempre, sempre la canterò.
E’ una canzone che ci somiglia
tu mi amavi
ed io ti amavo
e vivevamo insieme
tu che mi amavi
ed io che ti amavo.
Ma la vita separa coloro che si amano
dolcemente
senza far rumore
ed il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti non più uniti.

A CHE PENSAVI?

Prima vestita poi rivestita
a che pensavi
svestita

Lasciavo il mio visone al guardaroba
e andavo nel deserto
vivevamo d’amore e d’acqua fresca
Ci amavamo in povertà
mangiavamo i nostri panni sporchi in famità
e sulla tovaglia di sabbia nera tintinnavano
le stoviglie del sole
Ci amavamo in povertà
vivevamo d’amore e d’acqua fresca
io ero la tua nuda proprietà.

GIORNI DI LIBERA USCITA

Il padre e madre di Eva aveva nome Adamo
Un giorno Eva che era uscita dal fianco di Adamo
incontrò Dioniso che usciva dalla coscia di Giove
e lasciò perdere Adamo
E Adamo se ne resta solo con la sua famigliola,
ragazzi e ragazze che vissero malamente
e che ebbero figli numerosi.

J. Prevert

Santanchè … una donna un perchè!

Thursday, August 28th, 2008

Ho fatto anche la rima ma questa donna la merita.

Daniela Santanchè , più nota alle cronache rosa che a quelle politiche, tenta un riavvicinamento al Partito delle Libertà.

Non eletta (in gergo dicasi trombata, ma mi pare brutto…) quale capolista della Destra (neo-formazione nata da una costola di AN e capeggiata da Storace che, uscito malconcio dalla presidenza del Lazio, ha scaricato su di lei il peso di un nuovo partito fascista) si era distinta nella scorsa legislatura per le sue feroci battaglie politiche:

 la riapertura delle case chiuse ( ha affermato più volte di sentirsi un maschio quindi dell’umiliazione della donna -oggetto non le importa nulla) e ,lotta ancor più dura, stabilire chi fra lei e l’on Luxuria ( al secolo Vladimiro Guadagno ) avesse le gambe più belle…

Sempre in equilibrio sui suoi tacchi da dodici la Signora Santanchè alla presentazione del nuovo partito disse peste e corna contro Berlusconi fino ad arrivare alla affermazione che le donne del Pdl  sono delle onorevoli in orizzontale… mentre lei , nonostante fosse l’ossessione di Berlusconi, non gli e l’avrebbe mai data ( ollè…questa è la nuova politica , basta arrovellarsi con ” convergenze parallele”… ora siamo “al me la dai …non me la dai…”).

Immaginiamo tutti Berlusconi che al primo Consiglio dei ministri abbia esclamato :” Dai Tremonti rumpun no i ball con sti stupidad…sunt un om disperà , la Daniela la smola no … “( Caro Tremonti apprezzo moltissimo il suo lavoro, trovo nella sua relazione delle intuizioni geniali e fondamentali per il bene del Paese ma in questo momento sto cercando di trovare un contatto con la signora Santanchè, la cui esperienza politica e intelligenza fuor dal comune non possono mancare in questo consesso di grandi menti)

Inosomma …quel che è detto è detto, anzi, scordato,  ora la Signora desidera dare il suo contributo allo sviluppo della Nazione e tornare nel  partitone,  dice di non aver mai sentito parlare di fascismo … forse c’era qualche cosa a pagina 203 del suo libro di storia del liceo , ma non fecero in tempo a finire il programma…

Lei rivuole il suo posto al sole… chi se ne frega di Storace…del fascismo

Nella vita basta avere un posto al Twiga ed uno in Parlamento e ti senti realizzata…

La  Briatora si indigna… noi stiamo a guardare…

a bientot

Cesare Pavese

Wednesday, August 27th, 2008

Il vino triste

La fatica è sedersi senza farsi notare.
Tutto il resto poi viene da sé. Tre sorsate
e ritorna la voglia di pensarci da solo.
Si spalanca uno sfondo di lontani ronzii,
ogni cosa si sperde, e diventa un miracolo
esser nato e guardare il bicchiere. Il lavoro
(l’uomo solo non può non pensare al lavoro)
ridiventa l’antico destino che è bello soffrire
per poterci pensare. Poi gli occhi si fissano
a mezz’aria, dolenti, come fossero ciechi.

Se quest’uomo si rialza e va a casa a dormire,
pare un cieco che ha perso la strada. Chiunque
può sbucare da un angolo e pestarlo di colpi.
Può sbucare una donna e distendersi in strada,
bella e giovane, sotto un altr’uomo, gemendo
come un tempo una donna gemeva con lui.
Ma quest’uomo non vede. Va a casa a dormire
e la vita non è che un ronzio di silenzio.

A spogliarlo, quest’uomo, si trovano membra sfinite
e del pelo brutale, qua e là. Chi direbbe
che in quest’uomo trascorrono tiepide vene
dove un tempo la vita bruciava? Nessuno
crederebbe che un tempo una donna abbia fatto carezze
su quel corpo e baciato quel corpo, che trema,
e bagnato di lacrime, adesso che l’uomo
giunto a casa a dormire, non riesce, ma geme.

Oggi è l’anniversario della morte di Cesare Pavese…

  « Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi

la fine delle passioni

Tuesday, August 26th, 2008

A Sarzana dal 29 al 31 agosto si svolgerà la quinta edizione del “Festival della mente” al quale interverrano scrittori, filosofi , scienziati , artisti , storici … e l’argomento sarà la creatività.

Il Corriere della Sera pubblica in anteprima l’intervento di Silvia Vegetti Finzi sulla creatività delle passioni.

Ho trovato l’intervento davvero interessante quindi voglio copiarlo per voi, sono certa sarà spunto di considerazioni e riflessioni:

di Silvia Vegetti Finzi

Da sempre le passioni hanno rappresentato il modo più efficace per organizzare e rappresentare le pulsioni erotiche e aggressive dell’umanità. Nella cultura classica le divinità olimpiche impersonavano l’eccellenza delle passioni: nessuno era più iracondo di Zeus, più seduttorio di Afrodite, più geloso di Era. In verità non è mai esistita una società in cui le passioni non fossero controllate, limitate, contrastate da istanze antipassionali come la religione, la morale, l’educazione, le usanze e i costumi, per cui la civiltà, come sostiene Freud, è strutturalmente conflittuale.

Le modalità con cui si governano le passioni variano a seconda delle epoche e dei luoghi. La più efficace sembra quella che ne inibisce, non solo l’espressione, ma persino la rappresentazione mentale, rendendole impensabili. È significativo che la morale cattolica, processando l’intenzione stessa, consideri peccati anche le trasgressioni che avvengono sotto forma di pensieri, parole ed omissioni. Al posto delle passioni rimosse subentrano allora sentimenti, stati d’animo molto più vivibili e socialmente gestibili. Come mostra il teatro classico, le passioni sono improvvise, clamorose, eccessive, coinvolgono il corpo e la mente, richiedono di essere partecipate e testimoniate, raggiungono una climax per poi spegnersi nella catarsi, cioè nella purificazione delle loro componenti distruttive. Possiedono comunque una potenza trasformativa per cui, dopo, nulla rimane più come prima. Di contro i sentimenti sono sommessi, durevoli, talora privi di ogni coinvolgimento somatico, come quando si ascolta una melodia o si ammira un tramonto. Possono essere vissuti in solitudine, non chiedono necessariamente la presenza degli altri, non mirano a sovvertire gli equilibri interni o esterni.

Come tali sono più idonei a una «folla solitaria» anonima, omologata e tecnicizzata come quella contemporanea. Mentre l’Ottocento — che si apre allacciando amore e morte nel Werther di Goethe — ha messo in scena le passioni morali, il Novecento è stato il grande teatro delle passioni politiche. Ora le une e le altre sembrano spente. I romanzi sono stati sostituiti dalla letteratura minima-lista, l’opera lirica è diventata un reperto storico, la politica ha lasciato il passo all’amministrazione della cosa pubblica. Tuttavia il potenziale passionale rimane intatto, racchiuso nella mente e nel corpo in attesa di obiettivi che lo mobilitino, di figure che lo animino, di rapporti che lo condividano. Come utilizzarne le energie trasformative, le capacità creative? Poiché l’uomo non può, come Dio, creare dal nulla, occorre vi sia un ordine precostituito — un modello, una forma, un codice, un sistema — dalla cui destrutturazione possa sorgere un ordine differente, una figura originale, una nuova presenza nel mondo. Ma la tarda modernità è, in tutti i campi, così disgregata e informe da scoraggiare gli atteggiamenti di negazione, di rivolta o di sfida. Ove tutto si equivale, come è possibile mutare l’esistente? I nonni di oggi, la generazione che «ha fatto il ‘68», voleva cambiare il mondo, i loro nipoti si accontentano di cambiare il vecchio cellulare con l’ultimo iPod.

La meta si è immiserita ma la determinazione e lo slancio sono i medesimi. Soltanto che le passioni sono state dirottate sull’avere e l’apparire attraverso immagini suggestive che si sottraggono al giudizio e alla critica. All’adolescente che chiede «come devo essere?» si risponde «così», ricorrendo alla suggestione piuttosto che all’argomentazione. Poiché i riferimenti ideali risultano per definizione irrealizzabili, i ragazzi si confrontano con sentimenti di inadeguatezza ai quali cercano di reagire con comportamenti euforici o rinunciatari, in ogni caso incapaci di conferire senso e valore alla vita. Siamo nell’epoca di quelle che Spinoza chiamava «passioni tristi», contraddistinte da un malessere opaco, da un senso di inutilità e di impotenza che riflette l’appannamento del futuro. Privo di attese di salvezza e di felicità, il domani appare una minaccia piuttosto che una promessa capace di orientare il cammino verso l’età adulta. Infranti gli stampi della tradizione, venuti meno gli esempi edificanti dei santi e degli eroi, l’esistenza richiede a ciascuno di sfuggire all’assedio degli stereotipi e alle lusinghe dell’esibizionismo con il gesto creativo di farsi «narratore della propria storia ». Ma senza una circolazione vitale di idee e di emozioni la creatività non si accende e il gesto innovativo ricade inerme ancor prima di mettersi in gioco.

Da dove cominciare a prendere parola? Sappiamo che qualsiasi racconto ne prosegue uno precedente e, poiché non esiste un inizio assoluto, ogni prima volta è sempre un’altra volta. Per questo mi sembra importante affiancare, alla dominante comunicazione per immagini, la trasmissione di racconti, di storie di vita vissuta, allacciando tra le generazioni il filo di un discorso che veicoli emozioni oltre che dati e informazioni. Se non vengono tradotte in parole condivise, le esperienze passate precipitano nell’insignificanza e nell’oblio mentre la «volontà di dire», per usare una bella espressione di Mario Luzi, mantiene aperto un canale comunicativo che aiuta l’individuo ad uscire dalle strettoie del narcisismo e dell’egoismo proprietario, fondato sull’Io e sul Mio. Il passaggio del testimone da una generazione all’altra consente ai ragazzi di sentirsi membri di una comunità che non è solo fuori ma anche dentro di loro, protagonisti di una storia che non è conclusa e di un futuro che deve essere ridisegnato ricominciando dal punto in cui il discorso si è interrotto e le passioni, come gli dei, hanno abbandonato il mondo.

a bientot

Brunetta… Brunetta

Monday, August 25th, 2008

Se sento pronunciare ” brunetta” penso ai Ricchi e Poveri… invece dovrei pensare alla Cuccarini .

Il ministro Brunetta dice di sentirsi la Cuccarini del governo Berlusconi…  ovvero:

il più amato dagli italiani!

che  AVRA’ MAI FATTO PER ESSERE TANTO AMATO?

Ha fatto quello che noi italiani nel nostro intimo desideravamo venisse fatto!

Tutti noi abbiamo sempre guardato con un misto d’invidia e insofferenza i dipendenti statali e comunali:

posto fisso, nessun tipo di responsabilità, pochissimo lavoro…

Ma nel contempo li dovevamo/dobbiamo comunque trattare con deferenza perchè erano/sono i depositari dei “certificati”… della burocrazia… e si sa, noi italiani diventiamo dei bambini davanti ad una serie di moduli da compilare…

Poi è arrivato  Brunetta ed i sogni dei frequentatori del Bar dello Sport si sono realizzati… i dipendenti dello Stato sono stati messi in riga… ’sti lazzaroni vengono finalmente anche licenziati se è il caso…

Ovviamente le cose non stanno così… i fanulloni dipendenti dello Stato sono in percentuale identica ai fanulloni in ogni altro settore…

Mi preoccupa più un dirigente incapace che cento dipendenti scansafatiche…ma i dirigenti non pagano mai…

Comunque questo “rigore” almeno di intenzioni è bastato perchè Brunetta si sentisse onnipotente ed amatissimo dalle folle, forse gli ha anche permesso di vincere la decennale guerra con Tremonti per dimostrare chi dei due è più intelligente ( ..bella lotta..eh..)

Ieri il ministro Brunetta, tronfio,  ha rilasciato dichiarazioni autocompiaciute e gongolanti…peccato che non si fosse accorto di una buccia di banana…

Alla domanda su quali siano le sue passioni ha risposto::

“Le donne. Sono uno dei complementi più belli della vita”

Gentil mini- ministro Brunetta… complemento sarà lei!

Complemento di Silvio I , complemento di questo sistema degenerato ed impazzito… nano e ballerina contemporaneamente

Lei forse sarà il più amato dagli italiani… ma non ha alcun rispetto per le donne…

E non so che ne pensano le altre donne ma io non la amo davvero…

a bientot

ragazzi…

Saturday, August 23rd, 2008

Il nome è Gals , il target adolescenziale, gli articoli:

 

° Intervista aFederico Moccia ( che se non avesse fatto sufficienti danni ora lancia anche una agenda dal nome “Smocciosa”)

.

 

° Un concerto dei Tokio Hotel raccontato da una lettrice.

.

 

° Se lui è il miglior amico di tuo fratello

.

 

° Test: Ma a scuola come ti vedono ?

.

 

° Un giorno da veline

,

 

Il numero è quello di settembre 2008.

 

Quando mi capita di incappare in una di queste riviste, dopo un poco di stupore e sgomento , mi chiedo sempre se sia vero che ad una adolescente interessino le sorti sentimentali di un tronista illustrate in pagine e pagine di gossip o se la medesima adolescente possa permettersi  gli occhiali glamour che la rivista consiglia al modico prezzo di trecento euro…

 

Ma la mia attenzione finisce inevitabilmente sulla posta . Ma cosa scrivono questi ragazzi? Che dubbi desiderano chiarire?

 

Copio pari pari le lettere che più mi hanno incuriosita, ci sono le lettere che avremmo potuto scrivere tutti:

 

* Salve, sono 1 raga di 16 anni e sn innamorata follemente di 1 raga della mia età…

 

E ci sono le lettere di ragazzine precoci:

 

* Ciao, mi kiamo Sonia, sto con un ragazzo da 4 mesi… adesso devo iniziare le medie e non so come fare

 

Fanno quasi  tenerezza… Ma poi arrivo alla pagina delle domande + hot (scritto proprio così nel titolo)

 

 * Salve dottoressa! Sono Giorgia e ho 16 anni… faccio l’amore ormai da tre anni ( ollamadonna!le esclamazioni sono mie, eh..) e sono stata con diversi ragazzi (non facciamoci mancare nulla!) quando uso il preservativo…

 

* Cara dottoressa ,sn 1 regazza di 15 anni. Ora ho il moroso da 2 mesi della mia stessa età. Spesso quando siamo soli ci troviamo in 1 situazione 1 po’ ambigua ossia siamo molto vicini ad avere rapporti e la mia paura è k  prima o poi succeda xk siamo presi dentro entrambi.

 

E poi una pagina per “urgenti questioni di look” (giuro di aver copiato la definizione)

 

*Ciao Cristina! Ho un grosso grosso ENORME PROBLEMA ! NON RIESCO A TROVARE IL MIO STILE!

.

 

Ovviamente queste son cose che ci fanno sorridere ma mi rendo conto che per una tredicenne possa essere un vero problema non avere unaimmagine…

 

Se ho copiato queste lettere non è per mettere in discussione i problemi di questa età ingrata, neppure quelli delle ragazzine un po’ troppo “spigliate”,

 

Volevo solo mostrare come questi ragazzi abbiano i problemi che ogni adolescente ha incontrato in ogni epoca, come non si differenzino da chi li ha preceduti, in periodi di disinibizione come i nostri continuano ad essere ignoranti in materia sessuale, continuano ad essere infelici in amore e ad avere dubbi sulla propria immagine .

 

L’unica vera differenza con gli adolescenti delle generazioni precedenti è che questi ragazzi non sanno più scrivere!

 

Questi sono ragazzi che si esprimono attraverso gli sms e non conoscono altre forme di scrittura.

 

E la cosa peggiore è che la Direttrice del giornale  pubblica un editoriale che dice:

 

“Sembra ieri quando, con gli occhi chiusi e le dita ke…!”

 

Che certa gente reciti un mea culpa… se i ragazzi sono ignoranti…

 

A bientot

Ps: mentre qui si litiga per le terre  di San Benedetto io mi sono scordata di precisare due cose:

1) questo post è dedicato alla mia splendida Giulia che nonostante i suoi sedici anni non usa alcun gergo giovanile e scrive come Dio comanda…

2) non sono responsabile dei caratteri di regard…odio il nuovo sistema di scrittura ma questo è quello che passa il convento…

 

tempi confusi…

Friday, August 22nd, 2008

La Russia non vuole più collaborare con la NATO  ma Berlusconi telefona al suo amico Putin e soddisfatto dice: “Putin ha capito”… domanda : Che cosa ha capito?

… mah? Tempi confusi…

 

Il Dalai Lama denuncia un massacro di tibetani poi ci ripensa e dice di non essere informato sui fatti…ma come? L’unica divinità in terra non sa quel che accade nella sua terra ?

… mah? Tempi confusi…

 

Berlusconi dice ai magistrati che separerà le carriere come voleva Falcone.  Ma siamo sicuri che quello che sta facendo Berlusconi sia quello che voleva Falcone?

… mah? Tempi confusi…

 

Roma necessita di un parcheggio in centro. Scavare a Roma significa trovare reperti storici. Un archeologo dice che non ci si può fermare davanti ad ogni anforetta… Se non preservano le antichità gli archeologi chi ci deve pensare?

…mah? Tempi confusi…

 

A bientot

va bene… non ce la faccio senza di voi

Thursday, August 21st, 2008

qualsiasi notizia mi fa pensare : potrei parlarne in regard…

ad una madre è stato tolto il figlio minorenne perchè questi aveva la tessera di rifondazione comunista… orrore… ne parlerò in regard!

Berlusconi fa una telefonata amichevolea Putin… che  cazzaro (termine caro a Bea..)…ne parlerà in regard!

Le donne si stanno facendo onore alle olimpiadi, se continua così fra quattro anni lasceremo a casa a i maschi… ne farò un post sorridente in regard!

… ma io non ho più regard!

Ed invece no!

Io ci sono , ho scoperto di avere mille cose da dire… spero voi abbiate la pazienza di ascoltarle!

Regard c’è, è vivo… poi non ce la faccio senza di voi!

Buongiorno a tutti…

regard

Le parole più usate in regard

Tuesday, August 19th, 2008

Berlusconi: Piccolo uomo , archetipo della parodia dell’industriale milanese. Deve la sua fortuna all’edilizia , sia come libero muratore in meno libera loggia massonica che come costruttore di Milano 1/2/…723, tutte rigorosamente con laghetto dei cigni. Agli inizi degli anni ottanta ebbe la felice intuizione che “la televisiun la te indurmenta me un cujun” (la televisione tende a sopire il tuo livello di capacità critica) e da allora fece incetta di qualsiasi mezzo di informazione ( si sussurra che abbia sul suo libro paga anche le portinaie condominiali  e giornalisti liberi come Feltri e Fede).  Uomo che deve tutto a  sé stesso e un po’ anche a Craxi, come ogni buon milanese tende al “Ghe pensi mi” così al tramonto dell’astro socialista decise di “scendere in campo” facendo scendere noi in una spirale di disperazione. Da allora accumula soldi , ville, poteri, veline..

 

Bossi: Creatura mitologica , metà uomo e metà leghista. Famoso per le sue alleanze  ballerine , per la curiosa perversione di sentirsi l’incarnazione di Alberto da Giussano  ( che lui crede un mobiliere di successo) ,per la tendenza ad alzare il dito medio  nelle cerimonie ufficiali e per la grazia con la quale espone le sue tesi.  Ha momenti di lucidità nei quali conia neologismi destinati a durare nel tempo come l’ormai accettato dal Devoto Oli : Berluskaz ( nomignolo affettuoso con il quale apostrofa il suo sponsor e alleato) . Colpito da un fulmine divino (si mormora fra le braccia di soubrettona padana) ha ripreso la sua attività politica con maggiore fervore fino a divenire ministro di qualche cosa. Fa le analisi del sangue e delle urine a se stesso ed al Po una volta l’anno e continua a millantare di averlo duro e di avere otto milioni di baionette… gli crediamo per pietà. Ogni tanto minaccia la rivoluzione armata ma poi viene ammansito dal succitato Berlusconi ( vedi voce 1) con promesse di potere o mazzette di denaro o con fiction su Barbarossa ( non è mai stato chiarito). 

 

La signora Veronica : seconda moglie del succitato Berlusconi ( vedi voce 1 ) vive in prossimità della villa del marito ed usa comunicare con lui attraverso i giornali, soprattutto quando il marito chiede in sposa la Carfagna. Usa parlare attraverso la giornalista Maria Latella. Vive appartata e viene riesumata quando si devono sedare degli scandali.

 

Carfagna: ministro delle pari opportunità

 

Aiutooooooooo : grido che lancio di tanto in tanto quando prendo atto della  realtà

 

A bientot

 

Regard finisce qui. Grazie a tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggermi. Grazie a chi mi ha onorata della sua amicizia e dei suoi pensieri: pd, Andrea, Marco , Gff…

Grazie a Bea che a volte mi regalato degli scritti e delle foto.

Grazie a Isa che ci ha regalto il suo ottimismo ed il suo idealismo.

Grazie a tutti davvero .

regard