Archive for October, 2008

poesia del venerdì

Friday, October 31st, 2008
Oggi ho deciso di mettervi una famosa ballata di Giovanni Visconti -Venosta. E’ una ballata nata per gioco: un povero studente valtellinese doveva scrivere un componimento sulle crociate e dopo vari tentativi era riuscito solo a scrivere: “passa un giorno , passa l’altro, mai non torna il prode Anselmo”… e per  quanto si spremesse e si tormentasse non riusciva ad andare oltre. La madre, amorevole come tutte le madri , decise di chiedere un favore a  Giovanni Visconti -Venosta che non seppe resistere alla involontaria comicità della prima strofa e compose quella che secondo me è una delle cose più divertenti della nostra letteratura. Da anni ormai questa ballata mi fa compagnia nelle sale d’aspetto, nelle code in posta…ogni volta che non so come occupare il tempo…
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LA PARTENZA DEL CROCIATO
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Passa un giorno, passa l’altro
Mai non torna il prode Anselmo,
Perché egli era molto scaltro
Andò in guerra e mise l’elmo…
Mise l’elmo sulla testa
Per non farsi troppo mal
E partì la lancia in resta
A cavallo d’un caval.
La sua bella che abbracciollo
Gli dié un bacio e disse: Va’!
E poneagli ad armacollo
La fiaschetta del mistrà.
Poi, donatogli un anello
Sacro pegno di sua fe’,
Gli metteva nel fardello
Fin le pezze per i piè.
Fu alle nove di mattina
Che l’Anselmo uscìa bel, bel,
Per andare in Palestina
A conquidere l’Avel.
Né per vie ferrate andava
Come in oggi col vapor,
A quei tempi si ferrava
Non la via ma il viaggiator.
La cravatta in fer battuto
E in ottone avea il gilé,
Ei viaggiava, è ver, seduto
Ma il cavallo andava a piè.
Da quel dì non fe’ che andare,
Andar sempre, andare andar…
Quando a piè d’un casolare
Vide un lago, ed era il mar!
Sospettollo… e impensierito
Saviamente si fermò
Poi chinossi, e con un dito
A buon conto l’assaggiò.
Come fu sul bastimento,
Ben gli venne il mal di mar
Ma l’Anselmo in un momento
Mise fuori il desinar.
[La città di Costantino
nello scorgerlo tremò
brandir volle il bicchierino
ma il Corano lo vietò.

Il Sultano in tal frangente
Mandò il palo ad aguzzar,
Ma l'Anselmo previdente
Fin le brache avea d'acciar.]

Pipe, sciabole, tappeti,
Mezze lune, jatagan,
Odalische, minareti,
Già imballati avea il Sultan.

Quando presso ai Salamini
Sete ria incominciò,
E l’Anselmo coi più fini
Prese l’elmo, e a bere andò.

Ma nell’elmo, il crederete?
C’era in fondo un forellin
E in tre dì morì di sete
Senza accorgersi il tapin.

Passa un giorno, passa l’altro,
Mai non torna il guerrier
Perch’egli era molto scaltro
Andò in guerra col cimier.

Col cimiero sulla testa,
Ma sul fondo non guardò
E così gli avvenne questa
Che mai più non ritornò.

FINE

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a bientot
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Bea fotografa la manifestazione di Milano:
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così non va bene…

Thursday, October 30th, 2008

*Il delitto di Perugia , uno di quei delitti che vien da pensare funzionali alle trasmissioni pomeridiane delle tv del cavaliere, ha dato luogo alla  prima sentenza : trent’anni a Rudy… giusto, è colpevole paghi. Ma da quanto tempo non si vedeva una sentenza di trent’anni? Non li hanno avuti Omar ed Erika che hanno ucciso con novanta coltellate un bambino e con uguale ferocia una madre, non li ha avuti la star di Cogne… che la sentenza sia stata esemplare perchè Rudy è di colore e non abbiente ? Mah…

* L’onorevole La Russa , anche ministro, ha dato un triste spettacolo di sè  avventandosi contro il direttore de L’Unità , Concita De Gregorio, apostrofandola con termini come “ignorante” , “concitina”, e via dicendo. Forse lo avrebbe fatto anche con un maschio … ma io ne dubito.

* Berlusconi sempre più preoccupato per la magrezza della nostra ministra/o alle pari opportunità dopo averla invitata a mangiare , celeberrima ormai la sua invocazione “mangia Mara, mangia” , preoccupato del fatto che la ministra/o si sentisse trascurata ha deciso di darle un ulteriore incarico: sarà la speaker del governo. Certo , alle pari opportunità non c’è nulla da fare (che problemi volete che abbiano le donne? ) e la povera Mara vagava, occhioni spalancati , senza una meta sentendosi inutile … o forse per essere portavoce del governo bisogna stare sempre accanto (vicini , vicini) al presidente del consiglio e questo giova alla nostra ministra ? Mah…

* Ora una notizia sottovalutata: gli Stati Uniti compiono un raid aereo in Siria uccidendo nove persone… Immaginiamoci l’inverso… sarebbe tollerabile? E perchè gli USA che bombardano la Siria sì , la Siria che bombarda gli USA no?  Non va… così non va bene…

a bientot

oggi grande sciopero della scuola contro il decreto Gelmini  

pensieri sulla scuola e su un governo che forse non ci vede o che vede troppo bene…

Wednesday, October 29th, 2008

Siamo un popolo di ignoranti, su questo non si discute. Non sciorinerò di nuovo i dati per mostrare come pochi di noi finiscano i cicli scolastici. O come pochi di noi rispettino la cultura.

Non farò di nuovo il piagnisteo su come dall’ignoranza nascano  la maleducazione e  la paura.

Un governo lungimirante metterebbe l’istruzione al primo posto nelle priorità ( il tanto vituperato Fidel Castro all’avvento al potere chiuse per sei mesi le scuole e spedì insegnanti e studenti in giro per Cuba a diffondere il sapere e nel giro di sei mesi a Cuba fu vinto l’analfabetismo…)

Invece come in ogni governo dittatoriale o di destra da noi si tenta di mantenere in popolo nell’ignoranza, quell’ignoranza  che è tanto funzionale al potere.

Uno dei passi elaborati da Gelli per prendere e mantenere il potere era l’ abolizione della validità legale dei titoli di studio .

Un popolo di  teledipendenti , convinti che “amici” sia la vera scuola di vita è quello che questo governo auspica.

E oggi il governo presenterà al Senato il decreto Gelmini che di fatto distrugge il poco di buono che la nostra scuola aveva saputo esprimere.

Non basta la protesta popolare. Berlusconi dice che in realtà a muoversi sono solo i facinorosi ma  non è così perchè come spiega Cofferati:

“C’entra un calcolo sbagliato della destra, che poi fu lo stesso errore dell’articolo 18″,  spiega Sergio Cofferati, ancora per poco sindaco. “Il non capire che quando la gente conosce una materia, perché la vive sulla propria pelle tutti i giorni, allora non bastano le televisioni, le favole, gli slogan, il rovesciamento della realtà. Le madri, i padri, sanno come lavorano le maestre. E se gli racconti che sono lazzarone, mangiapane a tradimento, si sentono presi in giro e finisce che s’incazzano”.

Ma non possiamo far nulla. Il Senato oggi approverà il decreto. Ha i numeri.

Lagelmini è solo un mezzo… il mezzo di un governo che è cieco alle istanze del  Paese o che forse ci vede troppo bene…

a bientot

ultime parole famose

Tuesday, October 28th, 2008

Ho scritto troppo in questi giorni. Mi sono arrabbiata troppo, vi ho annoiati. Per questo oggi ho deciso di regalarvi un sorriso.

Vi regalo le “ultime parole famose” ovvero quelle affermazioni perentorie smetite inevitabilmente dai fatti:

  • La parola d’ordine è una sola, categorica e imperativa per tutti, essa già trasvola e accende i cuori dalle Alpi all’oceano Indiano: vincere. E vinceremo! (Benito Mussolini sulla Seconda guerra mondiale)
  • Non accetto la teoria della relatività, così come non accetto assolutamente l’esistenza degli atomi o di altri dogmi analoghi. (Ernst Mach)
  • Il rock’n'roll morirà entro giugno (“Variety”, NBC, U.S.A., 1954)
  • Cartoni animati con un topo? Che idea orribile: terrorizzerà tutte le donne incinte. (Louis B. Mayer, capo della MGM, rifiutando il personaggio di Topolino, 1928)
  • Non potranno mai avere successo: usano la chitarra elettrica e tutte le band che la usano non hanno successo. (Direttore Artistico della Decca Records, dopo un provino ai Beatles)
  • Questo non va da nessuna parte. (Un addetto al casting dopo un provino a Robert De Niro, anni ‘60)
  • Ritengo esaurito il mio ruolo alla guida della Nazionale italiana (Marcello Lippi)
  • In settembre tutto sarà finito, ed io ho bisogno di qualche migliaio di morti per sedermi al tavolo della pace. (Benito Mussolini, 26 maggio 1940, in risposta ai dubbi sollevati da Badoglio sull’entrata in guerra dell’Italia. Da Storia d’Italia, Indro Montanelli)
  • Internet… ben presto esploderà in modo spettacolare, come una supernova, e nel 1996 collasserà catastroficamente. (Robert Metcalfe, fondatore della 3Com, inventore dello standard Ethernet, 1996)
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  •  Forse un giorno riusciremo ad avere dei computer pesanti solo 1 tonnellata e grandi qualche metro quadrato. (qualcuno della IBM verso gli anni ‘50)
  • Che bisogno ha una persona di tenersi un computer in casa? (Kenneth Olsen, fondatore della Digital Equipment, alla convention della World Future Society 1977)
  • Il rock’n'roll morirà entro giugno (“Variety”, NBC, U.S.A., 1954)
  • La bomba atomica non esploderà mai. Parlo come esperto di esplosivi. (William Daniel Leahy, Ammiraglio USA, 1945)
  • La televisione non durerà. È solo un po’ di luce negli occhi. (Mary Sommerville, pioniera delle trasmissioni radiofoniche educative, 1948)
  • a bientot
  • gan nient da fa…

    Monday, October 27th, 2008

    Questo governo è lontano dalla gente.

    Anzi, a giudicare dalla manifestazione di sabato , la gente non la vede neppure.

    Il farfugliante Gasparri, dagli occhi di bragia, dà numeri che potremmo giocare al lotto: i manifestanti sono stati cinque… no , dieci..ma sì va … vi concedo un duecentomila con il beneficio di inventario…

    Berlusconi, dai muscoli del viso contratti, ci dice che in piazza non c’era nessuno e che l’opposizione ha fatto flop…

    Per non essere da meno “lagelmini” dice che la protesta è di pochi… praticamente ci sono tre pastori e gli studenti sono tutte pecorelle obbedienti che ogni autunno inscenano una transumanza per le vie della città…

    Insomma va tutto bene… non protesta nessuno …

    Non si capisce perchè con tutti i problemi che abbiamo il governo perda tanto tempo a parlare di manifestazioni di fantasmi e scontento che non esiste.

    Forse al ga nient da fa…

    a bientot

    lagelmini dice che il suo modello è Obama , forse aspira a diventare di colore perchè l’essere democratica non è certo uno dei suoi obiettivi…

    mediobanca

    Monday, October 27th, 2008

    Ai più è sfuggito , anche per la modestia della Famiglia che ha voluto che l’evento avesse il minor rilievo possibile, lo sbarco della famiglia Berlusconi nel consiglio di amministrazione di Mediobanca.

    Era l’ultimo baluardo di finanza che sfuggiva al Padrone, ora le cose si sono normalizzate , Cuccia riposi in pace.

    A rappresentare la Famiglia è arrivata Marina Berlusconi.

    Tempo fa scrissi la biografia della signora Marina  e oggi intendo riproporvela perchè è bene conoscere chi manovra la nostra economia e perchè ho mal di testa e non riesco a formulare un pensiero sensato:

    donne potenti

    La rivista americana Forbes ha indicato Marina Berlusconi come la più potente donna italiana, prima in Italia e trentatreesima nel mondo. Nulla da recriminare, ci mancherebbe.

    Quello che mi è parso quantomeno insolito è stato il servizio di Emilio Fede tendente a mostrarci una donna forte che si è fatta da sè.
    Allora , per solidarietà con Fede, vi propongo una breve biografia di questa donna fenomenale:

    Marina Berlusconi nasce a Milano nel 1966 col nome di Maria Elvira, da Silvio Berlusconi e basta perchè non sono riuscita a rintracciare nelle biografie il nome della madre che comunque è la prima moglie di Berlusconi scomparsa ( nel senso di sparita…eh), all’avvento della seconda.(nda:ma come mai i fotografi riescono a beccare Vieri alle Maldive con la velina e nessuno mostra le foto dell’ex moglie del cavaliere? )

    Marina, giovane intraprendente , abbandona la famiglia giovanissima con la ferma intenzione di “farsi da sola”, a quindici anni lavora con un gruppo di suore extracomunitarie di Gubbio ricamando bavaglini per bambini abbienti e da lì parte la sua fortuna perchè, con un colpo di genio, riesce a vendere la bellezza di sei bavaglini ad una coppia inglese (senza figli ) per l’astronomica cifra di trentamilalire.

    Con questa cifra si trasferisce in Liguria e compra farina e rosmarino e si mette a produrre focacce che vende alla “Sagra della tellina” in un paese in provincia di Lerici ricavandone un utile del 100% e ritrovandosi con un capitale di trecentomilalire.

    Nel frattempo si laurea ad Harvard (per corrispondenza) alla facoltà di “Gestione dei beni familiari sotto la supervisione del padre” ed ha un riavvicinamento alla famiglia che intanto è cambiata: altra madre , altri fratelli e , sorpresa!, il padre le annuncia la sua intenzione di scendere in campo. Allora Marina , ragazza generosa, col suo capitale finanzia la campagna elettorale portando il padre alla vittoria.

    Potrebbe godere i frutti di questa vittoria ma Marina , ragazza saggia, si rende conto di quanto costi al padre mantenere questo nuovo piccolo nucleo familiare composto da calciatori, veline, avvocati, giornalisti, Fede, nani e ballerini ed uno stalliere di fama non propoprio cristallina ed allora decide di cercare fortuna autonomamente.

    Di nuovo sola e di nuovo priva di capitali  Marina per vivere si presta ai lavori più disparati ed umili ad esempio  figlia del miliardario, vicepresidente nelle aziende del padre e persino  sorella di Piersilvio.

    Poi nel 2005 scoppia un problema devastante per Marina e la sua modesta famiglia, con un nome pauroso : CONFLITTO DI INTERESSI e così Marina , ragazza temprata, si ritrova suo malgrado a dirigere Fininvest, Mondadori e quantaltro…

    Dimostrando la sua buona volontà e la sua umiltà .  Marina quando serve sa  rimboccarsi le maniche e procurare quei quattro spiccioli che servono alla sua famiglia per condurre  una vita decorosa.  

    Nel 2008 entra nel Consiglio di amministrazione di Mediobanca.

    Naturalmente ho scherzato, non conosco Marina Berlusconi e forse è davvero una grande manager, volevo solo dire a Fede che certe apologie sono senza senso…

    Naturalmente con lo sbarco della Famiglia in Mediobanca cambieranno molte cose e per chi volesse delle anticipazioni segnalo questo articolo di Michele Serra:

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Mediobanca-va-in-Brianza/2046071/&ref=rephpsp3

    a bientot

     

    ci siamo…siamo in tanti …

    Sunday, October 26th, 2008

    La manifestazione di ieri è stata un grande successo.

    Le televisioni ed i sondaggi del padrone ci avevano fatto credere di essere scomparsi.

    Avevo paura di essere rimasta sola. Avevo paura di non poter mai più far sentire la mia voce.

    Invece ci siamo … siamo in tanti… possiamo ancora urlare fino a farci sentire.

    Sarà populismo , sarà demagogia … ma ci siamo e a me questo basta.

    Devo ringraziare gli studenti  che per primi hanno dimostrato che è possibile ribellarsi .

    Grazie agli studenti anche perchè non hanno avuto paura .

    Sono stati loro i primi a farmi capire che il mio pessimismo e la mia solitudine erano fuori luogo.

    Non sarà facile farci ascoltare.

    Questo governo assolutista . Questo presidente del consiglio che crede di essere stato investito anzichè eletto  continuerà a tentare di ignorarci e a fare la sua politica che mira a distruggere lo Stato sociale e a favorire le classi ricche… ma noi ci siamo .

    La gente che pensa col “noi” non con l’ “io”, gente che da grande non vuole fare il tronista o la velina,  gente che ama la pace , la natura, gente che crede nell’integrazione , gente che lotta per il futuro…

    Questa gente c’è caro Berlusconi e veda di tenerne conto d’ora in poi…

    Direi che ha fin troppo abusato della nostra pazienza .

    a bientot

    Ps: Beatrice dirà che questo è un post patetico… sì, lo è . Ma sono talmente felice che non me ne importa nulla.  Mi è anche piaciuto il discorso di Veltroni . Condivido tutti i punti.

    Ci siamooooooooooooo…

    non è vero che la casta risparmia

    Saturday, October 25th, 2008

    L’altro giorno scrissi che mi era stato impossibile guardare Ballarò perchè l’on (on?) Castelli mostrava una maleducazione ed una arroganza insopportabili.

    Fra le cose che mi innervosirono ci fu l’affemazione di Castelli che l’ICI veniva coperta coi tagli delle spese dei ministeri. Sapevo che era una bugia, detta con fermezza ed  arroganza ma una bugia ed ora ve lo dimostro:

    spero vogliate guardare il video del mio piccolo post del pomeriggio.

    A bientot

    intervista a Cossiga. Leggerla pensando a Giorgiana Masi

    Friday, October 24th, 2008

    Visto che nei commenti al post precedente si è parlato di questa intervista tanto vale la leggiate così potrete farvene una idea personale:

    Presidente Cossiga, pensa che minacciando l’uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?

    «Dipende, se ritiene d’essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché è l’Italia è uno Stato debole, e all’opposizione non c’è il granitito Pci ma l’evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà quantomeno una figuraccia».

    Quali fatti dovrebbero seguire?

    «A questo punto, Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno».

    Ossia?

    «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito…».

    Gli universitari, invece?

    «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

    Dopo di che?

    «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

    Nel senso che…

    «Nel senso che le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano».

    Anche i docenti?

    «Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

    E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.

    «Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio».

    Quale incendio?

    «Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà ad insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

    E’ dunque possibile che la storia si ripeta?

    «Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».

    Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.

    «Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama…».

    Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente…

    «Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all’inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com’era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla… Ma oggi c’è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».

    [Fonte: Intervista di Andrea Cangini per «Quotidiano nazionale»]

    poesie del venerdì

    Friday, October 24th, 2008

    Povero Catullo, smettila di illuderti!
    Ciò che è perso - e lo sai - è perso: ammettilo.
    Giorni di luce i tuoi, un lampo lontano,
    quando correvi dove la tua fanciulla ti chiamava,
    lei amata come nessuna sarà mai.
    Quanta allegria, allora: quanti giochi
    volevi, e lei accettava.
    Davvero un lampo lontano, quei giorni.
    Ora non vuole più: e tu devi accettare.
    Non seguirla, se fugge, e non chiuderti alla vita:
    resisti, con tutte le tue forze.
    Addio, fanciulla. Catullo è forte:
    non verrà a cercarti, non ti pregherà, se tu non vuoi.
    Ma tu, senza le sue preghiere, soffrirai.
    Ah, infelice, che vita ti rimane?
    Chi ti vorrà? A chi sembrerai bella?
    Chi amerai? A chi morderai le labbra?
    Ma tu, Catullo, non cedere, resisti.

    Gaio Valerio Catullo

    Te lo ricordi, infedele, quel mattino
    che dormivamo nudi vicino

    e un sole più che orientale
    salendo veloce le scale

    bussò ai nostri vetri e ci svegliò?
    Te lo ricordi, infedele, o no?

    Il primo raggio forte, sereno,
    si infranse alla sommità del tuo seno

    così scoppiò per un istante
    un vortice di luce inondante

    da te, da noi, eco del fuoco disperso
    di quando cominciò l’universo;

    come se due che hanno fatto l’amore
    fossero madri di tutte le aurore.

    Giuseppe Conte

    Mi tormenta l’anima il tuo amore.
    Non posso odiarti, non posso amarti.
    È difficile odiare, se gli hai voluto bene;
    è difficile amare, se lui non vuole più.

    Mai l’acqua e il fuoco si mischieranno:
    mai non saremo fedeli amici.

    Teognide

    Ecco di cosa è fatto il canto sinfonico dell’amore
    C’è il canto dell’amore di un tempo
    Il rumore dei baci sperduti degli amanti illustri
    I gridi d’amore delle mortali violate dagli dèi
    Le virilità degli eroi favolosi erette come pezzi contraerei
    L’urlo prezioso di Giasone
    Il canto mortale del cigno
    E l’inno vittorioso che i primi raggi del sole hanno fatto cantare a Memnone l’immobile
    è il grido delle Sabine al momento del ratto
    Ci sono anche i gridi d’amore dei felini nelle giungle
    Il rumore sordo delle linfe montanti nelle piante tropicali
    Il tuono delle artiglierie che compiono il terribile amore dei popoli
    Le onde del mare dove nasce la vita e la bellezza

    C’è là il canto di tutto l’amore del mondo

    Guillaume Apollinaire

    Sul mio giaciglio, lungo la notte, ho cercato
    l’amato del mio cuore;
    l’ho cercato, ma non l’ho trovato.

    Mi alzerò e farò il giro della città;
    per le strade e per le piazze;
    voglio cercare l’amato del mio cuore.

    L’ho cercato, ma non l’ho trovato.
    Mi hanno incontrato le guardie che fanno la ronda:
    “Avete visto l’amato del mio cuore?”.
    Da poco le avevo oltrepassate,
    quando trovai l’amato del mio cuore.
    L’ho stretto con forza, e non lo lascerò
    finché non l’avrò condotto in casa di mia madre,
    nella stanza di colei che mi partorì.

    Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme,
    per le gazzelle e per le cerve dei campi:
    non destate, non scuotete dal sonno l’amata
    finché lei stessa non lo vorrà.

    Salomone

    Talvolta
    la mia gioia
    ti spaventa
    amore mio
    nasce dal nulla
    e si nutre di poco
    di larve invisibili
    che il vento trasporta
    di frammenti di paura
    che si fondono in tepore
    di briciole di serenità
    cadute
    dalla mensa dei poveri
    di un raggio di sole
    che risveglia lucciole
    addormentate
    in gocce di rugiada
    se mi ami
    amore mio
    perdona la mia gioia

    Rabindranath Tagore
     a bientot

    « Nessun viaggio, finisce mai, sono i viaggiatori che arrivano alla loro fine.»

    Claudio Magris

    Trovo questa cosa divertentissima, è un consiglio che do anche a voi:

    anche questo è molto carino: