perchè la borsa è caduta?
Come mai è successo tutto questo pandemonio in borsa tanto da far gridare alla fine di un sistema?
Mah… non ho mai capito molto di finanza e tanto meno di economia però ho letto un articolo divertente dove si elencano le attribuzioni di colpa.
Di chi è la colpa se le borse hanno fatto crack?
Senza ombra di dubbio degli ebrei… anzi della lobby ebraica. Si parte sempre da loro quando si cerca un colpevole…questa tesi nel web va per la maggiore e sarebbe comprovata da una serie di giri di capitali dalle banche americane a quelle israeliane… ma diamine, gli americani nel frattempo dormivano?
E’ una tesi assurda ma le tesi in questo campo si sprecano.
Per il cardinal Martino la colpa è del denaro e dell’ingordigia , e forse non ha neppure torto , come altro si possono definire le speculazioni ed i giochi di borsa se non bramosia di denaro?
Per Veltroni la colpa è della destra, del suo mito della deregulation e anche questo potrebbe essere vero.
Per D’Alema la colpa è dell’ultraliberismo, una stagione che si avvia a finire, che poi è la tesi di Veltroni ampliata
Per Bossi e Tony Negri ( strano connubio ) la colpa è della globalizzazione, ma per Bossi, che non manca di fantasia e creatività , sostenuta in maniera particolare dalla sinistra (forse i no-global girano con cravatta verde e un giorno vi parlerò anche di questo esecrabile vezzo dei ministri leghisti , non è uno schiaffo alla Nazione è uno schiaffo al buon gusto…)
Ahmadinejad dice che la colpa è dei costi delle guerre americane.
Secondo Putin non si tratta dell’irresponsabilità di un singolo, la colpa è di un sistema che manca di leadership (secondo me vorrebbe comandare anche lì)
La Banca Etica dice che la crisi è colpa dei derivati.
Julia Noakes ( di cui vi parlai mesi fa ) afferma che il problema del settore finanziario è che è troppo orientato verso l’individualismo e non abbastanza verso la femminilità.
Bush è sicuro: “lo sappiamo, la colpa è dell’ingordigia di molti a Wall Street”
La tesi più originale è di Emilio Fede che, con una intuizione geniale, sostiene che vien quasi da pensare che dietro tutto questo ci sia la mano dei terroristi… e come no…
Per concludere la vicenda Berlusconi va da Bush e afferma: La storia dirà che George W. Bush è stato un grandissimo presidente degli Stati Uniti…
infatti… guerre perse ed inutili… economia al tracollo…
e se la Storia li assolve significa che sono nata sul pianeta sbagliato.
a bientot
Ps: In rete si vociferava che oggi sarebbero atterrati gli extra- terrestri. Non è successo ( con sollievo della lega ) . Sono un po’ delusa…
October 15th, 2008 at 2:01 am
(Parte 1)
Beh, vediamo bene che cosa dice la Costituzione a riguardo e iniziamo per il punto 1) ad esaminare l’articolo 3, che sancisce l’eguaglianza dinanzi alla legge:
Articolo 3
1. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
2. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Ora, come si vede l’Articolo 3 della Costituzione garantisce l’omogeneità di condizioni giuridiche - ossia la parità di dignità sociale e l’eguaglianza davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali - a tutti i cittadini.
Ai cittadini, certo.
Ma ai non cittadini che condizioni giuridiche sono riconosciute dalla Costituzione?
La risposta sta all’Articolo 10, comma secondo:
“La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.”
Ossia, la Costituzione non regola la condizione giuridica dello straniero, rimandandola alla legge ordinaria che, a sua volta, viene modulata secondo le norme contenute nei trattati internazionali, in molti casi di tipo bilaterale (ad esempio, tipicamente, per le disposizioni di trattamento fiscale), qualche volta di tipo multilaterale (come ad esempio i trattati nel contesto dell’Unione Europea), o, nei casi di assenza di trattati, secondo i principi consuetudinari internazionali, primo fra tutti quello di reciprocità (come ad esempio nelle disposizioni che riguardano le successioni, la compravendita immobiliare, il diritto societario ecc.).
Ma perché la Costituzione non regola né tantomeno garantisce la condizione giuridica dello straniero e la rimanda invece all’assai più debole, cangiante - e in molti casi frammentaria o, nel caso specifico, addirittura talvolta assente - tutela della semplice legislazione ordinaria?
Semplicemente perché (e del resto molte carte costituzionali prevedono la stessa cosa) uno stato di solito non concede ai cittadini degli altri stati le medesime tutele che riserva ai propri, incluso il diritto alla libertà personale, per poterli deportare o internare in caso di conflitti o altre crisi internazionali con il loro paese di origine anche se sono civili che non prendono parte alle ostilità e non hanno commesso alcun crimine (cosa successa anche di recente, non ultimo il caso dei pochi iracheni - inclusa la delegazione cui dovevano essere consegnate le navi commissionate dalla marina irachena all’Italia, mai consegnate e riacquisite dalla marina italiana - durante la guerra del golfo).
E questo per gli stranieri.
E gli apolidi, che non sono cittadini di nessuna nazione e per i quali pertanto non possono valere trattati ed accordi? (Si pensi ad esempio ai Saharawi che abitano l’ex colonia spagnola del Sahara Occidentale: l’Italia come molti altri paesi non riconosce l’annessione di fatto del territorio al Marocco, che ne controlla una parte, né riconosce il governo del Polisario che controlla la parte restante).
Beh, degli apolidi la costituzione non fa neanche menzione (si può supporre per analogia che siano assimilabili agli stranieri, almeno parzialmente, leggendo la legislazione ordinaria come ad esempio quella sull’acquisto della cittadinanza italiana).
Evidenziata la posizione piuttosto problematica della condizione giuridica degli stranieri, rispetto a quella dei cittadini italiani, veniamo al caso numero 2).
L’acquisto e la perdita della cittadinanza sono, come è noto, regolate in Italia da leggi ordinarie (ossia la Legge n.91/1992 ed i correlati D.P.R. 572/1993 e 362/1994).
Ma noi vogliamo sapere se c’è qualche garanzia costituzionale a tutela della conservazione della cittadinanza a protezione da eventuali disposizioni contrarie contenute nelle leggi ordinarie.
C’è, in effetti, all’Articolo 22:
Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome.
Peccato per quel “per motivi politici”…
…vi sono svariate costituzioni specie in paesi anglosassoni che escludono costituzionalmente in modo assoluto che il cittadino possa essere privato della cittadinanza (salvo i casi di cittadini naturalizzati che abbiano mentito sulle proprie condizioni per acquisire la cittadinanza o altri casi particolari, ma sempre per i soli naturalizzati). La legge ordinaria italiana invece già prevede casi di perdita della cittadinanza da parte del cittadino italiano, anche se tale dalla nascita (ad es. l’art. 12 della L. 91/1992) che possono essere anche estesi senza violazione della Costituzione, che si limita a proibire che la legge ordinaria deprivi qualcuno della cittadinanza o addirittura del nome solo se tale deprivazione avviene per motivi politici, e non, ad esempio, per motivi etnici, razziali o religiosi.
Non vedo pertanto manifesti profili di incostituzionalità in una futura legge che deprivi della cittadinanza cittadini italiani su base etnica, visto che tale motivazione non è riconducibile a “motivi politici”…
(nella parte due, che scriverò domani, esporrò perché tali varchi lasciati aperti dal dettato costituzionale abbiano somiglianze purtroppo sinistre con la costituzione tedesca del 1919)…
October 15th, 2008 at 3:00 am
Intermezzo:
Io sono un groucho-marxista e non un karl-marxista, come è noto, ma mi pare evidente che l’unica spiegazione attendibile del crollo delle borse sia quella karl-marxista - che nessuno, perlomeno nei mezzi di informazione di massa in Italia, nomina - ossia una crisi intrinseca e strutturale del capitalismo, che sta disvelando una volta per tutte non soltanto la sua iniquità, ma anche la sua insostenibilità.
October 15th, 2008 at 3:02 am
P.S.
Cara Regard,
extraterrestri non sono arrivati ma in compenso hanno telefonato e hanno detto di salutarti…
October 15th, 2008 at 4:09 am
notte pd!
October 15th, 2008 at 11:13 am
Un gattone randagio, con un occhio solo e la coda mozza, camminava nella notte con aria da vecchio viveur.
- Scusi signore, - gli chiesi - cos’è oggi il diavolo?
- Il diavolo, - rispose lui - è la paura. Numeri, statistiche, sondaggi, immagini. Croccantini di paura, tre scatole al giorno. E poiché solo la paura tiene insieme voi umani, il diavolo è la vostra ragione di vivere e il vostro futuro.
- E il vecchio caprone?
- Liquidato - disse il gatto. - Un piccolo calo a Wall Street fa più paura di mille diavoli. Anzi, mi hanno detto che l’Inferno è per metà della Microsoft.
Rise a zanne spalancate e sparì con un balzo.”
Stefano Benni
October 15th, 2008 at 11:46 am
October 15th, 2008 at 1:26 pm
Hehehe