Nagy László: Chi porta l’amore
(Ki viszi át a szerelmet)
Se si spegne la mia esistenza,
il violino del grillo chi l’adora?
Sul ramo ghiacciato la fiamma chi la spira?
Sull’arcobaleno chi si adagia?
Chi rende morbido campo la roccia,
piangendo, mentre l’abbraccia?
Le crepe nella mura chi l’accarezza?
E da bestemmie chi alza cattedrale
per fedi sconvolte?
Se si spegne la mia esistenza,
l’avvoltoio
E sull’altra sponda del fiume
chi lo porta l’amore?

Ady Endre: Né avo, né discendente…
(Sem utódja, sem boldog őse, 1909)
Né avo, né discendente,
né parente o conoscente
sono di nessuno,
sono di nessuno.
Sono come tutti, maestoso,
Polo Nord, distante,freddo,
sono come un fuoco fatuo,
misterioso e lontano.
Ma ahimè non posso stare così
vorrei far sì,
che tutti mi vedano
che tutti mi vedano.
Così diventa un tormento:
vorrei essere amato,
appartenere a qualcuno,
essere di qualcuno.

Ady Endre: Il tuo calore
(A te melegséged)
Perchè statue e quadri
cercano di rubarti
dall’anima mia?
Che siano vivi o freddi:
Chi può sostituire il tuo unico calore?
Muoio in ogni mio bacio
e rinasco sulle tue labbra,
donne-scirocco vengano pure a centinaia,
mi soffiano ormai inutilmente
il loro calore dolce e spossante.
Morti o vivi, mi tentano inutilmente,
non c’è altro calore, solo il tuo, per me.
Chi altro potrebbe darmi il tuo unico calore?

Janus Pannonius : A Galeotto
(Galeottóhoz )
Quando ti sorride la fortuna
oppure ti minaccia con la fronte oscura,
mio caro Galeotto, puoi contare sempre
su un cuore solidale ed amorevole,
abbi fiducia verso
il tuo vecchio e fedele amico:
non avrai tanti pensieri,
se il loro peso con me dividi,
ma la gioia sarà ancora più grande
se la condividerai con me.

Juhász Gyula: E’ amore?
(Szerelem?)
Non so che cosa sia, ma è tanto bello,
trasognare sulle tue parole,
come sulle nuvole accese dal tramonto,
si introvede il barlume delle stelle.
Non so che cosa sia, ma è dolce,
il tuo sguardo quando mi cerca,
come il raggio di sole che brilla,
nonostante fosse vicina la sera.
Non so che cosa sia, ma sento che
la vita è diventata di nuovo più bella,
le tue parole che mi accarezzano il cuore
come la seta, come il vento di primavera.
Non so che cosa sia, ma è tanto bello,
un dolore dolce, che non mi dispiace,
se è stupido, se è sbagliato, che sia,
se è amore, scusami tanto.

Kosztolányi Dezső: Vuoi giocare?
(Akarsz-e játszani ?)
Dimmi, vuoi giocare con me?
Giocare sempre,
andare nel buio insieme,
giocare ad essere grandi,
mettersi seri seri a capo tavola,
versarsi vino e acqua con misura,
giocare con perle, rallegrarsi per un niente,
indossare vecchi panni col sospiro pesante?
Vuoi giocare a tutto, che è vita,
l’inverno con neve e il lungo autunno;
si può bere un tè insieme
di color rubino e di fumo giallo?
Vuoi vivere la vita con il cuore puro,
ascoltare a lungo e temere ogni tanto,
quando sulla strada passa novembre
e lo spazzino, questo povero uomo,
che fischia sotto la nostra finestra?
Vuoi giocare ad essere serpente od uccello,
fare un viaggio lungo con nave o treno,
giocare a Natale, sognando tutte le bontà?
Vuoi giocare all’amante felice,
fingere di piangere, un funerale?
Vuoi vivere, vivere per sempre,
vivere nel gioco, che diventa reale?
Sdraiarsi tra i fiori per terra,
e dimmi, vuoi giocare alla morte?

a bientot
PS : Sciura Veronica… tacere… mai?
Ho letto questa intervista della nostra first lady:
«Il nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, incarna anche fisicamente la speranza americana: bell’uomo, giovane, sano con una splendida famiglia». A parlare è Veronica Lario, la moglie del premier Silvio Berlusconi. In una intervista a La Stampa la first lady sostiene che la politica americana dovrebbe essere di ispirazione per l’Italia. La Lario , in particolare, apprezza la collaborazione tra Obama e McCain subito dopo il voto: «È un grande messaggio indirizzato ai cittadini. Altro che Italia…». Sul fronte italiano, la moglie del presidente del Consiglio osserva che centrodestra e centrosinistra «restano invischiati nel gioco dell’uno contro l’altro, senza pensare all’interesse comune». «Oggi in Italia - afferma la Lario - manca un’opposizione» mentre «un’opposizione forte potrebbe costringere il governo a misurarsi su un livello di confronto politico più alto». «Un’opposizione forte costringerebbe - aggiunge la Lario - la maggioranza a sforzarsi di essere migliore, a misurarsi su un livello di confronto politico più alto. Non c’entra essere di destra o di sinistra. Invece la maggioranza pensa a sfruttare il fatto di avere un avversario debole, a non elevare la coscienza collettiva».
VELTRONI - Nell’intervista la Lario spende qualche parola anche sul segretario del Pd, Walter Veltroni. «Mi era piaciuto il discorso che aveva fatto a Torino, ma adesso tutto questo mi sembra perduto» dice la first lady, affermando circa la futura leadership del Partito democratico che ci vorrebbe «una figura nuova, giovane, capace di diventare leader». In ogni caso, aggiunge la Lario, «mio marito governerà altri dieci anni». Sui giovani italiani, Veronica Lario riconosce che «se si guadagnano 500 euro al mese non c’è una speranza» e conclude: «Li hanno chiamati bamboccioni, ma come fanno senza soldi?».
…l’insostenibile leggerezza del nulla. Tacere mai?