poesie del venerdì
Dammi le tue mani per l’inquietudine
Dammi le tue mani di cui tanto ho sognato
Di cui tanto ho sognato nella mia solitudine
Dammi le tue mani perch’io venga salvato.
Quando le prendo nella mia povera stretta
Di palmo e di paura di turbamento e fretta
Quando le prendo come neve disfatta
Che mi sfugge dappertutto attraverso le dita.
Potrai mai sapere ciò che mi trapassa
Ciò che mi sconvolge e che m’invade
Potrai mai sapere ciò che mi trafigge
E che ho tradito col mio trasalire.
Ciò che in tal modo dice il linguaggio profondo
Questo muto parlare dei sensi animali
Senza bocca e senz’occhi specchio senza immagine
Questo fremito d’amore che non dice parole
Potrai mai sapere ciò che le dita pensano
D’una preda tra esse per un istante tenuta
Potrai mai sapere ciò che il loro silenzio
Un lampo avrà d’insaputo saputo.
Dammi le tue mani ché il mio cuore vi si conformi
Taccia il mondo per un attimo almeno
Dammi le tue mani ché la mia anima vi s’addormenti
Ché la mia anima vi s’addormenti per l’eternità.
Louis Aragon
Ricordo il magico istante:
Davanti m’eri apparsa tu,
Come fuggevole visione,
Genio di limpida beltà.
Nei disperati miei tormenti,
Nel chiasso delle vanità,
Tenera udivo la tua voce,
Sognavo i cari lineamenti.
Anni trascorsero. Bufere
Gli antichi sogni poi travolsero,
Scordai la tenera tua voce,
I tuoi sublimi lineamenti.
E in silenzio passavo i giorni
Recluso nel vuoto grigiore,
Senza più fede e ispirazione,
Senza lacrime, ne’ vita e amore.
Tornata è l’anima al risveglio:
E ancora mi sei apparsa tu,
Come fuggevole visione,
Genio di limpida beltà.
E nell’ebbrezza batte il cuore
E tutto in me risorge già -
E la fede e l’ispirazione
E la vita e lacrime e amore.
PUSKIN

E se mi devi amare per null’altro sia
che per amore.Non dire “L’amo per il
suo sorriso, il suo sguardo, il modo
gentile di parlare, per le sue idee
che si accordano alle mie e che un giorno
mi resero sereno”. Queste cose possono
Amato, in sé mutare o mutare per te.
Così fatto un amore può disfarsi.
E ancora non amarmi per la pietà che
le mie guance asciuga. Può scordare
il pianto chi ebbe a lungo il tuo
conforto, e perdere così il tuo amore.
Ma amami solo per amore dell’amore,
che cresca in te, in un’eternità d’amore !
Elizabeth Barret
T’adoro al pari della volta notturna, o vaso di tristezza, o grande taciturna! E tanto più t’amo quanto più mi fuggi, o bella, e sembri, ornamento delle mie notti, ironicamente accumulare la distanza che separa le mie braccia dalle azzurrità infinite.
Mi porto all’attacco, m’arrampico all’assalto come fa una fila di vermi presso un cadavere e amo, fiera implacabile e cruda, sino la freddezza che ti fa più bella ai miei occhi.
CHARLES BAUDELAIRE
a bientot
«L’inferno sono gli altri» (Sartre),
PS: Invito i miei lettori a leggere la lettera di un prete al suo arcivescovo sul trattamento speciale che la Chiesa riserva a Berlusconi . E’ una lettera bellissima. La trovate a questo link:
PPS: Michael Jackson è morto, stroncato da un arresto cardiaco. Non so perchè ma gli volevo bene.


June 26th, 2009 at 12:44 am
Don Gallo e Don Farinella sono due uomini coraggiosi e che stimo.
Mi dispiace per Michael Jackson come se lo avessi conosciuto di persona. Era, forse, il suo destino andarsene in un modo che lo avvicinerà al mito, come Elvis.
June 26th, 2009 at 12:46 am
Uè ma tornano i fiurellun esagerati, sempre più belli…
June 26th, 2009 at 12:54 am
…ho appena finito di leggere la lettera di Don Paolo: tutto si può dire meno che quest’uomo abbia dei peli sulla lingua…
June 26th, 2009 at 7:59 am
buongiorno e speriamo lo sia davvero. Sì, la lettera di don Farinella è davvero incisiva. Ma si perderà nelle onde del web e fra poco verrà dimenticata…
I fiurelun son sempre gli stessi , prima o poi chiederò che mi venga raddoppiato lo spazio e forse potrò metterne di nuovi …sperem…
Oggi ho ricevuta la lettera di un amico sulle elezioni a Prato che mi ha fatta pensare, la copio qui:
Se può rasserenarti, mi hanno raccontato che lunedì sera, prima ancora che avessero esaminato tutte le schede ma, oramai lampante la vittoria dell’industriale, (se ti può interessare ha messo parte delle proprie aziende in China e ovviamente i capi li fa marcare come made in italy)
centinaia di manifestanti con bandiere raffiguranti la “Destra” sono entrati con la forza dentro il comune (le vigilesse si sono letteralmente impaurite) e hanno portato il nuovo sindaco a parlare alla finestra di fronte ad una nutritissima folla che saltava urlando a più non posso: “Chi non salta comunista è”.
Ovviamente come se non bastasse durante la notte hanno scritto all’esterno della sede del PD “chiuso per lutto” e sul marciapiede con il nastro adesivo hanno disegnato le sagome di persone stramazzate al suolo.
Cara mia, siamo solo all’inizio, cosa penserai quando le squadre cominceranno a dar fuoco alle vecchie case del popolo???
Rimango arci-convinto che la storia non venga raccontata (sia dai libri che dagli insegnanti)
in maniera corretta!!!
Piccolissimo esempio: nessuno dice cosa i nostri soldati erano andati a fare nella ex Jugoslavia; mettono in evidenza solo le foibe, è chiaro che da parte dei giovani subentri una sorta di nazionalismo e di odio verso gli slavi.
Altro esempio: nessuno dice che gia prima della fine della guerra alcuni nazisti erano gia d’accordo con gli americani e che il futuro nemico-comune sarebbe stato il Comunismo.
Altro esempio: dei crimini commessi dagli alti ufficiali italiani all’estero non se ne parla, devo aspettare il blog di regard per vedere qualcosa cazzo?
A bientot
… ho riflettutto sulla mia impotenza. E’ vero che in regard cerco di essere rigorosa e di scrivere solo di fatti provati senza farmi trasportare dalle passioni. Ma in realtà regard è un blogghino che non ha alcun potere neppure nell’ambito in cui si colloca. Posso anche scrivere la verità , occuparmi di Storia ( che per altro amo), ma a che serve? Ho in me il senso dell’impotenza e raccolgo l’impotenza dei miei lettori. Una sterile ribellione ad un mondo che neppure ci considera. Per anni ho pensato di essere invincibile semplicimente perchè dicevo cose ovvie. Ma l’ovvietà non ha più alcuna relazione con la realtà. Berlusconi dice di non voler cambiare perchè gli italiani lo vogliono così. Per la prima volta non mente. E’ vero… lo vogliono così. E allora che spazio c’è per chi come me trova orribile tutto questo?
Scrivere: Berlusconi è stato assolto in vari processi perchè ha trasformato in parlamentari i suoi avvocati che a loro volta hanno trasformato le leggi perchè Berlusconi venisse assolto è la verità. Ma è una verità palese a cui nessuno fa caso . Che non interessa a nessuno.
Che può fare regard? A cosa serve regard?
Forse serve solo a farci compagnia in questo deserto di solitudine.
June 26th, 2009 at 10:10 am
Regard ha scritto:
…Che può fare regard? A cosa serve regard?
Forse serve solo a farci compagnia in questo deserto di solitudine…
Beh non è mica poco…
June 26th, 2009 at 1:06 pm
Michael Jackson è morto, stroncato da un attacco cardiaco. Oppure, meglio, ha finito di morire. Raramente è esistita una figura meglio emblematica del cupio dissolvi, dell’agente psichico implacabile e dotato di volontà autonoma che vota un individuo all’autodistruzione, quella pulsione irrazionale ad annichilirsi gradualmente che i greci estroflettevano nella figura delle Erinni e che la psicanalisi ha riportato nella sua sede, ovvero le zone crepuscolari e contradditorie dell’inconscio, quella peculiare perversione dell’elan vital che costringe a dirottare gli impulsi creativi, vitali, energetici contro se stessi, in una forma tautologica del masochismo che non ha ragioni fuor di sé, è gratuita come la “perverseness”, ovvero la coazione definita da Poe “doing the wrong for the wrong’s sake”, con un significativo calco del motto decadentista.
La parabola esistenziale di Michael Jackson dice moltissimo delle dinamiche antropologiche della società e delle dinamiche psichiche dell’individuo. Raramente è esistita una cronistoria per immagini ed eventi della messinscena della propria progressiva scomparsa tanto dettagliata, tanto impietosamente (ma coerentemente) registrata dai mass media. In un passo del Satyricon petroniano ripreso da T.S. Eliott come epigrafe della sua “Wasteland”, un gruppo di giovani si avvicina all’ultracentenaria Sibilla cumana, ridotta alla consistenza di un’alga e rinchiusa in un’ampolla. Alla domanda: “Sibilla, cosa desideri?”, ella risponde: “Desidero morire”. Come il sogno delirante dell’anoressico che ricerca l’azzeramento del peso implica la volontà di soppressione del corpo, e quindi dell’identità e dell’Esser-ci, così la biografia di Michael Jackson presenta nelle forme ultraevidenti dell’esagerazione e della compulsione nevrotica che le rende significazioni forti, ineludibili – la reiterazione ossessivo-compulsiva degli interventi di raschiamento che sbianchino l’epidermide, il ricorso a chirurgia plastica che commutasse ogni tratto fisiognomico identitario nella ieraticità neutra della maschera, gli occhiali scuri (a schermare ogni manifestazione della personalità, se gli occhi sono “lo specchio dell’anima”) e alle parrucche, la puntualità con cui la fisiologia rispondeva all’inconscio producendo ogni forma di malattia rara e invalidante – le manifestazioni di una volontà negativa di cupio dissolvi, di scomparire per sempre (e non essere mai trovato).
Michael Jackson, coadiuvato dai mezzi della società dello spettacolo, ha teatralizzato la propria agonia, come coloro che, incapaci di esistere, decidono di mettere in scena la propria esistenza. In questo senso è l’ultimo dei decadenti, deciso a fare della propria vita un’opera d’arte (tragica) in cui lo scacco esistenziale trionfa nel macabro e nel grottesco. Significativa è la sua ultima uscita pubblica, a Londra, per promuovere una rentrèe che non avverrà mai: con fare da automa egli ripeteva “This is curtains, this is the last call” come il suicida che ha già programmato l’uscita di scena da tempo e lo preannuncia e declama. E’ impossibile per chi, “eroe in tensione, baccante della morte”, ha scelto di farsi altro da sé secondo un codice, come in tempi e luoghi diversi il dandy o il samurai, non terminare la rappresentazione con un gesto teatrale, che è anche il più significativo, perché si riferisce all’esito che compie l’opera.
Sicuramente l’oblazione all’esistere, da un punto di vista clinico, è una reduplicazione di una forma autolesionistica, ma è anche – come tutti i segni nichilisti e quindi terroristi – una doppia forma di resistenza, un’obiezione (fortissima in termini di scambio simbolico perché, come direbbe Baudrillard, mette in gioco se stessi, il proprio corpo, il proprio martirio) a una società fondata sul paradigma del profitto, dell’utilitarismo, della messa a frutto del proprio talento o del proprio carisma al fine di trarre benefici attuali (soldi, potere, successo). Michael Jackson è stato il paradosso, il nonsenso che svela la nudità del re: Michael Jackson, piuttosto che investire – come impone il primo comandamento dell’etica protestante e dello spirito del capitalismo (impostisi insieme alla classe borghese) – ha scelto di dilapidare, di non fare calcoli (o comunque di sbagliarli). Ha dilapidato milioni di dollari per costruire una villa che somigliasse a Disneyland, per acquistare una collezione smisurata di oggetti di pessimo gusto perché il cupio dissolvi non si dissocia mai dall’horror vacui (tutto poi finito all’asta e l’asta – ovvero la svendita di ciò che si accumulato e che quindi certifica il successo – è, da quando la borghesia ha imposto la propria Weltanschaung, il segno della scacco), a causa di speculazioni finanziarie disastrose, per non aver saputo gestire un immenso successo tra gli anni ’70 e ’80 ma soprattutto per non essere stato capace di ridimensionare il suo anelito fanciullesco di grandeur (le statue colossali, costate milioni di dollari, per promuovere il fallimentare album “Invincibile”). L’assurdità, priva di “buon senso” ergo biasimevole secondo la logica borghese, degli atti di Michael Jackson rivela l’assurdità speculare di una logica che informa tutti gli scambi simbolici (e le leggi dell’economia e dei rapporti interpersonali) secondo il telos di un accumulo esponenziale che è altrettanto autoevidente e aporetico. Egli ha deciso di stare dalla parte dello spreco, privilegio di certi monarchi assolutisti o degli imperatori della Decadenza, che al Tempo misurabile e rendicontato della Produzione preferirono il Tempo come pura durata, senza passato e futuro, della Festa.
Inoltre Michael Jackson, a differenza delle grandi rockstar contemporanee come Bono o Sting, bolse, ingrigite, parti integranti del sistema, del quale non costituiscono più neppure un’utile fronda, ha assunto su di sé (sul proprio corpo) il ruolo apotropaico che è tipico dello statuto mitico della rockstar: sacerdote e olocausto di un rito il cui sacrificio crea le condizioni per la formazione di una Gemainschaft in quanto immola una vittima innocente che assume su di sé tutti i vizi e le contraddizioni e le devianze latenti nei suoi membri – in questo senso, risponde perfettamente al meccanismo, la caccia al mostro di niciana memoria non appena Jackson fu accusato di pedofilia, così come la sua trasformazione nell’immaginario collettivo da idolo a giullare. Spesso paragonato al Dorian Gray di Oscar Wilde per l’anelito all’eterna giovinezza, Jacko è stato piuttosto il suo ritratto, assumendo sul suo corpo tutti i segni delle ossessioni della società dell’immagine.
A Michael Jackson non interessava agire sulla realtà, modificarne il corso attraverso l’azione positiva: era piuttosto smarrito in una reverie estetica che lo forzava a riprodurre le forme della sua fantasia mentre il suo corpo, rispondendo agli impulsi autodistruttivi che sono propri del disadattamento, si sfaldava. Michael Jackson, king of pop, è stato anche l’ultimo sacerdote dello spreco, dell’anti-utilitarismo, dell’amore del gesto per il gusto del gesto, nella linea araldica di altri monarchi di altri tempi in cui la corona certificava il governo di una nazione e non delle charts di Billboard, quali Eliogabalo e Ludwig di Baviera. In questo senso è possibile affidargli, come epiteto funebre, un appellativo abusato, logoro e anacronistico: artista. Perché, scegliendo di essere piuttosto che semplicemente esistere, ha davvero reso la sua vita un’opera d’arte.
June 26th, 2009 at 1:07 pm
m’hai “rubato le parole di bocca…”
June 26th, 2009 at 1:17 pm
Complimenti Bea!
P.S.
Non per spaccare il capello in quattro, ma con l’intento di essere utile, faccio sommessamente notare che in Weltanschauung ci sono 2 ‘u’, e che probabilmente intendevi scrivere “Gemeinschaft” e non “Gemainschaft”…
June 26th, 2009 at 1:19 pm
m’hai rubato la parola di bocca pd
June 26th, 2009 at 1:31 pm
M’avete rubato le parole di bocca.
June 26th, 2009 at 1:32 pm
Weltanschauung … anche per me qui ci sono 2 u!
June 26th, 2009 at 1:44 pm
pd tu non immagini neppure quanto bene ti vogliamo. E siamo anche più che consapevoli che la tua cultura ci surclassa. Per questo ci permettiamo di sorridere delle tue precisazioni…
June 26th, 2009 at 1:47 pm
Ovvio!
Ma io più che altro mi prendevo gioco della mia ignoranza .
June 26th, 2009 at 2:37 pm
Ma no, ma quale cultura che vi surclassa… io di Weltanschauung e di Gemeinschaft so qualcosa solo per averne letto nella rubrica “Spigolature” e nelle soluzioni del “Lo sapevate che…” della Settimana Enigmistica, e dal famoso e diffusissimo album di figurine “Il Goethe-Zeit e la Filosofia Classica Tedesca”…
P.S.
A proposito, mi manca Feuerbach ma ho doppio Engels… qualcuno fa cambio?