poesie del venerdì
Friday, January 30th, 2009Il colore dei fiori
è già svanito
mentre la mia vita scorre
in pensieri vuoti
guardo la pioggia cadere senza fine
[hana no iro wa / utsuri ni keri na / itazura ni / waga mi yo ni furu / nagame seshi ma ni]
Ero assorta in pensieri d’amore
quando chiusi gli occhi?
Lui comparve.
Se avessi saputo che era un sogno
non mi sarei svegliata
[omohitsutsu / nureba ya hito no / mietsuramu / yume to shiriseba / samezaramashi wo]
Ono no Komachi

Se a questo mondo
non ci fosse
il fiore del ciliegio
il cuore in primavera
sarebbe più tranquillo
[yo no naka ni / taete sakura no / nakariseba / haru no kokoro wa / nodokekaramashi]
La luna non è la stessa?
E la primavera non è
la primavera di un tempo?
Sono soltanto io a rimanere
quello di una volta
[tsuki ya aranu / haru ya mukashi no / haru naranu / wa ga mi hitotsu wa / moto no mi ni shite]
Ariwara no Narihira
Ho appena colto un ramo;
così le mie maniche profumano
del fiore di susino
ma ecco che, forse da questa fragranza
ingannato, canta l’usignolo.
[Anonimo, Kokinshū I-32. Susino giapponese (ume)]
Hototogisu
haku o no ue no
unohana no
uki koto are ya
kimi ga kimasanu
Canta un cuculo
sulla vetta di una montagna,
ove sboccia mesto il fiore di deutzia.
Provi, forse, rancore verso di me,
amor mio che non ti degni di visitarmi?
[Owarida no ason hiromimi, Man'yōshū VIII-1501. Deutsia scabra (unohana)]

Utsusemi no
yo ni mo nitaru ka
hanazakura
saku to mishi ma ni
katsu chirinikeri
A questo mondo umano
effimero somiglia
il fiore di ciliegio:
lo vedo sbocciare e intanto
ecco, già sta sfiorendo.
[Anonimo, Kokin waka shuu II-73]
Kotoshi yori
haru shirisomuru
sakurabana
chiru to iu koto wa
narawazaranan
Da quest’anno
ha cominciato a conoscere la primavera
questo fiore di ciliegio.
L’uso di cadere
spero non impari mai.
[Ki no Tsurayuki, Kokin waka shuu I-49]
Sakurabana
toku chirinu to mo
omouezu
hito no kokoro zo
kaze mo fikiaenu.
Il fiore di ciliegio
non mi pare
che cada presto:
il cuore umano, invero,
muta senza aspettare il vento.
[Ki no Tsurayuki, Kokin waka shuu II-83]
Oto ni nomi
kiku no shirasuyu
yoru wa okite
hiru wa omoi ni
taezu kenubeshi
Da che sento parlare di lei soltanto,
la notte veglio e il giorno
per l’ardore mi sento morire
come labile rugiada
sul fiore di crisantemo.
a bientot
Ho letto una intervista a Dario Fo:
Ti senti circondato. Dove sono finiti quelli che la pensano in modo diverso? La sinistra ormai è in coma irreversibile. Staccare la spina sarebbe un atto umanitario. L’unica attività di cui sembra ancora capace è quella di dividersi. All’infinito, come atomi squinternati che sbattono l’uno contro l’altro, che cercano di fagocitarsi a vicenda». Insomma, come direbbe Nanni Moretti, non c’è anima viva che voglia dire qualcosa di sinistra. «Se per caso qualcuno ci prova, subito viene attaccato. E proprio dai “compagni”. Vedi D’Alema, che sulle stragi a Gaza ha detto cose sacrosante. Subito bacchettato sulle dita da quelli del suo stesso partito. Zitto, non si critica Israele. Mai, neanche di fronte a cadaveri dei bambini. Il Pd e la parte molle della sinistra non fanno che ripetere in modo sciocco le stesse cose della destra. Come loro non pensano ai problemi della gente ma a tener in piedi il loro apparato. Non hanno il coraggio di tirar fuori idee proprie, proposte chiare».
«Se gli Usa hanno eletto uno come Obama è perché si sono resi conto che per far fronte allo sfacelo dell’economia e dell’ecologia serviva qualcuno capace di sterzare senza paura. E difatti a poche ore dall’investitura, Obama ha già messo a segno precise direttive: promozione di energie alternative, apertura al mondo musulmano, salvaguardia dei diritti umani». Un Obama per tutti. Non ci resta che chiedere l’annessione agli Usa… «Pagherei per vedere arrivare uno come lui. Ma meglio di no. Litigiosi e autodistruttivi come siamo saremmo in grado di affondare anche loro». Certo qui è tutt’altra musica. «Da noi si continua a sostenere petrolio e petrolieri, a proteggere la finanza allegra, a fare squallido cabaret sulla violenza alle donne. Persino il Papa ci si è messo. Pronto a scomunicare tutti. Tranne i vescovi che parlano in latinorum e negano l’Olocausto». Bonifacio VIII versione 2009 somiglierà a Benedetto XVI? «Beh, qualche tratto affiorerà. Leggero e allusivo come quel venticello spiritoso che una volta gli ha portato via lo zucchetto. Basta un gesto, un accenno a una veste frou frou… Le vanità vaticane, si sa, seguono sempre le mode».
Condivido assolutamente ogni opinione. Sono cresciuta col teatro di Dario Fo . Potrei recitare Mistero buffo a memoria. Sentire il mio idolo dire le cose che penso mi rinfranca. Mi sento accerchiata ma ora so di non essere sola…














