Pare che il nostro vocabolario si sia arricchito di ben quattromila termini. Quanti ne abbia persi non è dato a sapere.
L’origine di questi nuovi termini è quasi sempre giornalistica , pare che negli ultimi dieci anni i nostri giornali ci abbiano regalato ben 4.163 nuovi vocaboli, lo testimonia il volume appena uscito : Neologismi. Parole nuove dai giornali, edito dalla Treccani e curato da Giovanni Adamo.
Molti di questi nuovi termini sono mutuati dalla politica: berluscofobo, berlusconeide, berlusconite, e di riflesso: veltronata, veltrones, ovviamente veltronizzare, per concludere con veltrusconismo che sarebbe la politica d’inciucio fatta da Berlustroni (lo sbarramento al 4% è un buon esempio di questa politica)
Le citazioni giornalistiche sono in tutto 10.132: per raggiungere l’accettazione ufficiale, una parola ha dovuto «affermarsi » nella lingua, ovvero apparire più volte e sempre con lo stesso significato. Al netto di Berlusconi e Veltroni c ’ è spazio anche per Massimo D’Alema (dalemista), per Francesco Rutelli (rutellata, rutellismo, rutelliano). Gianfranco Fini deve accontentarsi di finiano mentre Tremonti porta a casa tremontiano, Tremonti- boys, Tremontidipendente, Tremonti-pensiero, tremontismo. Mastella è un udeurrino come Casini è un udiccino. (Corriere della Sera)
Ma quasi in tutti i campi della vita quotidiana possiamo fruire di nuovi termini, chi di noi non ha mai sentito parlare di una cassanata?
Sul tram non inganniamo forse il tempo studiando visi botulinati? Negli uffici pubblici non pensiamo forse a Brunetta e alla sua lotta contro il fanullonismo? E dopo ore di coda non siamo forse attapirati? Sfogliando i giornali non ci occupiamo di calciopoli, vallettopoli, ricattopoli, intercettopoli e ora anche raiopoli?
Insomma il mondo cambia e le nostre parole con lui. Non c’è nulla di male a gossippare on-line … a chattare con internauti sconosciuti … a mantenere la portabilità di regard…a chiedersi se l’antipolitica potrebbe diventare l’ammazzacosti del nostro sistema politico…l’importante è non aderire al sistema velinesco che la nostra tv ci impone… e l’usare molti vocaboli , nuovi o vecchi che siano , è l’unico mezzo per non commettere un culturicidio…
Le parole nuove spesso ci fanno sorridere, come non sorridere davanti ad uno spettacolo televisivo pippobaudiano? O non ridere davanti ad una sinistra che si sta debertinottizzando?
Direi che sono più pericolose parole vecchie come intolleranza , razzismo, violenza… parole che purtroppo usiamo ancora.
A bientot
Abbiamo parole per vendere,
Parole per comprare,
Parole per fare parole.
Andiamo a cercare insieme
Le parole per pensare.
Andiamo a cercare insieme
Le parole per pensare.
Abbiamo parole per fingere,
Parole per ferire,
Parole per fare il solletico.
Andiamo a cercare insieme,
Le parole per amare.
Andiamo a cercare insieme
Le parole per amare.
Abbiamo parole per piangere,
Parole per tacere,
Parole per fare rumore.
Andiamo a cercare insieme
Le parole per parlare.
Andiamo a cercare insieme
Le parole per parlare.
Testi di Sergio Endrigo da una filastrocca di Gianni Rodari
PS: La ricetta di Maroni: “Basta bontà
saremo cattivi contro i clandestini….
dare fuoco ai clandestini è essere buoni con loro? Ma che idea di Stato ha Maroni? Uno Stato cattivo…uno Stato buono… Maroniiiiiiiiiii venga fuori dal bar sport e inizi a parlare da ministo… se ne è capace…