poesie d’autore

 

CONCHIGLIA
M’hanno portato una conchiglia.
Dentro le canta
un mare di mappa.
Il cuore
mi si riempie d’acqua
con pesciolini
d’ombra e d’argento.
M’hanno portato una conchiglia
Federico Garcia Lorca

“Io sarò albero se ti farai
fiore d’un albero:
se rugiada sarai mi farò fiore.
Rugiada diverrò se tu sarai
raggio di sole:
così, mio amore, noi ci uniremo.
Se, mia fanciulla, tu sarai cielo,
io diverrò, allora, una stella:
se, mia fanciulla, tu sarai inferno,
io per amarti mi dannerò.”
SANDOR PETOFI

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Ti amo, e preferirei di no,
Tutto di te e non so perché.
Tante ragazze hanno
Gli occhi fioriti di dolcezza,
Il collo eretto come quello di un cigno
Con una piccola macchia bruna
Per lasciarvi cadere
Timide occulte lacrime
E baci di promessa.
E allora perché non amo, amore, altre che te?
Ma se sapessi perché io t’amo, amore,
Forse non t’amerei con tanto ardore.”
THOMAS HOOD

Sola
da Favoloso è il vento
La mia ombra stanotte
in questa stanza a pianterreno
ove pende a fastidio di mosche
inquiete la lampada accesa,
ove sempre sono venuti
per le veglie dei nostri defunti,
è come il ritorno d’una vita
che vede - sola - se stessa
con occhi d’assurdo
tra queste pareti
entro cui il cuore scandisce
la mia insonnia di vivo,
al limite d’un’ombra più vasta.
Di là nella vecchia cucina
un antico odore di pane
in sere di lumi
(e i vostri occhi!)
forse è più vivo nel ricordo
che non la mia ombra stanotte.

Felice
Mastroianni


Tu
Canzone d’amore.

Per dire cos’ hai fatto
di me, non ho parole.
cerco solo la notte
fuggo davanti al sole.
La notte mi par d’oro
più di ogni sole al mondo,
sogno allora una bella
donna dal capo biondo.
Sogno le dolci cose,
che il tuo sguardo annunciava,
remoto paradiso
di canti risuonava.
Guarda a lungo la notte
e una nube veloce
per dire cos’ hai fatto
di me, non ho la voce.
Hemann Hesse

La belle dame sans merci

Certo i gabbiani cantonali hanno atteso invano
le briciole di pale che io gettavo
sul tuo balcone perché tu sentissi
anche chiusa nel sonno le loro strida.

Oggi manchiamo all’appuntamento tutti e due
e il nostro breakfast gela tra cataste
per me di libri inutili e per te di reliquie
che non so: calendari, astucci, fiale e creme.

Stupefacente il tuo volto s’ostina ancora, stagliato
sui fondali di calce del mattino;
ma una vita senz’ali non lo raggiunge e il suo fuoco
soffocato è il bagliore dell’accendino
Eugenio Montale

Così cominciò, là
in fondo alle scale
che tu scendevi di corsa
appena suonava il segnale di fine
dell’ultima lezione-
là, nella allegra ressa
presso gli spogliatoi,
protendendo con mano
di febbre
la tua contromarca.
Così cominciò, là
nella banda di ragazzi accaldati
(sorridessero pure con malizia
le bambine, vedendoti passare!)
correvi, a perdifiato,
facendo a pallate con l’umida neve.
Per un attimo balenavano in fuga
fiumiciattoli,
nuvole,
borgate,
ma ai tuoi occhi su tutto dominava
quell’unica cosa:
la cosa di cui, ora, sentivi forte la mancanza,
e non potevi comunque sapere ancora
che cosa.
Volevi l’amore-
amore vero, senza trucco,
e comunque tu riesca adesso
a ingannare te stesso,
volevi-non negare!- un amore felice,
e se questo non fosse stato possibile,
ti saresti contentato anche di un amore infelice:
ti bastava solo:
che fosse l’amore……

Evgenij Evtusenko

ho visto il tuo volto attorno alla casa dipinto su ogni ramo,
mi sono scrollato l’aurora dalle spalle e ho iniziato la ricerca: è venuta?
ho domandato alla rugiada sui rami, ho domandato al sole se avesse letto
i tuoi passi, dove la notte ti aveva vista, come si erano incamminati
accanto a te i fiori della casa e gli alberi.
Quasi disgiungo i miei giorni e me stesso:
là è il mio sangue e qui il mio corpo - fogli
che le scintille trascinano tra le rovine del mondo
Adonis

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Per dire cos’hai fatto
di me, non ho parole.
Cerco solo la notte
fuggo davanti al sole.
La notte mi par d’oro
più di ogni sole al mondo,
sogno allora una bella
donna dal capo biondo.

Sogno le dolci cose
che il tuo sguardo annunciava,
remoto paradiso
di canti risuonava.

Guardo a lungo la notte
e una nube veloce -
per dire cos’hai fatto
di me, non ho la voce.

Canzone d’amore Hermann Hesse

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C’è nell’intimità degli uomini un confine
che né l’amore, né la passione possono osare:
le labbra si fondono nel terribile silenzio
e il cuore si spezza per amore.
Anche l’amicizia qui è impotente, e gli anni
pieni di felicità alta infiammata,
quando l’anima è libera e distratta
dal lento languore della voluttà.
Pazzo è colui che vi si appresta,
raggiungerlo è morire d’angoscia…
Ora puoi capire perché non batte
il mio cuore sotto la tua mano.

Anna Achmatova

Nè l’intima grazia della tua fronte luminosa come una festa
nè il favore del tuo corpo, tuttora arcano e tàcito e fanciullesco,
nè l’alternarsi delle tue vicende in parole o in silenzi
saranno offerta così misteriosa
come rimirare il tuo sonno coinvolto
nella veglia delle mie braccia.
Di nuovo miracolosamente vergine per la virtù assolutoria del sonno,
serena e splendente come fausto ricordo trascelto,
mi offrirai quella sponda della tua vita che tu stessa non possiedi.
Proiettato nella quiete, scorgerò quella riva estrema del tuo essere
e ti vedrò forse per la prima volta
quale Iddio deve ravvisarti,
annullata la finzione del Tempo
senza l’amore, senza di me.

Jorge Luis Borges

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Più felice sono quando più lontana
porto la mia anima dalla sua dimora d’argilla,
in una notte di vento quando la luna brilla
e l’occhio vaga attraverso mondi di luce.

Quando mi annullo e niente mi è accanto
né terra, né mare, né cieli tersi
e sono tutta spirito, ampiamente errando
attraverso infinite immensità.
Emily Bronte

Come di là dai mari
grida l’innocenza-
bambini non più solitari
su litorali infiniti
rincorrono rincorrono e vincono
di abbaglio in abbaglio rapiti
E che si saprà mai di tanta innocenza ?
Che di questo spisciarsi di bambini ?
Feroci come l’afa
come i divini
loro doni che sfuggono, sfere
su tutto il mondo, oltre ogni potere?
Folla che troppo distratto e assonnato
raggiungo ad una svolta
a un dirupo dove crollò improvviso
ogni confine di un soprassaltante riso,
folla dolcissima, vero
disumano, perfetto aldilà
in elisie tivù, fosfeni a cascate,
acufeni di gloria gloria e gloria
per questa bella estate.

Andrea Zanzotto

 

Il vento scuote allori e pini. Ai vetri, giù acqua.
Tra fiumi e luci la costa la vedi a tratti, poi nulla.
La mattinata si affina nella stanza tranquilla.
Un filo di musica rock, le matite, le carte.
Sono felice della pioggia. O dei inesistenti,
proteggete l’idillio, vi prego. E che altro potete,
o dei d’autunno indulgenti dormenti,
meste di frasche le tempie? Come maestosi quei vostri
luminosi cumuli! Quante ansiose formiche nell’ombra!

Franco Fortini

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Porque el amor, mientras la vida nos acosa,
es simplemente una ola alta sobre las olas

TI AMAI

Ti amai, anche se forse
ancora non è spento del
tutto l’amore.
Ma se per te non è più tormento
voglio che nulla ti addolori.
Senza speranza, geloso,
ti ho amata nel silenzio e soffrivo,
teneramente ti ho amata come
-Dio voglia- un altro possa amarti.

A.Puskin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il modo tuo d’amare è lasciare che io ti ami.
Il sì con cui ti abbandoni è il silenzio.
I tuoi baci sono offrirmi le labbra perchè io le baci.
Mai parole o abbracci mi diranno che esistevi e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi, mappe, telefoni, presagi; tu, no.
E sto abbracciato a te senza chiederti nulla,
per timore che non sia vero che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire con domande, con carezze,
quella solitudine immensa d’ amarti solo io.

Pedro Salinas

E’ l’amore che è essenziale
Fernando Pessoa

E’ l’amore che è essenziale.
Il sesso è solo un accidente.
Può essere uguale
o differente.
L’uomo non è un animale
è una carne intelligente,
anche se a volte malata.

Tu vai senza me, mia vita
Tu scorri
Ed io non ho nemmeno fatto un passo.
Tu volgi altrove la battaglia,
Così mi diserti.
Io non t’ho mai seguito.

Non vedo chiaro nelle tue offerte.
Quel poco che vorrei, tu non lo porti mai.
Per questa mancanza, io aspiro a tanto.
A così tante cose, quasi all’infinito…
Per quel poco che manca e che tu non porti mai.
Henry Micha

Non darmi canti d’amore e non dirmi
che io sono fredda
nè che porto ceste di oscuro silenzio
sulle mie fragili spalle.
Non dirmi che io mi sto risognando del vento,
non dire parole d’amore a specchio del vero
e di acque sicure.
Non dirmi che io sono maldestra nel programmare la folla
perchè porto intorno dinieghi e vivo dorata di morte,
ma dimmi che ami cercare nel grembo di facili muse
parole che a notte sussurrano ambrosia infinita.
Non dirmi che io ti rinnego quando io continuo a cercarti
assiso sulle grondaie, seduto sopra la neve”

Alda Merini

 

Attesa
Oggi che ti aspettavo
non sei venuta.
E la tua assenza so quel che mi dice,
la tua assenza che tumultuava
nel vuoto che hai lasciato,
come una stella.
Dice che non vuoi amarmi.
Quale un estivo temporale
s’annuncia e poi s’allontana,
così ti sei negata alla mia sete.
L’amore, sul nascere,
ha di quest’improvvisi pentimenti.
Silenziosamente
ci siamo intesi.

Amore, amore, come sempre,
vorrei coprirti di fiori e d’insulti.
Vincenzo Cardarelli

sei la mia schiavitù
Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d’estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro.
Nazim Hikmet

 

DOVE SEI TU, LUCE, È IL MATTINO

Tu eri la vita e le cose.
In te desti respiravamo
sotto il cielo che ancora è in noi.
Non pena non febbre allora,
non quest’ombra greve del giorno
affollato e diverso. O luce,
chiarezza lontana, respiro
affannoso, rivolgi gli occhi
immobili e chiari su noi.
È buio il mattino che passa
senza la luce dei tuoi occhi.

CESARE PAVESE

 

Ai vecchi giorni 
 
“Ai vecchi giorni

il vento

riporti

solo

un garbuglio di capelli.

Per l’allegria

il pianeta nostro

è poco attrezzato.

Bisogna

strappare

la gioia

ai giorni futuri.

In questa vita

non è difficile

morire.

Vivere

è di gran lunga più difficile”

Majakovkij

 

 

Di te

che sarà, amore di te?

Quando resterai senza di me,

quale luce porterà te,

quale ombra me?

Dolore di tempie, di occhi,

dolore di cuore e

di ossa e sangue e anima…

Di te,

che sarà , amore di te?

Rafael Alberti

UN CARATTERE DIFFICILE (TEZHÂK HARAKTER)

Come una pietra al collo,
come il segno di un coltello,
come un velo nero,
un soldo di rame antico,
io ti porto sempre addosso,
non importa se mi pesi
dalla testa ai piedi,
non importa se soffro!
Come il segno di una magia,
pozione per la mia febbre,
come la forte rakia,
un dado bianco, già gettato -
con il freddo, con il fuoco - tutta la vita -
ti giuro o ti benedico,
buongiorno e addio,
amor morboso mio.

Miriana Basheva

 

 

 

Bevo a una casa distrutta,
alla mia vita sciagurata,
a solitudini vissute in due
e bevo anche a te:
all’inganno di labbra che tradirono,
al morto gelo dei tuoi occhi,
ad un mondo crudele e rozzo,
ad un Dio che non ci ha salvato.

  Anna Achmatova

 

a bientot

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Si è sollevato un incendio azzurro…

Si è sollevato un incendio azzurro,
Le lontananze natie offuscando.
Ho cantato d’amore, ho rinunciato
A far scandali: per la prima volta.

Non ero che un giardino abbandonato,
Ero avido d’alcool e di donne.
Non amo più bere, ballare e perdere,
Senza voltarmi indietro, la mia vita.

Vorrei solo guardarti, contemplando
L’oro-castano abisso dei tuoi occhi
E, rinnegando il passato, far sì
Che con un altro tu non te ne vada.

Dolce andatura ed elegante vita:
Tu, dal cuore inflessibile, sapessi
Come è capace un teppista d’amare,
Come è capace d’esser sottomesso.

Le bettole per sempre scorderei,
Smettendo anche di scrivere versi:
Soltanto per sfiorare la tua mano
E come un fiore autunnale i capelli.

E vorrei sempre seguirti da presso,
Sia in patria che in paesi forestieri…
Ho cantato d’amore e ho rinunziato
A far scandali: per la prima volta.
 
Sergej Esenin

 

Grazie
“a Muzaffar… martire di questo tempo”
Grazie al dolore
che rende i nostri cuori più delicati e forti.
Grazie al piombo
che c’insegna il valore del canto
e ci ricorda l’appuntamento fuggente e il bacio dimenticato.
Grazie alle prigioni
che fan tornare alla mente l’azzurro del cielo e il tocco delle erbe vaghe.
E grazie al mondo…
sui suoi aspetti più neri scriviamo questi incliti poemi.
Grazie a Nerone, a Caligola, a Hiroshima,
alla cella sbarrata e alla croce uncinata,
alle bare, alle epidemie, ai cancri del sangue;
essi ci ricordano la vita che fu… e gli imminenti oblii.
Grazie agli incubi - dice l’uomo timoroso -
essi aprono le strade chiuse e guidano al tempo pacifico.
E grazie alla notte
che i volti dei tiranni rende più laidi e neri.
Ai pugnali schifosi e alle zanne ben fisse.
E grazie al pianto…
E grazie ai nazisti e ai tribunali dell’inquisizione… e a Ponzio Pilato.
E grazie al mio cuore…
che continua ad amarvi.

Nazìh Abu ‘Afash

 

E’ vero
Federico Garcia Lorca

Ahi, che fatica mi costa
amarti come ti amo!
Per il tuo amore mi duole l’aria,
il cuore
e il cappello.
Chi mi compra
questo nastrino
e questa tristezza di filo
bianco, per tessere fazzoletti?
Ahi, che fatica mi costa
amarti come ti amo!

IL VENTO DELLA VALLE
di Lu Yun
 
Vivendo ritirato di là dal mondo
Godendomi in silenzio l’isolamento
Stringo di più la corda della mia porta,
Tappo la mia finestra con bulbi e felci.
L’animo mio s’intona alla primavera,
Al finire dell’anno ho l’autunno in cuore.
Così, copiando i mutamenti cosmici
La mia casa diventa un universo.

 

°°°°°°°°°°°°°°

L’angelo buono

Venne quello che amavo,
quello che invocavo.

Non quello che spazza cieli senza difese,
astri senza capanne,
lune senza patria,
nevi.
Nevi di quelle che son cadute da una mano,
un nome,
un sogno,
una fronte.

Non quello che ai suoi capelli
legò la morte.
Ma quello che amavo.

Senza graffiare i venti,
senza ferire foglie o agitare cristalli.

Quello che ai suoi capelli
legò il silenzio.

Per scavarmi nel petto, senza farmi male
di luce dolce una riva
e render navigabile la mia anima.
Rafael Alberti

*******
Fernando Pessoa
Ma io, sempre estraneo, sempre penetrando
il più intimo essere della mia vita,
vado dentro di me cercando l’ombra.

 

Niente cancellerà via l’amore,

nè i litigi nè i chilometri.

 E’ meditato,

provato,

 controllato.

 Alzando solennemente i versi,

dita di righe,

 lo giuro:

amo d’un amore immutabile e fedele.  

 Vladimir Majakovskij

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Gettami in viso la parola terribile.
Perché non vuoi udire?
Non senti che ogni tuo nervo contorto
urla come una tromba di vetro
l’amore è morto…

l’amore è morto…
ascolta
rispondimi senza mentire…
come due fosse

in viso ti si scavano gli occhi…
lo so che già consumato è l’amore.
Ormai

a più d’un segno vi riconosco la noia

Vladimir Vladimirovic Majakovskij

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Sono bella, o mortali, come un sogno di pietra è il mio seno,
cui volta a volta ciascuno s’è scontrato,
è fatto per ispirare al poeta un amore eterno e muto come la materia.

Troneggio nell’azzurro quale Sfinge incompresa,
unisco un cuore di neve alla bianchezza dei cigni,
odio il movimento che scompone le linee e mai piango, mai rido.

I poeti, di fronte alle mie grandi pose,
che ho l’aria di imitare dai più fieri monumenti,
consumeranno i giorni in studi severi, perché,

onde affascinare quei docili amanti,
ho degli specchi puri che fanno più bella ogni cosa:
I miei occhi, questi larghi occhi dalle luci eterne.

Charles Baudelaire

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Tira i fili, la marionetta balla”

Ogni uomo deve capire
che tutto può sparire molto
in fretta:
il gatto, la donna, il lavoro,
la ruota davanti,
il letto, le pareti, la
stanza; tutte le nostre necessità
amore compreso,
poggiano su fondamenta di sabbia,
e ogni causa determinata,
per sconnessa che sia:
la morte di un ragazzo a Hong Kong
o una tormenta a Omaha…
può essere la tua rovina.

Tutte le tue stoviglie che si spaccano
sul pavimento della cucina, la tua ragazza entra
e tu sei là, ubriaco,
in mezzo alla stanza e lei domanda:
“Mio dio, cosa succede?”,
e tu rispondi: “Non so,
non so”…

Charles Bukowski

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“Licantropia”

In qualche luogo i sogni diventeranno realtà.
C’è un lago solitario
illuminato dalla luna per me e per te
come nessuno per noi soli.

Lì la scura bianca vela spiegata
in un vago vento non sentito
guiderà la nostra vita-sonno
laddove le acque si fondono

in un lido di neri alberi,
dove i boschi sconosciuti vanno incontro
al desiderio del lago di essere di più
e rendono il sogno completo.

Là ci nasconderemo e svaniremo,
tutti vanamente al confine della luna,
sentendo che ciò di cui siamo fatti
è stato qualche volta musicale.

Fernando Pessoa

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Trattenendo
me stesso,
come a un convegno,
sino all’ultimo battito del petto,
tendo l’orecchio:
l’amore riprende a ronzare,
umano,
semplice.
Fuoco,
uragano
ed acqua
s’avanzano con un sordo brontolìo.
Chi saprebbe dominarsi?
Potete?
Provateci…

Vladimir Vladimrovic Majakovskij

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“Solo l’amare, solo il conoscere

conta, non l’aver amato,

non l’aver conosciuto. Dà angoscia

Il vivere di un consumato

amore. L’anima non cresce più”

Pier Paolo Pasolini

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Abbiamo perso…

Abbiamo perso anche questo crepuscolo.
Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano
mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.

Ho visto dalla mia finestra
la festa del tramonto sui monti lontani.

A volte, come una moneta
mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani.

Io ti ricordavo con l’anima oppressa
da quella tristezza che tu mi conosci.

Dove eri allora?
Tra quali genti?
Dicendo quali parole?
Perchè mi investirà tutto l’amore di colpo
quando mi sento triste e ti sento lontana?

E’ caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo
e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi.

Sempre, sempre ti allontani la sera
e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue.

Pablo Neruda

*********
Tu non sai: ci sono betulle che di notte

levano le loro radici, e tu non crederesti mai

che di notte gli alberi camminano o diventano

sogni. Pensa che in un albero c’è un violino d’amore.

Pensa che un albero canta e ride.

Pensa che un albero sta in un crepaccio e poi

diventa vita. Te l’ho già detto: i poeti non si redimono,

vanno lasciati volare tra gli alberi

come usignoli pronti a morire.

Alda Merini

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Non posso esistere senza di te.
Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:
la mia vita sembra che si arresti lì,
non vedo più avanti.
Mi hai assorbito.
In questo momento ho la sensazione
come di dissolvermi:
sarei estremamente triste
senza la speranza di rivederti presto.
Avrei paura a staccarmi da te.
Mi hai rapito via l’anima con un potere
cui non posso resistere;
eppure potei resistere finché non ti vidi;
e anche dopo averti veduta
mi sforzai spesso di ragionare
contro le ragioni del mio amore.
Ora non ne sono più capace.
Sarebbe una pena troppo grande.
Il mio amore è egoista.
Non posso respirare senza di te.

~ John Keats ~

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Non sono tua, tu non mi sai annullare,
anche se a questo il mio essere anela:
perdermi come fuoco di candela
a mezzogiorno accesa, o neve in mare.

Tu m’ami, certo, e ancora mi seduce
il tuo spirito ardente, vivo sole;
pure, io resto io, colei che vuole
perdersi come lume in pura luce.

Oh, nell’amore fammi sprofondare,
strazia i miei sensi, fammi diventare
sorda e cieca in tempesta di tormenti,
tenue fiaccola tra maligni venti.
Sara Teasdale Trevor

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Nel dubbio

Questo giorno d’ottobre ha iniziato
col sorriso stranito
di chi ritorna in città
da un viaggio, e gli sembra mutata,
di più misera apparenza,
le vie più strette. Possibile!
In così breve assenza! Sarà
che la stanchezza gli mette
malumore nell’animo, o che l’animo
non è desto del tutto.
Se almeno il sole sciogliesse
la foschia… Come il viso d’un fratello
che da lontano s’è riconosciuto
schiara tutta la via…
Sarebbe bello accadesse.
Nel dubbio, consideriamolo accaduto.

Fernanda Romagnoli

 

Silenzi

D’estate, nel silenzio dei meriggi,
sopra la terra esausta ed assopita,
incombe il peso d’una enorme assenza.

Ma dai grandi silenzi dell’inverno,
sopra la terra rispogliata e nuda,
infinita certezza si disserta.

Tutto perdemmo: fu sprecato il tempo
Sì breve del fiorire, ma ora il cielo,
non più velato dalle foglie, immenso,

di luce inonda gli orizzonti, e nulla
fuorché il cielo è vivente sulla terra,
una più vera vita è in questa morte.

(Inedito di Lalla Romano, 1930)

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Fiaccata dai tuoi lunghi sguardi,
io stessa ho appreso a far soffrire.
Creata da una tua costola,
come posso non amarti?

Esserti tenera sorella
è il legato di un fato antico,
ed io sono diventata l’astuta, avida,
dolcissima tua schiava.

Ma quando, mite, mi abbandono
sul tuo petto piú bianco della neve,
come esulta e si fa saggio il tuo cuore,
sole della mia patria!
Anna Achmatova

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Il pudore sociale che tu credi naturale
vuole che tu sia ritrosa, ambigua, dolce
Il pudore vero sta rinchiuso come il tuorlo
dentro l’uovo, ricco, fiammante, vitale.
Questo pudore ti insegna il senso della tua integrità
di cuore, bada bene, non di una carne fatta
Simbolo sociale. Sii tu a baciarlo, a spogliarlo,
ad accarezzarlo, senza per questo rifiutare le sue
carezze e i suoi baci. Che sia chiaro, chiarissimo
lampante che siete in due a fare l’amore, non uno solo
sopra l’altro, contro l’altro, a danno dell’altro.
Rifiuta il gioco del corri e scappa che può
divertire ma alla fine ti porterà alla trappola.
La civetteria è un ‘arma così povera ad infelice
che poi quando sei incastrata contro un muro
non ti rimane che sorridere e acconsentire.
Ma non c’è niente da nascondere, lo vuoi capire.
Devi prenderti il tuo piacere da lui come
lui lo prende da te, senza infingimenti;
con pari entusiasmo e passione. Fagli la corte,
inseguilo, parlagli apertamente. Decidi tu
quando vuoi fare l’amore, non lasciarlo mai
pregare e supplicare, perché poi quando decidessi
non sarà più una decisione ma un cedimento
e subito lui urlerà di essere il tuo padrone
e avrà ragione perché sarai stata vinta e
non vincitrice, avrai accettato la regola
del cacciatore che corre appresso alla preda.

Dacia Maraini

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Nè mistero nè dolore
Né mistero né dolore
né volontà sapiente del destino:
sempre quell’incontrarci ci lasciava
l’impressione di una lotta.

Ed io, indovinato dal mattino
l’attimo del tuo arrivo,
percepivo nei palmi socchiusi
il morso leggero di un tremito.

Con dita arse sgualcivo
la variopinta tovaglia del tavolo…
Capivo fin da allora
quanto è angusta questa terra.

Anna Achmatova

altre poesie:

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