La scuola reagisce al piano folle della Gelmini… ma sarà della Gelmini? Non è una riforma del sistema scolastico. E’ un taglio in bilancio…
Una volta i ministri lottavano come iene per aver dei fondi e far funzionre il loro ministero ora la Gelmini si offre , novella vittima sacrificale , per assecondare Tremonti.
Donna Gelmini, dopo aver comprato l’abilitazione, ora vende la scuola.
L’istruzione è fra i diritti fondamentali di un popolo. In Italia è tenuta davvero in poco conto.
Ho avuto la sventura di sentire con le mie orecchie la parafrasi della celebre frase di Totò: Con le tue lauree pulisciti…
Sei milioni di italiani non hanno un diploma.
Il 66% della popolazione fatica a leggere e a scrivere e a far di conto. Non capisce moltissimi vocaboli di un articolo di giornale.
All’”isola dei famosi” un concorrente, molto debilitato, ha annunciato alla nazione , con aria sofferta : “Mi ritiro perchè sono depravato”
Abbiamo il problema degli illetterati di ritorno.
Abbiamo edifici scolastici fatiscenti. Le palestre sono un sogno persino in istituti di prestigio. Le aule delle materie scientifiche una chimera.
Il bullismo impera. Non abbiamo un piano per l’integrazione degli studenti stranieri.
E in questa situazione , Donna Gelmini, opera tagli.
Balle e pupe … è lo slogan coniato dagli studenti per i proclami del ministro.
Alla Fgci ha grande successo l’iniziativa Tagliagelmini.it , l’unico taglio accettabile.
“La Gelmini manipola i dati, inventa emergenze, sostiene inesistenti ragioni educative pur di giustificare il fatto incontestabile che questo Governo ha deciso di risparmiare dalla scuola, e quindi sulla qualità, sul merito, sulle pari opportunità, ben 8 miliardi di euro in tre anni “(Giulia Tosoni)
Il mondo della scuola protesta. I giornali ne parlano poco.
Donna Gelmini va da Vespa. Noi , per una volta , non limitiamoci a guardare… partecipiamo!
E’ in gioco il futuro della scuola pubblica.
Donna Gelmini non fa cose a caso… quello che lei mette in atto è un piano ben preciso . Non suo .
Io ho la ferma sensazione che lei sia solo uno strumento.
E’ bella, le hanno fatto fare il ministro…
Non basta essere belle per fare il ministro. E del resto noi avevamo già dato con la Carfagna..
a bientot
Aggiungo al mio post una riflessione di Isa che nella scuola vive e opera da un ventennio:
Vorrei aggiungere che non so come siano le altre scuole perché tutti mi dicono”sì ma tu parli perché sei di Milano la realtà italiana è diversa” che comunque la scuola primaria italiana è al sesto posto come efficienza al mondo e che sono vent’anni che mi preparo ad una scuola del pensare, del fare, dello sperimentare, osservare, una scuola in cui ci sia spazio per riflessioni, sentimenti, sperimentazioni, laboratori, uscite didattiche, dove le insegnanti piuttosto che stare a casa un giorno si fanno ammazzare, dove si collabora, si discute e insieme si decide il meglio. Questa è la mia realtà. Nella mia realtà non ci sono fannulloni, non esiste una scuola dal maestro unico perché da noi , per i bambini, tutte le maestre sono uniche ed insostituibili. Nella mia scuola gli insegnanti si aggiornano e se non ci sono soldi organizzano corsi di autoaggiornamento, dove gli insegnanti dedicano ogni ora del loro tempo ai bambini, nessuno legge il giornale, nessuno va a fare la spesa.
Io voglio questa scuola. Voglio che ci sia spazio per tutto e non solo per italiano e matematica. Voglio offrire istruzione, ma voglio anche svolgere il mio ruolo di educatore, voglio aprire le menti, far conoscere l’arte, far discutere, far convivere in un clima di amore e rispetto bambini di culture e provenienza diverse offrendo a tutti le stesse opportunità, garantendo a tutti gli stessi diritti, pretendendo da loro gli stessi doveri. Questa è la mia scuola. Nessuno deve pagare per frequentarla.