Posts Tagged ‘mafia’

un cretino al Grande Fratello?

Monday, February 15th, 2010

Non ho mai parlato di  ”Grande Fratello” nonostante imperversi su quotidiani e tv. Troppi casi umani. Non saprei da dove iniziare se dovessi considerare i concorrenti la rappresentanza della nostra gioventù . Però questa notizia trovata per caso mi ha davvero impressionata:

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Certo, non ci voleva questo Massimo Scattarella ( prestato alla tv spagnola) per dare agli stranieri l’impressione che noi italiani siamo tutti mafiosi , ma in vita mia  non ho mai sentito parlare così di mafia. Prima avevamo almeno il pudore di vergognarci.

Berlusconi , oltre ai fascisti,  ha sdoganato anche la mafia con le sue dichiarazioni su Mangano (avvallando le dichiarazioni di Dell’Utri) e mettendo in posti chiave persone che odorano di mafia anche a distanza, ma sentendo questo Scattarella pare che essere mafiosi sia un orgoglio e che la mafia sia orgoglio e vanto per il nostro Paese.

Con quel che mi è rimasto , in questa italia che ha perso ogni punto di riferimento morale , della  capacità di indignarmi io dico che è una vergogna.

Ma a che accidenti serve?  La tv è finzione, finzione pilotata. Forse anche questo Scattarella,  che pare un cretino,  ha un suo perchè . Forse è proprio quello il messaggio che doveva lanciare . Mi risulta che questo individuo sia stato punito ed allontanato dal gioco  per una mezza bestemmia detta a mezza voce , non per queste parole dette chiaramente… 

Forza, accendete la TV e godetevi la “meglio gioventù” di berluscolandia.

a bientot

forza Italia… rialza la testa e spegni la tv

Tuesday, February 9th, 2010

“Alcuni suoi amici di allora Ciarrapico e Caltagirone e altri costruttori romani gli dicono di investire in Canada dove sono in preparazione le Olimpiadi di Montreal”. Ma anche altri soldi saranno destinati a un altro progetto. “Una grande realizzazione alla periferia di Milano che è stata poi chiamata Milano 2″. Ciancimino junior ha spiegato di aver acquisito queste informazioni sia direttamente dal padre sia attraverso la lettura di agende e documenti dello stesso genitore. “Insieme avremmo dovuto fare un memoriale per questo gli chiedevo sempre chiarimenti su qualcosa che ritenevo interessante”.
“Nel 1990, grazie alle sue amicizie che aveva in Corte di Cassazione, mio padre riuscì a fare annullare l’ordine di custodia che fu emesso dal gip Grillo per la vicenda mafia e appalti”, ha detto ancora Ciancimino jr. La sezione della Cassazione che emise il provvedimento di annullamento era la prima, presieduta all’epoca da Corrado Carnevale.

“Nel 1994, l’ingegner Lo Verde, alias Bernardo Provenzano, mi fece avere tramite il suo entourage una lettera destinata a Dell’Utri e Berlusconi  -  rivela Ciancimino - Io la portai subito a mio padre, che all’epoca era in carcere: lui mi disse che con quella lettera si voleva richiamare Berlusconi e Dell’Utri, perché ritornassero nei ranghi. Mio padre mi diceva che il partito di Forza Italia era nato grazie alla trattativa e che Berlusconi era il frutto di tutti questi accordi”.

“Mio padre mi spiegò che Forza Italia era il frutto della cosiddetta trattativa tra Stato e mafia” ha detto Ciancimino jr.

Forza Italia , togli il velo che la televisione ha steso sui tuoi occhi.

Forza Italia, spegni la tv e rialza la testa.

a bientot

Un motivo diverso per Sanremo:

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stonature e tiramisu

Monday, November 30th, 2009

Viviamo in una società schizofrenica, in una società malata dove ogni valore è corrotto e manipolato.

Berlusconi si difende da accuse che nessuno gli ha mai fatto . L’accusa è apparsa sui SUOI giornali.  Il cavaliere si difende,   non come qualsiasi individuo accusato ingiustamente proclamando la sua innocenza,  ma sminuendo o ridicolizzando il problema.

E stiamo parlando di mafia.

E poi gli prende la rabbia.. sbraita ..urla…

Ma non sentite come sia stonato tutto questo?

a bientot

Vi darò la ricetta magica del mio tiramisu, lo so, regard non è un ricettario ma visto che non capisco più il mondo vi parlo di una cosa che conosco bene:

Iniziate col fare caffè per almeno 12  persone e versatelo in una terrina perchè si intiepidisca.

Prendete 5 uova , separate albumi da tuorli versandoli in recipienti diversi.

Nei cinque tuorli aggiungete 10 cucchiai di zucchero ed iniziate a sbattere con la frusta elettrica fino a che il composto sarà diventato omogeneo , spumoso e molto chiaro.

A questo punto aggiungete 500 grammi di mascarpone mescolando in modo che non vi siano grumi ( mi raccomando sempre e solo col cucchiaio di legno) .

Montate gli albumi a neve ben solida e aggiungeteli al primo composto mescolandoli con il cucchiaio di legno e  incorporandoli con molta delicatezza.

Ora prendete i savoiardi e inzuppateli nel caffè , uno alla volta,  delicatamente e velocemente  ( ma che siano ben inzuppati ) e poneteli in un piatto da portata ( io prediligo quelli lunghi) disponendoli appaiati per tutta la lunghezza del piatto formando una base di savoiardi e a questo punto ricopriteli abbondantemente con la crema preparata .

Quando la base sarà uniformente ricoperta di crema da una tavoletta di cioccolato fondente grattante col coltello  delle scaglie e spargetele sopra la crema.

Rifate tutte le operazioni per almeno tre volte sovrapponendo i savoiardi. L’ultimo piano anzichè le scaglie di cioccolato verrà interamente spolverato,  con l’aiuto di un colino , di cacao amaro . Riponete in frigorifero per almeno tre ore.

“Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime”

Saturday, March 21st, 2009

Oggi è il primo giorno di primavera ma è anche la “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime” della mafia.

L’elenco dei nomi delle vittime , quelle conosciute e recenti ovviamente , lo potete trovare qui:

http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/87

è un elenco lunghissimo anche se siamo tutti consapevoli di come sia solo la punta di un iceberg.

Cos’è la mafia? Ce lo spiga Giovanni Falcone:

http://digilander.libero.it/inmemoria/la_mafia.htm

Peppino Impastato dava della mafia una definizione assai semplice ma efficace :

 La mafia è una montagna di merda. (da un articolo del giornale L’idea socialista, 1966)

Ma soprattutto è un mostro dai mille tentacoli che cambia a secondo delle esigenze del momento , tanto infiltrata nel nostro sistema da apparire invincibile.

Lo scorso anno scrissi:

Non si parla più di mafia.

Magari si fanno gli sceneggiati ma la mafia non compare nei programmi elettorali.

Tutti promettono la soluzione dell’emergenza dei rifiuti a Napoli ma nessuno parla della connessione fra questi rifiuti e la camorra.

Tutti parlano della soluzione dei problemi italiani ma non fanno cenno al fatto che buona parte dei problemi sono al sud e buona parte dei problemi del sud vengono dal radicamento in queste realtà della malavita, che si chiami mafia, ndrangheta, camorra, nuova corona unita.

Significativa una osservazione di Tano Grasso: “Finora in campagna elettorale nessuno ha parlato della lotta contro il pizzo”

«Fuori le mafie dalle nostre vite» non è uno slogan ma un reale bisogno dei cittadini.

Vogliamo che chi ci governerà prenda come primo impegno la lotta a tutte le  mafie.

Solo così sarà possibile una nuova Italia.

ovviemente i miei desideri sono caduti nel vuoto.

E siamo di nuovo qui a piangere i morti e a votare i mafiosi perchè noi italiani, è inutile negarlo, abbiamo la mafia dentro. Ci pare naturale la raccomandazione , ci pare normale affidare un appalto all’amico dell’amico , ci sembrano cose logiche le bustarelle. Abbiamo bisogno di avere come referenti persone di “rispetto”.

Voglio chiudere con il ricordo Peppino Impastato di Giuseppe Fava :

Tra la casa di Peppino Impastato e quella di Gaetano Badalamenti ci sono cento passi. Li ho consumati per la prima volta in un pomeriggio di gennaio, con uno scirocco gelido che lavava i marciapiedi e gonfiava i vestiti. Mi ricordo un cielo opprimente e la strada bianca che tagliava il paese in tutta la sua lunghezza, dal mare fino alle prime pietre del monte Pecoraro. Cento passi, cento secondi: provai a contarli e pensai a Peppino. A quante volte era passato davanti alle persiane di Don Tano quando ancora non sapeva come sarebbe finita. Pensai a Peppino, con i pugni in tasca, tra quelle case, perduto con i suoi fantasmi. Infine pensai che è facile morire in fondo alla Sicilia.” (Claudio Fava, “Cinque delitti imperfetti”, Mondatori 1994, p.9)

a bientot