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Scuola: Vergogna! Vergogna! Vergogna!

Saturday, February 6th, 2010

Il ministro Tremonti ha fatto di nuovo i tagli che servono  al bilancio a spese della scuola pubblica. Mariastargelimini , preoccupata per il parto , ripete le solite banalità come un robottino e ha il coraggio di chiamare questi tagli “riforma”.

Meno ore di scuola rispetto alle medie. Un “taglio” drastrico agli indirizzi (sei licei, sfoltiti i tecnici e i professionali) e tante materie che scompaiono e riappaiono  come Geografia e Diritto. Il Consiglio dei ministri dà il via libera alla riforma dell’istruzione superiore senza tener conto delle proteste di insegnanti, famiglie e sindacati.

Berlusconi dice: “La scuola attuale non sforna ragazzi con cognizioni adeguate alle richieste del mondo del lavoro”. Quale mondo del lavoro?  Quello a cui penseremo , forse, dopo l’approvazione del processo breve? 

I giapponesi studiano robot per il lavoro manuale noi plasmiamo cittadini che sappiano  solo girare un bullone.  A che servirebbe saper di più? Per questo vengono tagliati tutti i laboratori…

La “riforma” verte sul taglio di 17.000 cattedre e per far questo si è dovuti ricorrere ad un taglio di  ore di lezione con materie ballerine come la geografia che scompaiono e riappaiono a secondo delle voglie del ministro incinta

Siamo una nazione di ignoranti che vota Berlusconi… forse il ragionamento del governo è semplice : più sono ignoranti più votano Berlusconi…

Perchè investire sul sapere?

Il parlamento è pieno di ignoranti, la televisione ne è stracolma e anche nella mia vita quotidiana vedo che l’ignoranza prevale sempre sul sapere…

a che pro dare al popolo la possibilità di istruirsi?

E il  Corriere della Sera  ( che assomiglia sempre più al tg1 e che va sempre più alla ricerca di scoiattoli pianisti) non spende una riga su questa vergogna…a chi vuoi interessi la riforma della scuola?

Berlusconi fiero della “riforma” ( che sicuramente non ha neppure letta) ringrazia mariastargelmini ( che si sveglia di notte pensando al parto e sicuramente non ha avuto neppure lei tempo per leggere  la sua riforma ) che  “Ha fatto la riforma invece del viaggio di nozze” ( vedi la gente che brutto uso fa del  tempo libero…)  e lascia anche un testamento spirituale agli studenti italiani:  “Studiate le mie canzoni e quelle di Apicella…”

non ci resta che piangere.

a bientot

..te li do io i grembiulini

Sunday, January 25th, 2009

I grembiulini … il maestro unico… fumo negli occhi. Come sempre il governo Berlusconi ci butta lì due o tre argomenti secondari, noi abbocchiamo , parliamo parliamo , facciamo tavole rotonde e nel frattempo ignoriamo il vero pericolo.

Il governo Berlusconi tiene celati 22 articoli per cancellare i decreti delegati, smantellare la struttura attuale della scuola italiana.

Le scuole diventeranno fondazioni, pubblico e privato saranno alla pari e i professori gente in carriera. 

Via il consiglio di istituto ci sarà il consiglio di amministrazione. Le scuole saranno fondazioni … anzi meglio : aziende.

Non sto scherzando e non sto esagerando.

Ah…le scuole saranno legate alle regioni. Auguri ai bambini calabresi…

Ho sempre pensato che uno Stato avesse degli obblighi verso i suoi cittadini e il diritto allo studio fosse uno di questi.

Non sarà più così…

Qui si stanno minando le basi dei nostri diritti… altro che grembiulini! Non possiamo permetterlo…

a bientot

Piero Calamandrei 1950:

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico

Piero Calamandrei - discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950

poesie del venerdì

Friday, December 19th, 2008

Canto per l’amata nella fredda primavera
 Hermann Hesse

L’ore, otto o nove o dieci
nell’atrio freddo battono.
Non conto, ascolto il lieve
fruscio di quando passano.
Volano come il vento nella neve,
come gli uccelli nell’inverno bianchi.
Non mi fanno del bene,
non mi fanno del male,

ma sono ore in cui mi manchi

Ho smesso di sorridere
Anna Achmatova

Ho smesso di sorridere,
le labbra sono gelate,
ad una sola speranza
segue più di una canzone.

Senza colpa cederò il canto
al riso e alla profanazione,
ché al colmo del dolore
per l’anima è il silenzio
d’amore.

Più felice sono quando più lontana
Emily Bronte

Più felice sono quando più lontana
porto la mia anima dalla sua dimora d’argilla,
in una notte di vento quando la luna brilla
e l’occhio vaga attraverso mondi di luce.

Quando mi annullo e niente mi è accanto
né terra, né mare, né cieli tersi
e sono tutta spirito, ampiamente errando
attraverso infinite immensità

Infinità d’amore
John Donne

Se ancor non ho tutto l’amore tuo,
cara, giammai tutto l’avrò;
non posso esalare un altro sospiro per intenerirti,
né posso implorare un’altra lacrima a che sgorghi;
ormai tutto il tesoro che avevo per acquistarti
- sospiri, lacrime, e voti e lettere - l’ho consumato.
Eppure non può essermi dovuto
più di quanto fu inteso alla stipulazione del contratto;
se allora il tuo dono d’amore fu parziale,
si che parte a me toccasse, parte ad altri,
cara giammai tutta ti avrò

Ma se allora tu mi cedesti tutto,
quel tutto non fu che il tutto di cui allora tu disponevi;
ma se nel cuore tuo, in seguito, sia stato o sarà
generato amor nuovo, ad opera di altri,
che ancor possiedono intatte le lor sostanze, e possono di lacrime,
di sospiri, di voti, di lettere, fare offerte maggiori,
codesto amore nuovo può produrre nuove ansie,
poiché codesto amore non fu da te impegnato.
Eppur lo fu, dacché la tua donazione fu totale:
il terreno, cioè il tuo cuore, è mio; quanto ivi cresca,
cara, dovrebbe tutto spettare a me.

Tuttavia ancor non vorrei avere tutto;
chi tutto ha non può aver altro,
e dacché il mio amore ammette quotidianamente
nuovo accrescimento, tu dovresti avere in serbo nuove ricompense;
tu non puoi darmi ogni giorno il tuo cuore:
se puoi darlo, vuol dire che non l’hai mai dato.
IL paradosso d’amore consiste nel fatto che, sebbene il tuo cuore si diparta,
tuttavia rimane, e tu col perderlo lo conservi.
Ma noi terremo un modo più liberale
di quello di scambiar cuori: li uniremo; così saremo
un solo essere, e il Tutto l’un dell’altro.

Threnos
 Ezra Pound

Niente più sospiri per noi.
Non ci turba più la brezza del crepuscolo.

Ecco i bei morti!

Non ardo più.
Non più il frullio di ali
Che ronzavano nell’aria sopra di noi.

Ecco i bei morti!

Il desiderio più non ci tormenta.
Non tremano più le nostre mani
Quando si incontrano.

Ecco i bei morti!

Non più il vino delle labbra,
Non più la sapienza per noi.

Ecco i bei morti!

Non più il torrente
Non più il luogo d’incontro
(Ecco i bei morti!)
Tintagoeal.

Senza di te
Non posso esistere senza di te.
Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:
la mia vita sembra che si arresti lì,
non vedo più avanti.
Mi hai assorbito.
In questo momento ho la sensazione
come di dissolvermi:
sarei estremamente triste
senza la speranza di rivederti presto.
Avrei paura a staccarmi da te.
Mi hai rapito via l’anima con un potere
cui non posso resistere;
eppure potei resistere finché non ti vidi;
e anche dopo averti veduto
mi sforzai spesso di ragionare
contro le ragioni del mio amore.
Ora non ne sono più capace.
Sarebbe una pena troppo grande.
Il mio amore è egoista.
Non posso respirare senza di te.

~ John Keats ~

 


a bientot

E lo so… il venerdì dovrei parlare di poesia… ma il ministro Gelmini ha colpito ancora! Ha presentato quattro decreti approfittando del fatto che gli studenti  domani vanno in vacanza… piccolo trucco da democristiana… mah… ne parliamo domani.

mancano seiiiiiiii , dico seiiiiiiiii giorni a Natale!

salvate la scuola dalla Gelmini!!!

Monday, September 15th, 2008

“laGelmini” (tutto attaccato perchè ormai è un marchio) ha stabilito che i bambini delle elementari e della materna passano troppe ore a scuola…

E così ..via… tagli drastici sull’orario! E’ il suo modo per allargare il tempo pieno… meno tempo ma fitto fitto di cose…

 Per per la scuola del’infanzia  l’orario verrà ridotto a 24 ore a settimana con una sola maestra…

Le mamme che lavorano ( quasi tutte) solo libere di versare direttamente il loro stipendio alle materne private dove l’orario continuerà ad essere lungo… pagare per pagare, consiglio le Orsoline… fa tanto chic!

Per le elementari il discorso si fa più complesso : “Il principio base è: maestro unico e 24 ore a settimana. Ma se le famiglie lo richiedono alla scuola l’orario potrà essere prolungato a 27 o 30 ore, a condizione però che l’organico lo consenta. Peccato che il numero degli insegnanti venga stabilito sull’orario base, cioè 24 ore. ” (La Repubblica)

Anche nelle medie e nelle superiori vengono tagliate delle ore ma non è specificato quali saranno le materie sacrificate… Nelle medie inferiori si scenderà da 32 a 29 ore  e 10.300 insegnanti potranno stare a casa…

Alle superiori saranno tagliate ore soprattutto agli istituti tecnici e professionali. Quattro ore in meno a settimana, compresi i laboratori. 

Alla nostra eroina suggerisco un passo che si è scordata: togliere l’obbligo . A scuola ci vada chi vuole o chi può… e non pensiamoci più!

Dato che dobbiamo costruire il Paese, costruiamo repertori, enciclopedie, dizionari. (Gramsci) … non è un caso che questi abbiano costruito Tv!

a bientot

 David Foster Wallace si è suicidato. Aveva 46 anni ed era un genio.

Succedono cose davvero terribili. L’esistenza e la vita spezzano continuamente le persone in tutti i cazzo di modi possibili e immaginabili. (da Brevi interviste con uomini schifosi)

  • E con questo non sto dicendo che la televisione sia volgare e stupida perché le persone che compongono il Pubblico sono volgari e stupide. La televisione è ciò che è per il semplice motivo che la gente tende ad assomigliarsi terribilmente proprio nei suoi interessi volgari, morbosi e stupidi, e a essere estremamente diversa per quanto riguarda gli interessi raffinati, estetici e nobili. (da Tennis, tv, trigonometria, tornado (e altre cose divertenti che non farò mai più))
  • Definirsi in opposizione a qualcosa significa essere ancora anaclitico nei confronti di quella cosa, giusto? [...] E gli uomini che pensano di odiare ciò di cui in realtà hanno paura di avere bisogno non sono molto interessanti, credo io.
  • La vostra preoccupazione per ciò che gli altri pensano di voi scompare una volta che capite quanto di rado pensino a voi.
  • La validità logica di un ragionamento non ne garantisce la verità.