Ero stata “buon profeta” qualche post fa ergendo il motto “nun ce frega gnente” a motto dello Stato.
Oggi infatti cappuccetto-rosso-Veltroni si dice pronto a collaborare con il governo per risolvere l’emergenza economica ( giù , giù … le borse vanno sempre più giù) e che risponde il cavaliere?
«Non me ne frega niente» sbotta il Cavaliere …
E perchè je dovrebbe fregà? I numeri li ha , i media sono con lui , ha la sicumera dell’industrialotto brianzolo l’arroganza anche… perchè dovrebbe interessarsi a opinioni diverse dalle sue?
Da cosa il povero-Veltroni ha tratto l’impressione che al Presidente potesse interessare l’opinione dell’opposizione?
Il povero Veltroni tenta di denunciare l’anomalia del nostro sistema politico ma in realtà non ne è convinto perchè continua ad agire come se tutto fosse regolare…
Dolce- Veltroni … la democrazia ( cristiana e non ) è morta… qui c’è un piccolo Putin, o peggio, un Peron de noantri… perchè fare discorsi politici?
Non gli frega nulla… non gli frega nulla neppure della piazza.
Fa quel che crede…
Evitiamo almeno di farci sbeffeggiare.
a bientot
Questo un brano tratto dal programma della loggia massonica Propaganda2
Da Wikipedia:
il “piano di rinascita democratica“, un elaborato a mezza via fra un manifesto ed uno studio di fattibilità sequestrato qualche mese dopo alla figlia di Gelli, conteneva una sorta di ruolino di marcia per la penetrazione di esponenti della loggia nei settori chiave dello Stato, indicazioni per l’avvio di opere di selezionato proselitismo e, opportunamente, anche un preventivo dei costi per l’acquisizione delle funzioni vitali del potere: «La disponibilità di cifre non superiori a 30 o 40 miliardi sembra sufficiente a permettere ad uomini di buona fede e ben selezionati di conquistare le posizioni chiave necessarie al loro controllo».
A chiare lettere si indicavano come fini primari (il termine “obiettivi” è usato in quel testo in senso militare, per “bersagli” di blandizie) il riordino dello stato in senso istituzionalistico, il ripristino di un’impostazione selettiva (forse classista) dei percorsi sociali, insomma - secondo molti - una svolta autoritaria.
Ma i dettagli del programma non erano di minor interesse. Se da un lato si propugnava la «abolizione della validità legale dei titoli di studio (per sfollare le università e dare il tempo di elaborare una seria riforma della scuola che attuasse i precetti della Costituzione)», giustificata dalla carenza di tecnici in tempi di disoccupazione intellettuale, dall’altro lato occorreva «ripulire il paese dai teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive», sempre che la magistratura volesse decidersi a condannarli.
Portare il Consiglio Superiore della Magistratura sotto il controllo dell’esecutivo, separare le carriere dei magistrati, rompere l’unità sindacale e abolire il monopolio della Rai, erano altri punti del progetto.
E dire che oggi volevo riprendere la dolce consuetudine di parlare di libri…
Ho trovato anche questa dichiarazione: «L’ho citata in giudizio e sono in difficoltà perché la signora Guzzanti mi fa compassione. Poveraccia, non credo sia una persona solida, mi sembra fragile mentalmente». Il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, intervistata da Enrico Mentana nella puntata di Matrix in onda mercoledì sera.
Solidarietà a Sabina Guzzanti. Non c’è limite alla faccia tosta.
* Anniversario della tragedia del Vajont
*** Oggi è l’anniversario della morte di Che Guevara
nel mio cuore:
Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso…
Dicono che noi rivoluzionari siamo romantici. Sì, è vero, ma lo siamo in modo diverso, siamo di quelli disposti a dare la vita per quello in cui crediamo.
Siate sempre capaci di sentire nel profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo
Hasta siempre. Comandante.